Guigues “Renault va bene, grazie a ibrido, GPL ed è pronta sull’elettrico”

Renault alza la testa e gioca carte importanti, i conti sono in regola, le prospettive sono buone. Per la Casa della Losanga il mercato italiano è il secondo al mondo per la vendita di auto, e il ritorno a un margine operativo indica che la strada intrapresa è quella giusta.

È ampiamente soddisfatto Sébastien Guigues, Direttore Generale in Italia per il Marchio e il Gruppo. A un anno dal suo insediamento, il manager, in occasione dell’incontro con la stampa al festival Viva! a Locorotondo, racconta il suo bilancio tracciando la rotta per il futuro del brand nel nostro Paese.

SEBASTIEN GUIGUES DIRETTORE GENERALE DELLA MARCA RENAULT IN ITALIA E DIRETTORE PAESE RENAULT GROUP ITALIA - 1
Guigues e la Megane

Un anno di successi: da Renaulution a futuREady

Tracciando la prima linea dei risultati raggiunti, il Direttore Generale esprime grande entusiasmo per il percorso compiuto nell’ultimo anno:

“Questi dodici mesi sono stati bellissimi e non lo dico perché mia moglie è italiana… Il team con il quale lavoro è super. Abbiamo affrontato un anno intenso. I risultati sono buoni, possiamo fare ancora meglio, anzi dobbiamo, ma la strada è quella giusta. Siamo passati dal piano Renaulution a futuREady, al termina della prima parte dell’anno arriviamo a un 7% nel mercato retail, che è ilm miglior dato degli ultimi anni”.

Il cavallo di battaglia per il Marchio rimane un nome storico per un modello del tutto rinnovato. Clio si conferma infatti il pilastro commerciale del brand:

“Clio piace molto agli italiani, oltre 20.000 pezzi. Con le full hybrid e il GPL è una macchina perfetta per il Belpaese. L’elettrico in Italia ha volumi ancora piccoli, ma Twingo, che è arrivata a 1.000 esemplari, piace. Anche con i veicoli commerciali, un nostro storico punto di forza che ha avuto un momento di crisi, ci stiamo riprendendo”.

SEBASTIEN GUIGUES DIRETTORE GENERALE DELLA MARCA RENAULT IN ITALIA E DIRETTORE PAESE RENAULT GROUP ITALIA 3 700x525
Guigues

Concorrenza e sfide nel mercato attuale

Guigues, ci sono buone prospettive quindi per il futuro, anche se il contesto di mercato rimane estremamente dinamico e competitivo:

“Non voglio dire che tutto è perfetto, c’è la concorrenza, non solo quella cinese di cui molti parlano, altri Marchi stanno facendo un gran lavoro. Siamo in un contesto molto competitivo. Renault ha le sue armi, la tecnologia full hybrid, che per qualcuno è migliore addirittura di Toyota, che l’ha inventata e il GPL, che stranamente in Italia hanno in pochi, ma a noi va benissimo così. E abbiamo una proposta elettrica ampia. Siamo letteralmente futuREady, pronti alla sfida”.

Le BEV non decollano: il nodo incentivi e infrastrutture

Le vetture full electric (BEV) stentano però ancora a prendere il largo sul mercato italiano. Guigues sottolinea come l’approccio istituzionale debba cambiare radicalmente:

“Prima o poi accadere anche in Italia, sarà uno switch immediato e bisognerà avere dei prodotti pronti. Li abbiamo, Twingo, R4, R5, Megane e Scenic. Il Governo e le amministrazioni riguardo a incentivare in modo più duraturo l’elettrico ci ascoltano ma non ci “sentono”. Forse non ci sono abbastanza soldi, ma è chiaro che l’auto elettrica ha un prezzo in più per noi, per il cliente. Fare incentivi come fosse un Black Friday non porta a molto. Il Black Friday serve a vendere con grossi sconti in poco tempo qualcosa che non vuole nessuno. L’elettrico che costa in più, in Italia anche l’energia, e se qualcuno non paga… la festa non si fa”.

Quale può essere, dunque, la molla decisiva per convincere i clienti al salto verso le nuove motorizzazioni?

“Se si vuole davvero essere ecologici, bisogna rinnovare il parco di auto vecchie. Che sia elettrico o GPL. Rottamare non significa solo vendere vetture elettriche. Una BEV in più venduta non rende più bello il pianeta, ma bisogna invogliare a comprare chi ha una Clio prima serie, ma non ha i soldi per prendere una vettura moderna per poter andare in centro a lavorare, dove ci sono limitazioni alla circolazione. Con bonus chiari e duraturi per l’elettrico, il GPL, l’ibrido, anche il metano.

Il tema è ecologico e sociale e non possiamo far andare tutte le auto con la stessa energia. Se si vuole rinnovare il parco, bisogna proporre auto accessibili, per acquisto e gestione. Occorre poi mettersi d’accordo: si vuole salvare il pianeta, litigare con i cinesi, vendere più macchine o cosa? A mio parere quello che serve di più oggi è mettere da parte le auto troppo vecchia”.

Guigues, quindi il futuro non sarà composto solo da veicoli full electric?

“Mi pare chiaro, se non ho un posto dove caricarla, a casa o al lavoro, avere un’auto elettrica può essere un inferno. Se invece ce l’hai, probabilmente non torni più indietro”.

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Guigues e la strategia vincente e il focus sui privati

Per rivedere la luce, qual è stata la strategia giusta intrapresa da Renault?

“Quella delle due gambe, prima con Renaulution e ora con futuREady. Una gamba con il full hybrid e una con l’elettrico. Sei anni fa abbiamo pensato che le ibride avessero un gran futuro, quando alcuni avevano pianificato solo le BEV, mantenendo però alto lo sviluppo di modelli al 100% a batteria. Poi anche il GPL per alcuni mercati. Ma quella delle due gambe è stata la nostra forza. Assieme alla scelta di sviluppare la Twingo in soli due anni: è costata di meno e le elettriche invecchiano prima, fondamentale essere pronti nel meno tempo possibile”.

In questo percorso, la vendita diretta ai clienti privati è diventata un vero e proprio mantra gestionale:

“Normale che sia così. Se un privato compra la tua macchina significa che gli piace e che domani magari compra una Renault o una Dacia, anche usate. E il valore residuo dei tuoi Marchi é alto: questa è la chiave per costruire, il prezzo, il valore vero di un modello. Un valore residuo forte rappresenta le fondamenta. Quello delle auto cinesi, per esempio è sconosciuto: servono almeno 5 anni per avere dei dati chiari”.

Guigues, la produzione e la questione dei Costruttori Cinesi

A proposito di Costruttori cinesi, ci sono per caso alleanze strategiche in vista?

“In Europa no, la nostra dirigenza lo ha già dichiarato. Il Gruppo Renault ha un diffusione globale, ma il Vecchio Continente è il nostro campo principale, le nostre fabbriche europee vanno bene, impiegate per l’80%-90%, non abbiamo nessun bisogno di alleanze”.

Nel frattempo, brand come Leapmotor in Italia hanno conquistato una quota rilevante arrivando al 50% del mercato dell’elettrico. Guigues chiude con una riflessione aperta sul tema dell’allocazione dei fondi e incentivi pubblici:

“Dico solo, coinvolgendo anche un nostro modello. Ha senso dare soldi in incentivi, finanziati anche dall’Europa per Leapmotor T03 e Dacia Spring, che sono di Gruppi come Stellantis e Renault, ma sono fabbricate in Cina?”.

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Guigues e l’artista Marcantonio

5 cose da sapere su Renault e iul mercato secondo Guigues

  1. Mercato chiave: L’Italia rappresenta il secondo mercato al mondo per vendite per la Casa della Losanga.
  2. Transizione strategica: Il passaggio dal piano Renaulution a futuREady ha portato al 7% nel mercato retail nella prima metà dell’anno.
  3. I pilastri strategici: Per Guigues la strategia delle “due gambe” punta contemporaneamente su Full Hybrid e 100% Elettrico (oltre al GPL).
  4. I modelli simbolo: La Clio supera le 20.000 unità vendute, mentre la Twingo elettrica raggiunge quota 1.000 esemplari.
  5. Visione sugli incentivi: Guigues chiede bonus duraturi e chiari sia per BEV che per ibride, GPL e metano per rinnovare il parco circolante obsoleto.

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Ultima modifica: 2 Agosto 2026