Auto del futuro: sarà una rivoluzione, bisogna fidarsi della tecnologia

960 0
960 0

Un laboratorio a cielo aperto, nato grazie a una collaborazione tra pubblico e privato, che punta a ‘validare’ soluzioni innovative per una mobilità intelligente.

Questo è MASA: Francesco Leali ne è il referente per l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Francesco Leali, professore di Unimore
Francesco Leali, professore di Unimore

Professore, a che punto è il progetto a due anni dalla partenza?

«Sta andando bene, anche meglio delle aspettative. L’idea era quella di riuscire a far convergere le strategie di ogni attore per generare innovazione sia a livello di formazione, sia di ricerca. Il progetto è rinosciuto a livello nazionale e internazionale, la nostra è l’unica area con l’endorsement del ministero dei Trasporti».

Come avete fatto a creare una vera smart city?

«In realtà Masa è l’insieme di tre strutture e aree: i laboratori universitari, l’autodromo di Modena con il quale è in piedi una sinergia per sperimentare in un ambiente protetto le novità, e infine un quartiere della città, la cui riqualificazione è stata prima di tutto tecnologica: lì c’è un’area intelligente. Vogliamo creare un modello scalabile, qualcosa che possa essere replicato».

Self Drive

Davvero in futuro avremo città e auto connesse?

«Il veicolo connesso è capace di scambiare dati e info con altri veicoli e con le infrastrutture cittadini per elaborare strategie intelligenti, con l’obiettivo di ridurre le emissioni in ambito cittadino e aumentare la sicurezza. Su questo punto s’innesta l’altro driver: i veicoli a guida assistita e autonoma. Qui si punta a diminuire il numero degli errori umani, prima causa di incidenti».

Incidenti zero: sarà possibile?

«Alcune case automobilistiche parlano di questo, e in tal senso si muove la volontà comune: incidenti zero o mortalità zero sui veicoli. Le tecnologie sono fondamentali nel momento in cui tutto il sistema diventa automatizzato. Se i veicoli a guida autonoma sono ‘mischiati’ a quelli tradizionali allora l’obiettivo diventa più difficile da raggiungere. Siamo in una fase di transizione che durerà diversi anni. E non serve solo la tecnologia, che deve essere diffusa e regolata, ma anche un cambio di passo culturale».

Motor Valley Fest dedica a voi un’intera giornata.

«In mattinata daremo spazio alle dimostrazioni, con veicoli intelligenti in ambiente urbano, nel pomeriggio spazio al confronto».

Un festival dedicato all’automotive a 360 gradi.

«Fa piacere sia stata scelta Modena. Città, università e aziende stanno facendo tanto per il settore. Il nostro è un territorio di eccellenza che deve stare al passo coi tempi. Fondamentale è l’aspetto formativo per i nuovi profili. Masa si occupa anche di questo».

Giuseppe Catapano

Ultima modifica: 30 aprile 2019