Pastiglie freno: cosa sono e come vengono prodotte

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Le pastiglie freno sono elementi importanti per la sicurezza in auto, provvedono alla frenatura e il loro stato di usura è molto importante.

In moltissime auto in commercio, specialmente per quanto riguarda la frenatura anteriore, il sistema universalmente utilizzato è quello dei dischi, un sistema che piano piano soppianterà totalmente quello di vecchia scuola a tamburo. Le differenze tra i due sistemi non sono solo di carattere costruttivo ma anche per quello che riguarda la durata nel tempo riguardo, l’usura e la loro efficacia specifica quando chiamati in causa.

Un sistema a disco è più efficace, posto che tutti i componenti siano in perfetto stato, rispetto ad un sistema a tamburo. E fornisce una frenatura di notevole efficacia. Dal canto suo il sistema a tamburo possiede una frenata che si potrebbe definire più ‘lenta’, ma le sue caratteristiche costruttive e funzionali gli permettono di durare di più nel tempo.

Elementi essenziali dei freni a disco sono le pastiglie, piccoli ricambi soggetti a usura, responsabili dell’attrito sul disco, quell’azione che permette la frenata in senso stretto. Premesso che responsabili di una frenata efficiente e sicura sono anche lo stato dei dischi, la funzionalità dei pistoncini e il grado di purezza dell’olio idraulico. Andiamo a vedere come si costruisce una pastiglia freno e che differenze ci sono tra i diversi modelli.

Il concetto di pastiglia, cioè di un supporto che crea attrito, nasce nei primi anni del secolo scorso con i primi esperimenti in Inghilterra realizzati usando il legno. La storia si evolve e si è arrivati alle pastiglie che conosciamo oggi, merito della industrializzazione e della ricerca.

Partiamo dalla base della pastiglia, si tratta di un supporto metallico molto resistente capace di resistere alle alte temperature che si generano durante la frenata. Inizialmente il materiale impiegato era l’amianto, divenuto poi fuorilegge. Diciamo che oggi i materiali e le leghe impiegate sono diverse, ma il materiale più diffuso sul mercato per le pastiglie di ‘primo impianto’ è la ghisa.

Sulla base deve essere applicato uno strato di contatto, quella parte che tocca il disco creando l’attrito necessario. Il materiale usato in questo caso è un mix di materiali minuziosamente miscelati allo scopo di ottenere un composto efficace, resistente, ma non eccessivamente duro e che non raggiunga temperature elevate. Il mix è definito composito (conosciuto anche col termine generale di ferodo).

Esistono pastiglie definite dure o morbide. Le pastiglie dure posseggono uno strato di composito più ‘metalloso’ e sono adatte per auto di alte prestazioni, durano poco e hanno bisogno di alte temperature per funzionare bene. Al contrario pastiglie morbide posseggono una efficacia minore, scaldano meno e durano tanto. Sulle auto in commercio generalmente sono installate pastiglie di medio livello.

Ultima modifica: 25 agosto 2017