Oscuramento vetri: cosa c’è da sapere

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Col tempo l’oscuramento vetri nelle auto è diventato sempre più diffuso, ed è anche uno degli optional più richiesti, specie se la vettura ha uno stile sportivo e aggressivo. Fino a qualche anno fa era una caratteristica che distingueva le auto di servizio di magistrati, rappresentanti politici e istituzionali, o anche per vip alla ricerca di protezione da sguardi indiscreti.

Quei vetri scuri regalano un fascino tutto particolare ma sono comunque una pratica ben regolamentata, le cui norme sono ispirate in particolar modo a ragioni di sicurezza.. Ma come si possono ottenere, se si possiede già un’auto? e soprattutto cosa è di preciso consentito nell’oscuramento vetri?

Le tecniche

Per ottenere l’effetto vetri scuri non è necessario svenarsi e se si ha un po’ di dimestichezza con il fai da te, si possono ottenere grandi risultati con una spesa davvero minima. E’ sufficiente saper scegliere la pellicola giusta e avere un po’ di attenzione nel momento in cui bisognerà applicarla. Solitamente è consigliato farsi aiutare da chi ne ha già fatto uso, e non soltanto per i vetri, perché l’effetto bolla rischia di mandare a monte tutto il progetto di un’auto “rinvigorita” da una semplice pellicola.

Partiamo dalla scelta della pellicola. Il mercato on line è davvero ampio e variegato, ma se siete dei principianti alla ricerca dell’affare del secolo, è meglio desistere. Una pellicola a buon mercato sicuramente non offre garanzie di alta qualità. Di conseguenza il risultato sarà davvero scadente. Meglio orientarsi su un prodotto certificato, anche perché sarà necessaria l’omologazione della pellicola, che analizzeremo in seguito. Se proprio avete deciso di scegliere la pellicola per conto vostro, orientatevi su un tipo che vi assicuri un’ottima protezione dai raggi ultravioletti, che vi sarà davvero utile se in auto trasportate bambini e fate lunghi viaggi.

I benefici

L’oscuramento vetri aiuta anche a ridurre il livello di riscaldamento da raggi solari, creando quell’effetto ombra che si riflette anche sui consumi, visto il minor impiego dell’aria condizionata: risulta quindi un ottimo elemento di contrasto al fastidio che provocano i fari delle altre auto e aiuta anche nella concentrazione della guida. Insomma, l’oscuramento vetri ha anche aspetti positivi che a prima vista non vengono mai presi in considerazione, ma bisogna però sapere che, per quanto possa essere davvero bella esteticamente, un’auto con tutti i vetri oscurati non è assolutamente possibile, anzi è espressamente vietato dalla legge.

La normativa in materia prevede infatti che si possa procedere all’oscuramento vetri della propria auto per il lunotto posteriore solo quando la vettura sia provvista di entrambi gli specchietti retrovisori laterali. In ogni caso non si può oscurare il parabrezza o i vetri laterali anteriori. E’ una questione di sicurezza e soprattutto è la necessità di rendere visibile e riconoscibile chi è alla guida. Se dunque avete esigenza di celare il vostro sguardo al pubblico, dovrete assumere un autista e accomodarvi sui sedili posteriori.

I costi

Per una buona pellicola, anche acquistandola on line, la spesa complessiva non supera i 50 euro. Alcuni rivenditori consegnano anche un kit per l’installazione, che consiste generalmente in una spatola e un cutter. Il consiglio è di aggiungere un phon abbastanza potente, perché riscaldando la pellicola si ottiene un risultato migliore, specie in casi di forme particolari. Affidandosi a un’officina specializzata, che alla fine rilascerà anche un attestato di omologazione del prodotto e della sua installazione, la spesa potrà superare di poco i 150 euro.

Anche in caso di fai da te bisogna sapere che le pellicole acquistate devono riportare ben evidente il marchio identificativo del produttore. Soprattutto devono essere omologate per il vetro sul quale verranno applicate. Esiste anche una soluzione più economica e pratica per chi non è appassionato di fai da te: stiamo parlando dello spray oscurante, che non è necessariamente grigio, ma si trova anche nella versione azzurrata o con riflessi bronzo, oltre che blu. Usarlo è davvero facile, ma bisogna aver cura di ricoprire tutte le superfici dell’auto che non vorremmo imbrattare di vernice. E ad ogni buon conto è meglio esercitarsi prima su un un foglio di plexiglass, per verificarne l’effetto, imparare a dosare lo spray e soprattutto per non combinare pasticci la cui riparazione potrebbe essere anche costosa.

L’ultima soluzione a disposizione è per chi ha un budget decisamente più consistente di qualche decina di euro. E stiamo parlando della sostituzione dei vetri normali, con quelli oscurati. La spesa dipende ovviamente dal modello di auto che si possiede perché i vetri scuri di una Fiat 500 non costeranno di certo come quelli di una berlina Mercedes.  Anche il costo della manodopera può variare. Tuttavia se si è sottoscritta una polizza sui cristalli, nel caso di rottura, si può aggiungere la differenza tra il costo che sostiene la compagnia assicurativa e il prezzo dei vetri scuri.

Il Codice della Strada

L’oscuramento vetri, anche se dovesse essere realizzato in un momento successivo all’acquisto dell’auto, non è un caratteristica che va a modificare la carta di circolazione. Diversamente da altri elementi, come pneumatici o alimentazione, il colore dei vetri non è riportato sul libretto e dunque nessuna modifica deve essere segnalata. Il tutto ricordando però di non adottare soluzioni scorrette, come oscurare i vetri anteriori. E’ vietato dalla legge e il Codice della Strada prevede sanzioni specifiche che comportano, secondo quanto previsto dall’articolo 71, una multa che può variare dagli 85 ai 338 euro. E nei casi più gravi è possibile anche il ritiro della carta di circolazione, fino al ripristino di una condizione di visibilità consentita.

L’oscuramento vetri, che fino a qualche anno fa, affascinava soltanto gli appassionati del tuning, sta riscuotendo ora un discreto successo anche tra i semplici amanti delle auto più sportive. E non è raro ormai vedere vetri scuri su alcune tipologie di vetture, come i suv di segmento elevato.

Ultima modifica: 18 febbraio 2019