In Olanda arrivano i nuovi taxi a idrogeno

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Prima o poi doveva succedere: le auto a idrogeno, annunciate da parecchi anni, nonostante siano ancora in effetti assenti sul mercato dell’automotive, potrebbero decretare la loro svolta andando a coprire quelli che sono dei servizi pubblici e necessari per le città europee. E così, in quest’ottica, l’Olanda ha annunciato una flotta di taxi a idrogeno nelle sue città, capitale in primis. Ma davvero la svolta a idrogeno e la carovana di taxi che si muovono grazie a motori alimentati con H2 è così vicina? Prima di entrare nel merito della notizia, facciamo un passo indietro e vediamo perchè l’idrogeno potrebbe essere la soluzione al problema della mobilità sostenibile. Soluzione che però stenta a decollare. Perchè?

In Italia è diverso

L’idrogeno è pulito: d’altro canto, senza entrare nel merito dei processi chimici, si tratta di una molecola che nulla a che fare con le emissioni in atmosfera tipiche del Diesel, e pertanto – almeno nei confronti dell’ambiente – potrebbe essere la soluzione ideale. Inoltre, nonostante si debbano prendere degli accorgimenti tecnici particolari, non è pericoloso. Tanto che, volendo, le auto che viaggiano a idrogeno sono già realtà. Non in Italia, però.

Sì, perché nel Bel Paese, complice la politica che ha deciso di andare in un’altra direzione in tema di mobilità sostenibile, le auto a idrogeno di fatto non possono circolare, perché non possono essere rifornite. E, per lo meno al momento, per quanto se ne faccia un gran parlare, non esiste un piano che preveda la messa a punto di infrastrutture per il rifornimento di queste vetture. Un cane che si morde la coda – se non ci sono le infrastrutture non ci sono le vetture – ma tant’è. E in Olanda è diverso?

Taxi a idrogeno Toyota

Sembrerebbe proprio di sì, in Olanda è diverso. Tanto che – è notizia di qualche settimana – Toyota ha consegnato la bellezza di 35 esemplari di Mirai, proprio per fare in modo che almeno in tema di modalità pubblica, qualcosa si muova. Tali Mirai, infatti, andranno costituire una flotta di taxi. Si tratta naturalmente di un progetto pilota, teso a far conoscere la tecnologia a idrogeno al Paese, abituato più che altro alla mobilità elettrica.

Ma rispetto all’elettrico ci sono dei vantaggi: i rifornimenti sono quasi istantanei – o per lo meno paragonabili a quelli di un’auto a benzina o Diesel – e il problema dell’autonomia, quindi del lungo raggio, non esiste. A patto che ci siano le stazioni dove rifornirsi.

Ultima modifica: 15 luglio 2019