Keke Rosberg vita e carriera del pilota di F1

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Una carriera breve ma intensa oltre che ricca di soddisfazioni tra vittorie, sconfitte e un titolo mondiale quella dell’ex pilota di Formula 1 Keke Rosberg. Una ‘meteora’ dell’automobilismo che ha lasciato tuttavia un importante segno nella storia della Formula 1. Keijo Erik “Keke” Rosberg, Classe 1948 è stato un pilota professionista e Campione del Mondo di Formula 1 nel 1982. Un campione che prima di approdare nei maggiori Team automobilistici ha fatto la gavetta gareggiando con scuderie di bassa classifica.

Keke Rosberg, la vita

Nato a Solna, vicino Stoccolma da genitori finlandesi ha sin da piccolo respirato aria di motori e piloti. Il padre si trovava in Svezia come studente universitario presso l’Università svedese e l’anno successivo alla nascita del figlio, la famiglia rientra in Finlandia cambiando spesso residenza a causa dei frequenti trasferimenti dovuti al lavoro paterno. Il padre e la madre sono sempre stati dei grandi appassionati di motori. Passione trasmessa al figlio Keke, indirizzandolo inconsapevolmente alla carriera di pilota da Formula 1.

I suoi primi passi nelle corse li fa nelle piste kart (1965) riuscendo a laurearsi per diverse volte campione finlandese. Però lo vedeva come un semplice hobby, infatti, tra una gara e l’altra continuava i suoi studi in medicina e il suo lavoro come tecnico informatico. Un dentista prestato alla Formula 1, visto che il padre aspirava a quella carriera per il figlio.

Un pilota sbocciato in ritardo, rispetto ai suoi colleghi. Nel 1972 un suo collega gli consiglia di passare dal circuito kart al Campionato automobilistico di Formula Vee (Campionato per monoposto monomarca con costi più accessibili rispetto a quelli più blasonati) e così decide di acquistare un telaio modello Veemax di seconda mano. Anche se in fatto di costi erano abbastanza accessibili, Keke dovette ricorrere a due prestiti. Uno bancario e il secondo ricevuto direttamente dalla sua stessa famiglia. L’anno successivo trionfa in Formula Vee diventandone campione e al tempo stesso attirando l’attenzione della scuderia March per il circuito Formula 3.

Debutto posticipato

Debutto posticipato di qualche anno a causa della mancanza di finanziatori. A quel punto cosa fare? Continuare in Formula Vee oppure mettere da parte la carriera automobilistica? Il giovane pilota non si lascia scoraggiare e decide di passare alla Super Vee dove trionferà nel Campionato tedesco nel 1975. Il debutto in Formula 2 e Formula 3 avviene nel 1976. L’anno successivo oltre a gareggiare in Formula 2, lo vedremo impegnato anche in Formula Atlantic e in Formula Pacific.

A 24 anni continua a prendere parte al circuito Formula Super Vee riuscendo a portare delle importanti vittorie. Intorno ai 30 anni farà il suo esordio in Formula 1 prendendo parte al Gran Premio del Sud Africa (1978) anche se il primo tentativo risale al 1977. In quell’anno, infatti, testò una monoposto della scuderia giapponese Kojima (Attiva dal 1976 al 1980 con soli 2 Campionati all’attivo) per una sua possibile partecipazione al Gran Premio del Giappone.

L’avventura nella massima serie sarà alla guida della monoposto Theodore e Wolf (Scuderie minori) sarà disastrosa tra problemi meccanici e mancate qualificazioni. Chiunque al suo posto avrebbe gettato la spugna e abbandonato la carriera da pilota di Formula 1 ma non è stato il caso per Rosberg. Neppure il passaggio alla Fittipaldi (Scuderia in attività tra il 1975 e il 1982) non gioverà alla sua carriera ottenendo il decimo posto nel 1980 con 6 punti in classifica e zero nel Mondiale del 1981.

La svolta del 1982 per Keke

La svolta nel 1982 con la chiamata da parte della Williams in quel periodo a corto di piloti. La scuderia britannica opto come prima scelta per i piloti Didier Pironi e Eddi Cheever, ma offrì un test a Rosberg e a Jarier. Alla fine fu scelto Rosberg che non ebbe problemi a rescindere il contratto con la Fittipaldi mentre con la Williams si accordò per un compenso di 250mila dollari.

Il mondiale di Formula 1 del 1982 fu uno dei più particolari, tragici e particolari nella storia dell’automobilismo. Il primo Gran Premio del Sud Africa vide lo sciopero dei piloti contro l’Art. 58 del regolamento che vietava di fare causa nei confronti degli organizzatori dei Gran Premi. In quello di Imola scesero in pista solo le scuderie: Ferrari, Renault, Alfa Romeo, Toleman e Osella a causa dello sciopero dei piloti britannici riuniti nella Foca nei confronti della FIA. Scioperi e proteste ma anche tragiche morti come quella del pilota Gilles Villeneuve durante le sessioni di prova nel Gran Premio del Belgio. In quella gara Rosberg perse la vittoria a soli due giri dalla fine, arrivando dietro Watson. La scia di sangue del 1982 non si arrestò e condizionò l’intero Gran Premio.

In Canada perse la vita, il pilota Riccardo Poletti mentre nelle gare successive Pironi rimase vittima di un drammatico incidente che mise termine alla sua carriera da pilota. Da quel momento il momento il Campionato si giocò tra Watson (30 punti), Rosberg (27), Prost (25) e Lauda (24).

Il finale fu sorprendente. Il secondo posto e la vittoria in Svizzera portarono Rosberg a quota 42 punti vincendo il Gran Premio F1 con una sola vittoria. Dopo la conquista del suo primo ed unico titolo mondiale continuò a gareggiare con la Williams fino al 1985 per poi disputare il suo ultimo Gran Premio alla guida di una monoposto McLaren.

Vita privata

Nella vita privata Rosberg si sposò due volte e dal suo secondo matrimonio nel 1985 nacque il suo primogenito Nico, anche lui pilota professionista di Formula 1. La carriera del figlio inizia nel 2006 alla guida di una Williams per ritirarsi dieci anni dopo la conquista del suo primo e unico titolo mondiale di Formula 1 con il Team Mercedes.

Keko Rosberg è ricordato, oltre per la sua conquista del titolo iridato con una sola vittoria anche per lo stile di guida brillante, audace e al tempo stesso aggressivo. Pilota anticonformista e amante dell’economia a tal punto che discuteva personalmente i contratti con i suoi sponsor.

Keijo Erik “Keko” Rosberg è stato un pilota vincente e atipico arrivato troppo tardi nel grande circuito della Formula 1 riuscendo a diventare leggenda.

Ultima modifica: 6 agosto 2019