Giacomo Agostini: biografia del “cannibale” del Motomondiale

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Giacomo Agostini fu soprannominato il “cannibale” del Motomondiale per la grande capacità di aver scritto la storia dell’agonismo in sella alle due ruote.

Giacomo Agostini è un notissimo pilota motociclistico nato a Brescia il 16 giugno 1942, vincitore di 15 campionati mondiali ed è uno dei piloti più titolati nella storia del Motomondiale. Fu soprannominato il “cannibale” del Motomondiale per la grandissima capacità di aver redatto la storia dell’agonismo in sella alle due ruote.

Chi è Giacomo Agostini? Molti di voi magari lo hanno già sentito nominare ma nessuno, in effetti, sa che questo grandissimo pilota motociclistico bresciano è appellato come il “Cannibale” del Motomondiale.

Si pensi che nella storia del Campionato Mondiale di Velocità, Giacomo Agostini è il pilota motociclistico che ha conquistato ben 123 Gran Premi ed è riuscito a guadagnare il podio ben 163 volte delle 190 gare corse.

Inoltre, il pilota bresciano nella classe 500 ha conseguito ben 8 titoli mondiali con 68 vittorie nei Gran Premi e, nella classe “350”, 7 titoli mondiali e 54 vittorie. Nella classe “750” Giacomo Agostini ha vinto un solo GP; inoltre, vanta ben 18 titoli nazionali e un totale di ben 311 vittorie in gare competitive ufficiali.

Un vero e proprio Recordman, il Numero Uno, Giacomo Agostini è una vera e propria Leggenda “che corre” sulle due ruote, ha fatto la storia del motociclismo non solo italiano ma, soprattutto, a livello internazionale.

Nato a Brescia nel 1942, Giacomo Agostini già da ragazzino inizia a partecipare alle prime gare a livello locale riscuotendo già discreto successo.

Alla maggiore età, Agostini monta in sella a una Morini 175 Settebello e inizia a farsi notare tra varie gare competitive in salita e di velocità e la stessa Morini lo nota e lo ingaggia, “scommette” sul giovane bresciano. In effetti, da qui il successo è immediato e conquista subito il podio nell’ambito del campionato italiano di velocità in montagna e di quello di velocità per i giovani.

Nel 1963 è il vero anno di “svolta”: la stessa Morini promuove il giovane bresciano alla classe 250 e, dopo due anni, lascia definitivamente il suo “primo amore” per la famosa MV Agusta.

Nel campionato nazionale il pilota bresciano non ha concorrenti e trionfa a bordo della sua due ruote; nel mondiale qualche incertezza, un problema tecnico nella 350 costringe Agostini a ritirarsi, nonostante mostri ottime qualità competitive.

Dal 1966 al 1975 Agostini vince ben 7 titoli nella 350 e 8 titoli nella 500 e, dopo anni di vittorie e di successi, Agostini sceglie di lasciare la MV Agusta e di passare alla Yamaha, casa giapponese assolutamente innovativa. Agostini vince la 200 miglia di Daytona e quella di Imola, oltre al GP della 350.

Anno 1975: Agostini ha 33 anni, una carriera brillante fatta di tantissimi successi, qualità competitive insuperabili, 10 trionfi nel Tourist Trophy. L’anno seguente nel 1976, dopo la sua ultima vittoria l’anno precedente a bordo della Yamaha, decide di abbandonare definitivamente la Casa giapponese di ritornare in sella alla MV Agusta, in declino e sopraffatta dagli innovativi giapponesi.

Il campione bresciano si aggiudica un Gran Premio nella classe 350 e uno nella classe 500: alla fine del 1977, Agostini si dedica all’automobilismo ed alla carriera di direttore sportivo.

Grazie alle sue innumerevoli vittorie ed ai successi portati a casa, Giacomo Agostini rimane ad oggi il pilota più titolato nella storia del Motomondiale, per questo soprannominato “Cannibale” del Motomondiale.

Ultima modifica: 29 settembre 2017