Cinghia di distribuzione: i costi e quando cambiarla

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Tra gli appuntamenti che il guidatore non deve proprio trascurare c’è il cambio della cinghia di distribuzione, la cui scadenza ha una data ben precisa

La cinghia di distribuzione è uno dei più importanti congegni meccanici responsabile del movimento di un veicolo a motore unendo l’albero motore con l’albero a camme, quest’ultimo responsabile del movimento di valvole e pistoni. La cinghia è composta quasi interamente da materiale gommoso ed elastico, ma è anche rinforzata da parti in acciaio che garantiscono la sostenibilità di sforzi e sollecitazioni meccaniche a cui è continuamente sottoposta, e che ne intaccherebbero la struttura.

Per chi non è pratico di questi “marchingegni” può provare a pensare ad un famoso film di Charlie Chaplin in cui l’operaio Charlot viene inghiottito da una lunga catena di ruote dentate interconnesse da cinghie e tappeti rullanti: l’immagine della cinghia della distribuzione è analoga, ossia consiste in una fascia dentata che avvolge più ruote – o pulegge – procurandone il trascinamento.

La cinghia di distribuzione non funziona autonomamente, ma nella sua operatività investe anche altri accessori altrettanto fondamentali:

  • la pompa dell’acqua, che garantisce il raffreddamento

  • i cuscinetti e il tendicinghia

  • la pompa pressione del carburante (eventuale)

  • la pompa dell’olio (eventuale)

Bielle, pistoni e valvole sono le prime parti che si danneggiano gravemente in caso di rottura della cinghia in quanto avviene la sfasatura o disallineamento dei due alberi connessi – motore e camme – con esiti spesso irreversibili. Il suo buon funzionamento, dunque, è vitale e non se ne può trascurare la manutenzione.

Dove si trova

La cinghia di distribuzione – in quanto componente di tutto il gruppo denominato “distribuzione” – si trova all’interno del motore “in testa” e, di solito, il posizionamento è sul lato destro del motore stesso. Tale posizionamento, però, varia a seconda del modello e della casa costruttrice del veicolo, per cui potremmo trovare gruppi di distribuzione, con all’interno la relativa cinghia, che ricoprono “in testa” al motore una posizione centrale, o, addirittura, che costituiscono un “blocco” in cui l’albero a camme è inglobato nel blocco motore.

Il posizionamento del motore influisce sull’adozione del tipo di intervento di manutenzione e riparazione da effettuare in quanto implica il rispetto di una corretta procedura distinta in fasi ben precise: staccare la batteria, smontare la testata del motore, bloccare le pulegge dell’albero motore e a camme, togliere le candelette, sono tutte azioni da effettuare in sequenza e in totale sicurezza per chi opera e vuole ottenere un buon risultato.

Quando cambiare la cinghia di distribuzione

La regola è ben nota: la cinghia si cambia dopo aver percorso tra i 100 e i 180 chilometri oppure dopo circa 5 o 6 anni. Le auto a motore diesel possono anche aspettare di raggiungere i livelli massimi di percorrenza – 180 chilometri – oppure di tempo – dopo 10 anni -.

La scelta di uno dei due parametri dipende dall’utilizzo che si è fatto del proprio veicolo, per cui ci può essere uno scostamento dalle quote indicate. Nel dubbio, però, la casa costruttrice del veicolo mette a disposizione nel libretto di manutenzione le esatte indicazioni in anni o chilometri. In questo caso essa stabilisce dei parametri basati su una conduzione standard del veicolo (in città, pochi viaggi) o su una conduzione conmaggior usura (lunghe percorrenze extraurbane), considerato che non si debba trascurare comunque l’incidenza delle condizioni ambientali sul deperimento del materiale di cui è composta la cinghia – la gomma – per assottigliamento, seccatura o perdita di elasticità.

Come capire quando cambiarla

Purtroppo non ci sono sintomi o segnali che ci indicano lo stato di usura della cinghia: è per questo che bisogna attenersi alle indicazioni fornite dalle case costruttrici o affidarsi ad un controllo accurato ogni 30 mila chilometri ad opera di un’officina specializzata. Se si omette questa importante manutenzione c’è il forte rischio di procurare un danno irreversibile alla propria auto, tale da decretarne la rottura definitiva. Succede, infatti, che la cinghia – per motivi di corrosione o allentamento, o altro che ne determini il mal funzionamento – procuri l’arresto immediato del mezzo e non dia più segnali di ripresa. Il danno è fatto!

I prezzi

Per risparmiare si può pensare di comprare la cinghia di distribuzione presso i negozi di ricambiauto o su siti online, ma di certo non si può pensare di improvvisarsi “meccanici” ed effettuare da soli l’intervento: la pratica è particolarmente complessa e ci vogliono “mani sapienti” che garantiscano la buona riuscita. La cinghia di distribuzione, da sola, ha un costo molto accessibile che varia dai 40 fino ai 150 euro, a seconda della casa automobilistica a cui appartiene il veicolo.

La prima regola che definisce i costi dell’intervento di sostituzione della cinghia da parte di un’officina, invece, riguarda le dimensioni dell’auto: più è grande e più alto è il prezzo. Le variabili, poi, sono anche altre: il posizionamento “in testa” o “in blocco” all’interno del motore, la quantità di accessori compromessi oltre alla cinghia, le competenze e il costo dell’officina, se “di fabbrica” o indipendente.

Prezzo a seconda della dimensione

In genere, un’auto di piccola cilindrata può richiedere un intervento contenuto nei 400/500 euro e sale nei casi di auto di medie dimensioni in cui l’intervallo varia dai 450 ai 650 euro. Per auto di grandi dimensioni e un motore più complesso – per cui si suggerisce di effettuare con costanza i tagliandi richiesti dalla casa costruttrice al fine di evitare questo tipo di danno – valgono le buone regole di affidamento ad officine “di fabbrica”: il prezzo si aggira intorno ai 1000 euro, e può andare anche molto oltre questa cifra nei casi di sostituzione di altri accessori danneggiati.

Altre componenti da sostituire con la cinghia

Ai costi sopra indicati vanno aggiunti sempre anche l’acquisto di altri accessori che sono implicati nella riparazione della cinghia: il riferimento è alla pompa dell’acqua e ad altri elementi dell’ingranaggio (cuscinetti, cingoli in acciaio, tendicinghia) il cui danneggiamento avviene sempre in contemporanea, nonché all’eventuale rottura della pompa dell’olio.

Il resto della spesa riguarda la manodopera: meno di 150 euro a intervento non è prevedibile, e per avere un’idea di quanto si può spendere risparmiando, è consigliato sempre procurarsi più preventivi e scegliere quello che non offra solo un buon prezzo ma anche un buon risultato.

Ultima modifica: 31 marzo 2017