Torna il mito Isotta Fraschini, elettrica e made in Motor Valley

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Culla d’elezione di tanti miti dell’asfalto, ma anche linea di partenza per chi, dopo decenni, vuole tornare a spingere sull’acceleratore. Troverà casa nel cuore della Motor Valley emiliana, in due nuovi stabilimenti che sorgeranno nel Bolognese e nel Modenese, un pezzo di storia italiana dei motori come la milanese Isotta Fraschini, l’antico pioniere del settore che cessò la produzione nell’ormai lontano 1949.

Isotta Fraschini, simbolo del lusso e della tecnologia tra le due guerre

A 70 anni dalla scomparsa della casa automobilistica fondata nel 1900, all’ombra del Duomo, da Cesare Isotta e dai fratelli Oreste, Antonio e Vincenzo Fraschini, la livrea di uno dei protagonisti del primo mezzo secolo di vita delle carrozze senza cavalli tornerà così a brillare, per realizzare, però, vetture elettriche ad alte prestazioni.

La storia del mito, l’auto più desiderata tra le due guerre

Sulle sedi precise degli impianti di produzione, ad ora, non ci sono certezze, mentre le sicurezze sono legate alla creazione di 20 nuovi posti di lavoro, 15 dei quali riservati a laureati, e agli investimenti necessari, pari a 4 milioni di euro e sostenuti da un contributo regionale di 1,5 milioni.

Isotta Fraschini 8A cabriolet Ramseier - 1924

Una rinascita, quella di Isotta Fraschini, che già di per sé sarebbe importante, ma che assume ancora maggiore rilievo se la si inserisce nel più ampio novero dei progetti di investimento selezionati nell’ambito del terzo bando regionale della legge 14/2014.

Parliamo di 17 gruppi industriali attivi nell’automotive, nella meccatronica e nel biomedicale, con in testa Automobili Lamborghini e Ferrari, pronti a iniettare nei prossimi mesi oltre 56 milioni di euro (22 dei quali messi a disposizione a fondo perduto dalla Regione Emilia-Romagna) nel tessuto produttivo del territorio, generando 521 nuovi posti di lavoro e puntando forte su innovazione tecnologica e sostenibilità. Il 13% del monte totale delle erogazioni, peraltro, finirà nelle aree montane, con l’obiettivo di contribuire al loro rilancio.

Lorenzo Pedrini

Ultima modifica: 5 luglio 2019

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