Scheda carburante, addio al vecchio modello ed ecco cosa cambia

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Potete dire addio al vecchio modello della scheda carburante. Grandi novità in arrivo durante il 2018. Scopriamo insieme di cosa si tratta e cosa cambierà in futuro.

Cosa è la scheda carburante

La scheda carburante è lo strumento che permette alle aziende di verificare se l’uso di benzina o gasolio utilizzato dai lavoratori per le attività di trasporto corrisponde a quello da loro utilizzato. Ad oggi, la scheda carburante deve riportare il nome dell’esercente e tutta una serie di voci che giustifichino l’effettivo rifornimento per fini lavorativi al dato benzinaio, il tal giorno e relativa quantità di carburante e chilometri effettuati. Sulla scheda vanno inserite tutte le informazioni al fine di rendere tracciabile la quantità di rifornimento, il momento in cui è avvenuto, la posizione dell’esercente presso cui ci si è riforniti e il costo dell’intera operazione eseguita.

Gli ultimi decreti legge (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) pongono delle modifiche alle legge preesistente.

Tali modifiche presentano delle proroghe secondo le quali alcune norme riferite alla Circolare N. 8/ E Agenzia delle Entrate (30 Aprile 2018) saranno attivate il 1 Gennaio 2019. In quest’ultima è spiegato in modo dettagliato che ci si riferisce a «obbligo di fatturazione elettronica per la cessione di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.»

Si riferiscono alle modifiche per la data del 1 luglio 2018 «le cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori». Per questo motivo, il sindacato dei benzinai ha già proclamato uno sciopero il 26 Giugno per non far partire neanche le norme previste per il 1 Luglio.

Nel decreto legge 5 Agosto 2015 n.127 viene scritto che dal 1 Luglio 2016 L’Agenzia delle Entrate avrebbe messo a disposizione gratuitamente i servizi di generazione e trasmissione delle fatture elettroniche.

Secondo il decreto del Presidente della Repubblica 26 Ottobre 1972 n.633, citato nella circolare della Agenzia delle Entrate, per ogni operazione imponibile va emessa fattura. Tale documento deve riportare ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, natura qualità e quantità dei servizi formanti oggetto dell’operazione, aliquota e ammontare dell’imposta.

La Manovra 2018

La norma attuale si basa sulla sull’articolo 2 della legge n.31 del 21 febbraio 1977 pubblicata sulla gazzetta ufficiale. L’articolo 2 recita che attraverso decreti del Ministero «saranno stabilite norme dirette a disciplinare la documentazione relativa agli acquisti di carburanti per autotrazione, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti all’imposta di valore aggiunto».

L’articolo prosegue dicendo che la documentazione che sostituisce la fattura potrà avere forma di scheda, registro, bollettario e dovrà contenere tutti gli elementi per identificare l’operazione.

Nella nuova proposta compaiono però le regolamentazioni per quanto riguarda le carte di credito, le carte di debito o le carte prepagate. Inoltre, è presente una parte dedicata al credito d’imposta riservato agli esercenti.

Cosa cambia

Il cambio di rotta che questa legge propone nasce dalla volontà di semplificazione della burocrazia. E’ chiaro che la compilazione di moduli sempre più lunghi per giustificare anche piccole attività di rifornimento comporta un impiego di tempo elevato, e il lavoratore che utilizza l’auto è interessato ad abbreviare i tempi di questo svolgimento.

Dall’altro lato il datore di lavoro vuole sapere con esattezza che i soldi che vengono assegnati al proprio dipendente siano effettivamente spesi per l’acquisto del carburante.L’esercente, quindi, si trova in mezzo fra 2 fuochi ed è pensabile che lo sciopero indetto sia anche causato da questa valutazione. Tra le motivazioni dei sindacati vi sono infatti le constatazioni che questa ambiguità legislativa, tra cui una proroga al 1 Gennaio 2019, porti ad un periodo di confusione e instabilità per l’intero settore. I sindacati e le organizzazioni dei gestori degli impianti coinvolti ad ora sono Faib, Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa-Confcommercio.

E’ da sottolineare come lo stesso Vicepresidente del Consiglio nonchè Ministro per lo Sviluppo Economico e Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Luigi di Maio abbia aperto ad un ipotesi di rinvio della legge per venire incontro alle richieste pervenute e dalle difficoltà segnalate. L’associazione dei produttori, Assopetroli, è su questa linea e conferma la linea di rinvio a fine anno.

E’ possibile che questo caso sia un precedente per altri settori in cui si verificano tali dinamiche; un cambio di rotta così netto porterebbe una rivoluzione sul piano logistico e un cambiamento sostanziale del modo di affrontare tali questioni.

Il cambiamento sostanziale sarà perciò, se tutto dovesse compiersi come da circolare, l’effettiva valutazione della fatturazione elettronica.

Le banche dati in questione saranno evidentemente incrociate e si avrà un controllo capillare di tutte le transazioni e tutte le operazioni avvenute.L’obbiettivo è far emergere tutta quell’economia nascosta che tramite falsificazioni o procedure non rispettate è possibile che non si riesca a tracciare e perciò non venga effettivamente tassata.

L’IVA, secondo la circolare, potrà essere detratta, in questo senso vi è anche l’obbiettivo di diminuire l’evasione fiscale. Si passerebbe ad una deducibilità del 70% rispetto al vecchio 90%. Per quanto riguarda la deducibilità dei costi auto esclusivamente strumentali rimarrebbe il 100%, per gli agenti rappresentanti 80%, uso pubblico 100%. Rimarrebbero fuori taxi, scuole guida, attività di noleggio, rappresentanti di commercio.

Per i veicoli ad uso promiscuo si passa dal 40% al 27,5%.

In tutto questo scenario con i sindacati sul piede di guerra, l’Agenzia delle Entrate è stata molto rigorosa convocando dei tavoli con le sigle in questione in modo che i tecnici incaricati possano spiegare a queste organizzazioni i vantaggi portati da questo cambio. In questi incontri saranno previsti, laddove non ci fosse una chiusura totale, approfondimenti sull’uso delle app da smartphone e i software dei computer progettati per queste funzioni. L’intenzione è l’installazione gratuita, ma alcune indiscrezioni fanno trapelare il fatto che determinate aziende stanno già cominciando a vendere i prodotti, mescolando ancora di più le carte e guadagnando su un business non lecito.

Le aperture del Ministro di Maio fanno ben sperare per la buona riuscita della trattativa. Fin dai primi giorni del mandato è sembrato tenere molto presente le questioni dei lavoratori più “dimenticati”. Anche su fatti come questi, che possono sembrare piccoli cambiamenti nella vita di tutti i giorni, in realtà la politica si giocherà molto delle sua credibilità.

Ultima modifica: 28 giugno 2018