Nuova Range Rover Evoque, prova su strada

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Quando devi rinnovare un’auto-icona è difficile lasciare la strada vecchia per la nuova. Ma Range Rover Evoque ha avuto il coraggio di farlo.

Dalla data del lancio (2011) ad oggi il Suv elegante da città prodotto dalla casa britannica ha venduto 800 mila unità in 116 paesi. Un vero successo planetario, un consenso globale che ha toccato tutti i continenti.

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Ecco perché non era facile mettere mano a un oggetto di culto, a un’auto che è già entrata da anni nell’immaginario collettivo. La nuova piattaforma Premium Transverse Architecture, adottata da Jaguar e Land Rover, ha permesso di elettrificare Evoque già dal lancio con un sistema mild-hybrid da 48 volt, abbinato a propulsori a benzina, in grado di ridurre i consumi fino al 6 per cento.

Intorno a questo nuovo sistema di propulsione, abbinato a un cambio automatico a 9 rapporti, c’è un vestito che rispetta i canoni della prima Evoque. Le linee sono vicine a quelle del modello classico, anche se i passaruote sono sporgenti e le fiancate più alte. Proposta unicamente a cinque porte, l’ultima nata ha le maniglie a scomparsa che fuoriescono dalla fiancata al momento dell’apertura.

La lunghezza resta di 4,37 metri ma all’interno sono stati ricavati un paio di centimetri in più per le gambe (e la testa) di chi siede dietro. Più scolpito e muscoloso il posteriore della vettura, segnato da un’evidente linea di cintura che offre una sensazione di potenza e agilità. Il netto salto di qualità negli interni, con materiali e finiture di primo livello, sposa anche la vocazione ecologica dell’auto.

Al posto della pelle, Evoque offre rivestimenti in tessuto pregiato con fibre ricavate dall’eucalipto oppure un similvelluto ottenuto con lana e bottigliette di plastica riciclate. La leva del cambio prende il posto della rotella presente su altri modelli Land Rover e due schermi sovrapposti da 10 pollici regolano il controllo della varie funzioni della vettura.

Tutte le versioni presenti alla prova su strada di Amburgo sono 4×4, con cambio automatico a 9 rapporti e un sistema “mild hybrid” a 48 Volt. Il sistema sfrutta un motorino di avviamento da 15 cv collegato all’albero motore tramite la cinghia: nelle accelerazioni fornisce una spinta aggiuntiva (fino a 140 Nm), mentre nei rallentamenti viene trascinato dalle ruote e genera corrente per ricaricare una batteria da 0,2 kWh posta sotto il pianale.

Arriverà anche ibrida plug-in

All’inizio del 2020 arriverà anche una variante ibrida plug-in, che porterà al debutto un tre cilindri a benzina. Su strada i 200 cv complessivi hanno un impatto notevole e il cambio automatico a nove rapporti garantisce ottima elasticità.

Insonorizzazione e molleggio sono di alto livello e consentono di viaggiare in perfetto relax anche su lunghi chilometraggi. Ad aiutare il guidatore c’è un gadget tecnologico davvero utile, il CleraSight Rear-View Mirror: un piccolo monitor interno collegato allo specchietto retrovisore che mostra quanto ripreso da una telecamera posta sul tetto, nell’incavo dell’antenna. L’immagine, panoramica e nitidissima, consente un perfetto controllo di tutta la sede stradale alle spalle dell’auto.

Nata con la vocazione di Suv di lusso cittadino, Evoque non tradisce la sua origine di fuoristrada. E in un campo scuola allestito per le prove è piacevole cimentarsi su ponti mobili, pendenze da record, inclinazioni laterali, misurando le qualità di arrampicatrice di un’auto sempre più sorprendente.

E anche qui la tecnologia supporta il guidatore con il ClearSisght Ground View. Una telecamera frontale e due poste sotto gli specchietti esterni mostrano cosa avviene davanti alle ruote anteriori. La funzione, utilissima nel fuoristrada per sceglier bene le traiettorie ed evitare danni alla vettura, ha un impiego prezioso anche in città. E’ un modo sicuro per non rovinare le gomme o graffiare i cerchi contro i marciapiedi. Noblesse oblige.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 20 maggio 2019

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