Lamborghini da corsa e da strada, le racconta il CTO Maurizio Reggiani

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Maurizio Reggiani è un uomo della Motor Valley, prima che la Motor Valley esistesse. Il Chief Technical Officer, CTO, di Lamborghini, 60 anni compiuti lo scorso 8 febbraio, è un modenese, nato a San Martino Spino, nel comune di Mirandola, a quindici chilometri dal Po.

Reggiani è il responsabile tecnico di Lamborghini, un mondo che gira al massimo. In strada e in pista: è nato e cresciuto nella terra dei motori. Ha iniziato in Maserati, è passato per Bugatti, dal 1998, l’anno in cui l’azienda è stata acquisita da Audi, è a Sant’Agata Bolognese.

Maurizio Reggiani, Chief Technical Officer di Lamborghini 7
Maurizio Reggiani, Chief Technical Officer di Lamborghini

La ricerca e lo sviluppo Lamborghini dal 2006 sono sotto la sua supervisione. Dal 2011 anche il design. E pure le corse, Dal 2013, Maurizio Reggiani dirige la divisione Motorsport di Automobili Lamborghini.

L’abbiamo incontrato a Misano, dove nello scorso weekend le Lambo han fatto faville.

Maurizio Reggiani, ci racconti storia intensa e particolare: le Lamborghini dalla strada alla pista. Sembrerebbe un percorso al contrario, ma funziona.

Abbiamo cominciato nel 2009 con le Super Trofeo. Nell’anno della grande crisi. Ma volevamo che le Lamborghini oltre a design e performance su asfalto potessero dimostrare di essere speciali a anche in pista“.

Ha funzionato, l’universo di Lamborghini Squadra Corse è in espansione.

Desideriamo che i nostri clienti che hanno voglia di confrontarsi con i circuiti si possano divertire. Ognuno al suo livello, abbiamo diverse competizioni. Che i nostri piloti da Young Driver possano crescere, vincere e poi trovare lavoro, magari in Lamborghini

Il senso di appartenenza fa spesso la differenza. Non solo per le squadre sportive, anche per i Marchi,

Proprio così. Molti nostri gentleman driver che corrono in pista, sono i clienti che comprano le one-off che costano milioni. Vivono il mondo Lamborghini. Dove tutto è curato. Anche l’ospitalità a ogni gara. Diamo loro il meglio dell’Italia, in pista e anche all’accoglienza e in cucina. Sanno di poter trovare il meglio e lo apprezzano“.

Soddisfazioni in pista cominciano ad arrivare.

Siamo l‘unico costruttore automobilistico che ha vinto per due anni consecutivi la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring in classe GTD. Il colpo grosso sarebbe vincere la 24 ore di Spa nel week end finale di luglio. Un tassello importante

Quindi funziona. Ferruccio Lamborghini non vedeva di buon occhio la partecipazione alle corse. Invece lo scambio è continuo.

La nostra ricerca e sviluppo ha le competenze per le stradali e per il motorsport. Con delle differenze, è chiaro che sulle vetture di serie il fattore estetico e il dettaglio siano importantissimi. I nostri piloti partecipano attivamente allo sviluppo delle auto di produzione. Puntiamo a sviluppare in loro attaccamento al Marchio, conoscenza, farli diventare ambasciatori. Così quando incontrano i clienti per test o corsi, hanno storie speciali da raccontare“.

Il carbonio è un altro fiore all’occhiello. Ci racconti la sinergia con Boeing

Nacque nel 2008. Loro sono i leader, hanno creato il 787 Dreamliner, realizzato con largo uso di fibra di carbonio. Con studi speciali per crash e riparazione. Grazie a un professore bolognese, Paolo Feraboli abbiamo stabilito un contatto con Boeing e la Washington State University di Seattle. Così è nato l’Advanced Composite Structure Laboratory (Acsl), un nuovo laboratorio di analisi per la lavorazione del carbonio. E come Boeing ha i suoi flying doctor che viaggiano nel mondo per riparare gli aerei danneggiati, anche noi siamo in grado di analizzare le parti di carbonio incidentate. E di valutare e se possano essere riparate o sostituite“.

Un passo importante.

Lamborghini è l‘unica al mondo ad avere la certificazione della Federal Aviation Administration (FAA) riguardo le nostre competenze nella analisi e riparazione della fibra di carbonio. Che usiamo tanto in strada quanto nelle corse“.

Ultima modifica: 2 luglio 2019

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