Be Charge accelera la mobilità elettrica, 150 milioni per i punti di ricarica

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Dietro a una colonnina ci deve essere un operatore affidabile“. Be Charge, nonostante la pandemia abbia bloccato mezzo mondo, accelera sulla mobilità elettrica.

Be Charge  offre servizi per la mobilità elettrica attraverso una infrastruttura di ricarica pubblica di proprietà diffusa. E’ il principale operatore indipendente su tutto il territorio nazionale.

L’Amministratore Delegato di Be Power, Paolo Martini e e Roberto Colicchio, Head of Business Development di Be Charge, hanno illustrato il piano di espansione.

Che andrà in parallelo con il flusso virtuoso (fino al COVID-19) delle auto elettriche. Che registra un calo del costo delle batterie, un aumento della capacità produttiva delle stesse. Abbinati a un calo del costo di produzione delle auto elettriche e un quadro normativo sempre più favorevole alle EV e alle plug-in. La sfida è passare da nicchia a elemento chiave del mercato.

Paolo Martini, Managing Director Be Power S.p.A
Paolo Martini, Managing Director Be Power

Il piano industriale di Be Charge prevede l’installazione sull’intero territorio nazionale di circa 30.000 punti di ricarica nei prossimi 3-5 anni. Che erogheranno energia al 100% proveniente da fonti rinnovabili. Il tutto per un investimento complessivo superiore ai 150 milioni di euro.

La crescita di auto EV e stazioni di ricarica nei prossimi 10 anni

Le stime di Be Charge prospettano un aumento dalle 48.000 auto elettriche e plug-in, vendute e circolanti ad inizio 2020 a 4-6 milioni previste entro dieci anni.

Di pari passo la rete dei punti di ricarica che a inizio 2020 contava già 7.000 stazioni di ricarica con una previsione di oltre 45.000 per il 2030.

 

e Roberto Colicchio, Head of Business Development di Be Charge
e Roberto Colicchio, Head of Business Development di Be Charge

Il Coronavirus ha rallentato, non fermato, la progressione. In tutte e 20 le regioni italiane sono 1.500 punti di ricarica installati (quasi 800 colonnine). Di cui una buona parte attualmente in fase di attivazione. Le attività sono sotto il controllo dei distributori locali di energia elettrica.

La messa a terra di altri 2.000 punti di ricarica (già contrattualizzati) è in atto. Ed oltre 4.000 punti di ricarica sono in fase avanzata di sviluppo.

Le colonnine di Be Charge, cui si accede con una app, sono con potenza da 22 kW per il traffico urbano e da 300 kW per le aree ad alto scorrimento.

Scarica ora: la app di Be-Charge

Sono oltre 500 i comuni che hanno già deciso di ospitare infrastrutture di ricarica Be Charge. E altri sono in fase autorizzativa preliminare. Be Charge punta a una espansione sempre più capillare.

Il 60% degli italiani vive in condominio. E spesso non ha il box a disposizione per la ricarica. Anche questo fattore, forse in parte rilevante, passa la sfida della diffusione dell’auto elettrica in Italia. Be Charge punta rendere accessibile a tutti la nuova tecnologia abbinata alle infrastrutture.

Ultima modifica: 3 maggio 2020