Mazzate sull’automotive, Fabrizio Guidi ricorda il valore della: “Filiera del buonsenso”

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AsConAuto, Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli che riunisce 23 consorzi in 17 regioni assicurando una puntuale e capillare distribuzione di ricambi originali su tutto il territorio, conferma il suo ruolo di organizzazione in grado di fornire proposte concrete a favore del settore automotive, investito dalla rivoluzione innescata dalla corsa all’elettrificazione. Lo ha ribadito partecipando attivamente con il presidente Fabrizio Guidi alla tavola rotonda che a Milano ha aperto i lavori della decima tappa di #FORUMAutoMotive.

Il tema dell’incontro, “Un deserto del profitto per l’industria automobilistica. Cause: gli investimenti per il passaggio all’elettrico e all’autonomo, gli obiettivi di riduzione della CO2 e il rallentamento dei mercati chiave a livello globale. Rimedi?”, è stato suggerito dalla più recente ricerca di AlixPartners. Uno studio che ha focalizzato l’attenzione su una corsa in atto che sta costando molto e si prevede possa richiedere investimenti di oltre 250 miliardi di euro nei prossimi anni, in una direzione supportata più dall’entusiasmo popolare e politico che da motivazioni scientifiche.

L’errore di base sta nel fatto di avere accettato il messaggio “elettrico uguale a zero emissioni”, anche se per alimentare le ricariche l’energia arriva da centrali a carbone. La situazione non è semplice, le previsioni sono drammatiche per il futuro dell’occupazione per tutta la filiera automotive, senza che siano garantiti sicuri benefici per l’ambiente.

Fabrizio Guidi, presidente della Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli
Fabrizio Guidi, presidente della Associazione Consorzi Concessionari Autoveicoli

La posizione del presidente Guidi è precisa e non lascia spazio alla commiserazione

«Con il muro del pianto rischiamo solo di rimanere fermi e prendere degli antidepressivi senza risolvere il problema. Per raddrizzare una situazione che sembra già compromessa le motivazioni tecniche non bastano, perché non sono ascoltate, è necessario parlare di quelli che potranno essere gli effetti sulle famiglie derivanti da un cambiamento incontrollato e non gestito. Lo scenario è drammatico a livello europeo e, sicuramente, vi saranno i riflessi sull’occupazione che è opportuno mettere in evidenza. L’errore sta nel fatto che noi spieghiamo le nostre ragioni solo alla politica, mentre chi fa demagogia si rivolge direttamente alle persone, con risultati che sono evidenti quanto devastanti».

AsConAuto valuta positivamente l’iniziativa di #FORUMAutoMotive che, attraverso le voci degli esponenti dell’intera filiera del comparto, ad ogni edizione dimostra una sempre maggiore coesione tra le parti convocate al tavolo alla ricerca di soluzioni. «Se si lavora tutti per un obiettivo comune gli effetti si bilanciano. Servono i tempi giusti per portare avanti cose, ragionando insieme. Perché in fondo questa è la filiera dell’auto a cui il buon senso suggerisce di sedersi tutti allo stesso tavolo».

Ultima modifica: 2 novembre 2019