Il fascino del futuro, la Cinematografia che fa sognare e sudare l’Ingegneria Automobilistica

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Nel panorama dell’industria cinematografica, vi è un elemento sempre presente: le automobili. Spesso la loro presenza non è legata ad essere semplici mezzi di trasporto per i personaggi, ma diventano autentiche icone, catalizzatori di emozioni e simboli di potenza e libertà. C’è di più dietro la loro apparizione sul grande schermo. L’ingegneria automobilistica e il mondo del cinema sono da sempre strette da un legame, in cui la creatività artistica e l’ingegneria tecnica si fondono per dare vita a opere che restano impresse nella memoria collettiva. Attraverso la cinematografia, le auto diventano vere e proprie star, il cui appeal e riconoscibilità si traducono in un impatto diretto sul mercato. Ingegneri e tecnici hanno l’arduo compito di trasformare le visioni dei registi in realtà tangibili. Sono chiamati a dare vita a veicoli straordinari in grado di soddisfare gli standard di sicurezza e prestazioni. Vengono trasformati in macchine da corsa ad alta velocità, veicoli di spionaggio con gadget segreti o persino macchine del tempo futuristiche. La collaborazione con i team di produzione, gli scenografi e i coordinatori delle acrobazie sono essenziali per garantire che le auto siano in grado di eseguire le manovre richieste, resistere alle condizioni estreme e catturare l’attenzione degli spettatori.

La DeLorean DMC-12

Poche auto hanno raggiunto lo status mitico e l’immortalità come la DeLorean DMC-12 nella trilogia “Ritorno al Futuro“. Questa macchina del tempo divenuta un’icona è stata concepita come il veicolo perfetto per trasportare il giovane Marty McFly e il suo eccentrico amico, il Dottor Emmett Brown, attraverso il tempo e lo spazio. La scelta della DeLorean come vettura protagonista è stata influenzata per il suo Design distintivo, un’estetica unica e avveniristica. La carrozzeria in acciaio inossidabile e le porte ad ali di gabbiano conferivano alla macchina un’aura di modernità e originalità. Questo si adattava perfettamente all’idea di una macchina del tempo e catturava l’attenzione dello spettatore e trasmetteva un senso di innovazione e tecnologia avanzata, in linea con la tematica del viaggio nel tempo.

Il primo prototipo

Il primo prototipo, completato nell’ottobre del 1976, fu disegnato da William T. Collins, già capo ingegnere alla Pontiac. Nel suo primo progetto doveva essere montato sul retro dell’auto un motore rotativo Wankel, successivamente, visto il periodo di scarsità mondiale di petrolio, scelse un V6 a iniezione per risparmiare carburante. Per la produzione dello chassis Collins e DeLorean puntarono su una tecnologia nuova, la ERM, acquisendone il brevetto, con l’obbiettivo di migliorare il peso del veicolo e abbassare i costi di produzione. Le aspettative non furono soddisfatte, questa tecnologia si rivelò non adatta alla messa in produzione e costrinse Il proprietario ad affidare a Colin Chapman, fondatore e proprietario della Lotus, una revisione ingegneristica completa del processo produttivo, che impose anche una serie di cambiamenti al concetto originale del veicolo per rispettare le scadenze. La carrozzeria, disegnata da Giorgetto Giugiaro, venne lasciato quasi intatta, come pure la superficie esterna in acciaio inossidabile AISI 304 non verniciato.
Le porte ad ala di gabbiano erano un problema per via del peso, in quanto era necessario un corretto sostegno rispetto al resto della carrozzeria. Attraverso l’uso di barre di torsione pretensionate criogenicamente, brevetto di DeLorean, e con l’ausilio di molle a gas, venne arginato il problema. Grazie a queste accortezze, le porte fuoriescono dalla sagoma di soli 28 centimetri, migliorando la comodità di apertura e chiusura anche in parcheggi. Dopo l’intervento di Chapman, il sottoscocca e le sospensioni furono basati sulla Lotus Esprit. La DMC-12 era dotata di sospensioni indipendenti a quadrilatero sull’asse anteriore e di un sistema multilink su quello posteriore. La produzione iniziò nel 1981, con due anni di ritardo rispetto alle previsioni. La macchina era innovativa non solo nel suo design, ma il personale era inesperto e le auto vennero vendute senza garanzia. La DeLorean Motor Company ebbe vita breve. Problemi finanziari e controversie legali portarono alla chiusura dell’azienda nel 1982 e le DMC-12 non assemblate furono completate dalla Consolidates con una produzione di solo circa 9.200 unità.

I viaggi nel tempo con la DeLorean DMC-12

La fama della DMC-12 giunse principalmente grazie al suo ruolo da protagonista in “Ritorno al Futuro” nel 1985. Il veicolo originale subì una trasformazione dal suo modello di serie al fine di renderlo un veicolo adatto ai viaggi nel tempo. Sono state apportate diverse modifiche strutturali al veicolo per creare vani adatti ad ospitare un reattore di plutonio, un flusso canalizzatore, dispositivo che converte gli 1,21 gigawatt di potenza prodotti dal reattore in capacità di viaggiare nel tempo, e i circuiti temporali. Tutti questi però non dovevano incidere sull’integrità strutturale dell’auto, in quanto doveva essere in grado di svolgere azioni specifiche, come accelerare improvvisamente a fino al raggiungimento delle 88 miglia orarie o eseguire manovre complesse. Grande spazio era poi dedicato agli effetti speciali, come l’attivazione del dispositivo di viaggio nel tempo e le relative conseguenze. Ciò includeva l’installazione di luci, fumo o altri dispositivi per rendere credibili gli effetti visivi. Queste modifiche non dovevano tuttavia compromettere l’autenticità della DMC-12, era essenziale preservarne le caratteristiche distintive, l’auto doveva essere riconoscibile e coerente con la sua identità di base, nonostante le aggiunte e le trasformazioni. Oggi è un oggetto da collezione ambito, le poche auto rimaste sono ricercate dai collezionisti di tutto il mondo. La sua presenza nei film di “Ritorno al Futuro” ha reso la DeLorean DMC-12 un simbolo di nostalgia e di visione verso il futuro intramontabile.

Ultima modifica: 15 Maggio 2023