Un’alternativa valida, l’assicurazione a chilometro

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Quando si parla di assicurazione auto, quella annuale non è solo l’opzione più completa, ma anche la più comoda e utilizzata nella maggior parte dei casi. Il punto è che la polizza tradizionale a 12 mesi non è l’unica alternativa che esiste sul mercato. L’assicurazione a chilometri è un’altra di queste, anche se non una delle più comuni o maggiormente conosciute. Un’ipotesi da prendere seriamente in considerazione soprattutto se non si utilizza l’auto regolarmente.

Cos’è e come funziona

Come si può ben intuire dal nome, l’assicurazione a chilometri o a consumo si basa sulle abitudini del proprietario del mezzo, una vera e propria polizza personalizzata. Il premio è costituito da una quota fissa e una variabile in base ai chilometri effettivamente percorsi. Ogni Compagnia Assicurativa stabilisce delle fasce chilometriche da non superare. Solitamente si parte da un minimo di 5.000 chilometri a salire, a seconda delle esigenze dell’assicurato e dalle politiche di ogni società. Solo se l’assicurato riesce a rispettare la soglia chilometrica a contratto, può arrivare ad un risparmio economico che può oscillare dal 30% fino al 60% rispetto ad una polizza “standard”. Al contrario, superando i limiti di percorrenza stabiliti, si perderà qualsiasi beneficio economico derivante da questa tipologia di assicurazione. Per capire se conviene intraprendere questa strada ed eventualmente qual è lo scaglione più idoneo alle proprie esigenze è necessario sapere quanti chilometri si percorrono in un anno. Il proprietario può fare un approssimativo calcolo del chilometraggio annuo tenendo conto di quante volte utilizza la vettura durante la settimana e annotandosi il tragitto dalla propria abitazione al luogo di lavoro e viceversa, se il mezzo viene utilizzato anche per spostamenti al di fuori dell’ambito lavorativo. Grazie agli strumenti digitali, come i navigatori satellitari e anche il tachimetro dell’auto possono essere d’aiuto. Naturalmente occorrerà considerare anche un margine di chilometraggio in più, per essere sicuri di non sforare il limite previsto dalla fascia che si intende scegliere.

Come calcola l’assicurazione l’effettivo chilometraggio?

Questo tipo di accorgimento può essere utile per avere una stima di massima dei chilometri percorsi, ma per calcolare effettivamente quanti chilometri si sono percorsi nell’anno è prevista l’installazione sulla vettura della scatola nera: un dispositivo satellitare mobile dotato di GPS che, tra le varie funzioni, conteggia il numero di chilometri percorsi dall’auto. La scatola nera è necessaria per chi sceglie una polizza a consumo. Questo sistema non registra soltanto i chilometri percorsi, ma è in grado di rilevare l’esatta posizione della vettura in qualsiasi momento, molto utile in caso di richiesta di soccorsi per un incidente o un’avaria e in caso di furto del mezzo. Il dispositivo è anche in grado di registrare la velocità del veicolo, le frenate e le collisioni e può quindi contribuire alla corretta ricostruzione della dinamica di eventuali incidenti e alla attribuzione delle responsabilità.

Cosa succede se si supera il chilometraggio pattuito?

Prima di stipulare un’assicurazione a chilometraggio o a consumo conviene fare sempre le opportune valutazioni e avere un buon margine sulla fascia scelta. Tuttavia nel caso in cui si dovesse superare il chilometraggio massimo consentito, la Compagnia può applicare una penale proporzionata a quanto si ecceda dal massimale, oppure può trasformare la polizza in una normale assicurazione con tariffa standard e con la richiesta di una integrazione del premio. Il pagamento dei chilometri in esubero può avvenire mediante addebito diretto su conto corrente o su carta di credito, e solo al rinnovo si otterranno nuovamente i “chilometri bonus”.

Ultima modifica: 18 Maggio 2023