Le cinque fasi che hanno reso Lancia una leggenda del rally

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Lancia è stata uno dei marchi più gloriosi nella storia dell’automobilismo sportivo, in particolare ha contribuito alla nascita e al massimo splendore di una disciplina specifica di questo mondo: i rally. Lancia ha gareggiato per diversi anni nel campionato mondiale, che era la massima competizione a livello internazionale. Questa categoria comprendeva eventi prestigiosi come il Rally di Monte Carlo, il Rally di Svezia, il Rally di Finlandia e molti altri, dove la casa torinese ha sfidato i migliori piloti e costruttori di tutto il mondo, dimostrando una notevole superiorità tecnica e strategica. All’interno di questa categoria, c’erano diversi gruppi di vetture con specifiche tecniche diverse. Uno dei gruppi più famosi era il Gruppo B, che ha caratterizzato gli anni ’80 con vetture ad alte prestazioni e regole relativamente permissive. Oltre a questo, c’erano anche altri gruppi come il Gruppo A, caratterizzato da un’evoluzione delle vetture di serie, e il Gruppo N, riservato a vetture di serie senza molte modifiche. Ora, immergiamoci nella storia dei rally di Lancia, suddividendola in cinque fasi distintive che ci permetteranno di apprezzare appieno i risultati eccezionali raggiunti dalle leggendarie auto italiane.

Prima fase: il dominio di Lancia Stratos (1972-1975)

Nel 1972 venne introdotta la Lancia Stratos, modello che diede inizio ad un dominio senza pari nelle competizioni su asfalto e non. Fu progettata appositamente per essere la macchina vincente ed infatti i risultati non si fecero attendere. La Stratos era una vettura innovativa ed eccezionale, con una carrozzeria compatta e aerodinamica, spinta da un motore V6 da 2.4 litri montato centralmente. Il suo design audace ed eccentrico catturò l’attenzione di tutti gli appassionati di motori, ma ciò che veramente la fece brillare furono i risultati ottenuti sulle prove speciali. Con la leggendaria coppia di piloti formata da Sandro Munari e Björn Waldegård, la vettura riuscì a conquistare tre titoli consecutivi nel Campionato del Mondo Rally tra il 1974 e il 1976. Questo modello dimostrò una maneggevolezza straordinaria, grazie al suo telaio corto e alla trazione posteriore, consentendo agli equipaggi di affrontare curve strette e terreni difficili con una precisione impressionante. La Stratos lasciò un segno indelebile nella storia dei rally di Lancia e nella memoria degli appassionati di automobilismo. Conquistò vittorie prestigiose in eventi iconici come il Rally di Monte Carlo e il Tour de Corse, dimostrando la sua superiorità su una varietà di superfici e condizioni di guida. La Stratos stabilì un nuovo standard di prestazioni e dominio nel mondo delle corse. Tuttavia, questa era solo l’inizio di una lunga serie di trionfi e sfide che avrebbero caratterizzato la storia di Lancia nei rally.

Seconda fase: La maestria di Lancia 037 (1982-1985)

Nel 1982 entrò in scena la Lancia 037, un modello che rappresentò un’evoluzione significativa nella progettazione delle vetture da rally. La 037 era una vettura a trazione posteriore, con un motore centrale da 2.0 litri sovralimentato, che offriva un mix perfetto di potenza, maneggevolezza e agilità. Ciò che la distingueva dalle altre vetture era l’adozione di un sistema di trazione integrale solo quando necessario, grazie a una leva azionata dal pilota per attivare la trazione sulle quattro ruote. Questa soluzione permetteva una maggiore velocità in rettilineo e una migliore adattabilità alle diverse condizioni di guida. La Lancia 037 lasciò il segno nella storia dei rally con una serie di prestazioni eccezionali. Fu la prima vettura a trazione posteriore a vincere il Campionato del Mondo Rally, ottenendo il titolo nel 1983 con Walter Röhrl al volante. Inoltre, conquistò importanti vittorie in eventi come il Tour de Corse e il Rally di Sanremo, dimostrando un’adattabilità a tracciati tecnici e tortuosi incredibile. Lancia fece una svolta tecnologica notevole con questa vettura, grazie all’adozione di materiali leggeri come la fibra di vetro e l’alluminio nella sua costruzione. Ciò consentì di ridurre il peso complessivo e migliorare l’efficienza della vettura, offrendo una maggiore maneggevolezza e una migliore reattività alle richieste dei piloti. Naturalmente anche il design iconico aiutò la vettura a fissarsi nella memoria collettiva, in particolare con la caratteristica livrea Martini Racing che divenne simbolo di successo nel mondo dei rally. Con questa seconda fase, la Lancia confermo di saper creare vetture che combinino maestria tecnica e linee indimenticabili, consolidando ulteriormente la reputazione del marchio italiano nel mondo delle corse automobilistiche.

Terza fase: l’inarrestabile Lancia Delta (1987-1992)

Si può collocare l’inizio della terza fase della gloriosa storia rallistica di lancia nel 1987, quando venne presentata Lancia Delta, vettura che da qui iniziò la sua ascesa nella leggenda come una delle auto più vincenti di tutti i tempi nel mondo dei rally. La Delta era una vettura del Gruppo A, costruita sulla base del modello di serie, ma con significative modifiche per renderla più performante nelle competizioni. Dotata di trazione integrale, la Delta offriva un’eccellente stabilità e aderenza su una varietà di superfici, dalle strade sterrate ai tracciati asfaltati. Dal 1987 al 1992, la Delta vinse consecutivamente sei Campionati del Mondo, un risultato senza precedenti nella storia delle competizioni automobilistiche. Piloti del calibro di Juha Kankkunen, Miki Biasion e Didier Auriol guidarono la Delta verso vittorie epiche in eventi come il Rally di Monte Carlo, il Rally di Finlandia e il Rally di Sanremo. La Delta si distinse anche per l’innovazione. Ne è esempio il sistema di controllo elettronico della trazione, che consentiva un’ottimizzazione delle prestazioni in diverse condizioni di guida. La vettura, inoltre, si guadagnò un posto nel cuore degli appassionati di rally grazie al suo design iconico e alle livree Martini Racing e Jolly Club. Lancia con la Delta costruì un’epoca dorata per il marchio italiano, nel quale la vettura dominò le competizioni, accumulando vittorie senza precedenti.

Quarta fase: l’evoluzione della Lancia Delta HF integrale (1988-1995)

Nel 1988 venne subito presentata un’evoluzione, la leggendaria Delta HF Integrale, uno dei modelli più iconici, indelebile nel cuore degli appassionati di automobilismo. La Lancia Delta HF Integrale era una vettura del Gruppo A, derivata dalla Delta stradale era dotata di trazione integrale permanente e di un motore turbo, offrendo un mix eccezionale di potenza, agilità e controllo. I risultati ottenuti dalla Lancia Delta HF Integrale furono semplicemente straordinari. Durante il suo periodo di dominio, la Delta HF Integrale vinse quattro Campionati del Mondo Rally consecutivi, dal 1988 al 1991, con piloti del calibro di Miki Biasion e Juha Kankkunen. La vettura dominò in modo particolare su terreni impegnativi come quelli del Rally di Monte Carlo e del Rally di Sanremo, dimostrando la sua superiorità su strade strette, tortuose e spesso innevate. L’eccezionale maneggevolezza derivava dalla trazione integrale e dal controllo elettronico della trazione. Oltre alle vittorie in campionato, la Delta HF Integrale conquistò anche numerosi successi in altre competizioni internazionali e regionali, diventando una vettura ammirata da piloti e fan di tutto il mondo. Il suo design unico, con il caratteristico body kit aerodinamico, contribuì a renderla una delle vetture da rally più riconoscibili e amate di sempre. La vettura continua a essere celebrata come un’icona nel mondo dei rally, unendo abilmente prestazioni straordinarie e un design senza tempo, lasciando un’eredità indelebile nella storia delle competizioni automobilistiche.

Quinta fase: la fine della leggenda con l’ultima Lancia Delta (1996-1999)

Il passaggio da gruppo A a WRC segnò la fine di un’epoca leggendaria per il marchio italiano. Durante questo periodo, la Lancia Delta continuò a sfidare le competizioni, nonostante l’evoluzione del panorama rallistico e la progressiva uscita di scena del marchio dal mondo delle corse. La Lancia Delta di questa fase fu ancora una vettura del Gruppo A, ma doveva affrontare una concorrenza sempre più agguerrita e l’arrivo di vetture nipponiche del calibro di Toyota Celica, Subaru Impreza e Mitsubishi Lancer evo. La vettura subì alcune modifiche per migliorare le prestazioni e mantenere la sua competitività, ma la fine dell’era dominante di Lancia nei rally era ormai imminente. Nonostante le difficoltà e la crescente competitività, la Lancia Delta continuò a ottenere risultati significativi. La vettura conquistò una vittoria nel 1996, grazie all’impressionante guida di Piero Liatti al Rally di Catalunya. Nonostante il progressivo ritiro dal mondo delle corse, Lancia lasciò un’eredità indelebile nel panorama dei rally, con le sue vittorie straordinarie e la sua abilità nel creare vetture innovative e competitive. Lancia rimane un simbolo di successo e prestazioni nel mondo dei rally, e anche se la storia potrebbe essere giunta al termine, il suo impatto e il suo spirito competitivo rimangono vivi nel cuore di appassionati e fan di tutto il mondo.

Ultima modifica: 6 Giugno 2023