Svolta green anche in Asia, arrivano i tuk tuk elettrici

646 0
646 0

Non solo le città europee stanno puntando su una mobilità green, ma anche il Sudest asiatico sta pensando a soluzioni per ridurre l’inquinamento e le emissioni. Uno dei simboli delle maggiori città di queste latitudini sono i tuk tuk, i taxi a tre ruote che sfrecciano nelle trafficatissime strade per accompagnare soprattutto i turisti nei loro spostamenti. Dalla Cambogia alla Thailandia, passando per l’India, Pakistan e Vietnam i tuk tuk e i risciò motorizzati sono un’autentica istituzione, ma anche uno dei fattori maggiormente inquinanti per metropoli come Bangkok, Phnom Penh o Hanoi. Per questo motivo le istituzioni sia statali che cittadine hanno deciso di puntare ad una graduale sostituzioni di questi iconici mezzi di trasporto con modelli totalmente elettrici e a impatto zero per l’ambiente. Nel futuro questi mezzi potrebbero essere gli unici a poter circolare in alcune zone a traffico limitato, o pedonale.

Le caratteristiche dei risciò e tuk tuk elettrici

Rispetto alla versione motorizzata che può essere spinta a velocità più elevate, quella elettrica mantiene una velocità tra i 15 e i 25 km/h, mentre l’autonomia è legata al numero di posti disponibili e al peso trasportato e varia tra i 60 e i 70 km, con le batterie che si ricaricano in 5/6 ore. A seconda del tipo di batteria scelto dai vari operatori, variano sensibilmente anche il prezzo d’acquisto del mezzo. Quelli equipaggiati con batterie a piombo sono sicuramente più economici rispetto a quelli equipaggiati con batterie agli ioni di litio, più leggere e performanti, oltre a richiedere un tempo di ricarica minore rispetto alle altre.

La soluzione di Bangkok e della Thailandia

Nel Sudest asiatico uno dei problemi più gravi anche per la salute dei cittadini è sicuramente l’inquinamento, molto spesso superiori di quattro o cinque volti rispetto ai parametri di rischio indicati dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tra le componenti che hanno portato a questo tipo di situazione c’è sicuramente la combustione dei veicoli con motore diesel. In una città come Bangkok in Thailandia ci sono oltre 20 mila tuk tuk, alimentati a gasolio che contribuiscono a rendere l’aria spesso irrespirabile. Il governo thailandese si è quindi impegnato a ridurre le emissioni annuali di gas serra fino al 20-25 per cento entro il 2030. E’ già in atto un programma per arrivare ad un graduale passaggio ai tuk tuk elettrici, grazie ad incentivi per privati e aziende che si impegneranno a farlo in tempi brevi. Un ulteriore impulso sarà dato da ulteriori incentivi per la rottamazione dei mezzi più antiquati, ma soprattutto l’installazione in maniera più capillare delle colonnine per la ricarica.

Start Up e soluzioni

Non solo la Thailandia sta intraprendendo questa strada, visto che in molte altre città stanno facendo la loro comparsa i primi e-tuk-tuk, anche grazie al lavoro di alcune Start Up. Proprio in Thailandia si sono attivate alcune aziende come la “Urban Mobility Tech” che ha già iniziato a produrre alcuni mezzi già in uso a Bangkok, così come la “TukTuk Factory”, che hanno concepito un mezzo al 100% a emissioni zero. Passando in Viet Nam, nel 2023 è la “Terra Motors Corporation”, un produttore giapponese di moto elettriche, ad avere concepito un e-tuk-tuk, da potere utilizzare nelle grandi città. Il mezzo è lungo 3,3 metri e largo 1,47 metri, può percorrere 50 chilometri con una carica completa, può trasportare fino a sei persone e funzionare a una velocità di 50 km/h. Perfino nella popolosissima India il progetto “Acra” mira a portare i tuk tuk elettrici nei maggiori centri abitati in modo da rendere più eco-sostenibile il trasporto pubblico urbano, riducendo le emissioni di CO2 e l’inquinamento cittadino.

Ultima modifica: 2 Maggio 2023