Le concessionarie della rete associativa di AsConAuto hanno riaperto

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La “fase due” ha coinvolto anche il mondo delle concessionarie, imprese che stanno cercando di riprendersi dalle pesantissime conseguenze collegate alla sospensione generalizzata delle attività economiche e alle drammatiche limitazioni della mobilità delle persone messe in atto dal governo per arginare la diffusione dei contagi da Covid-19.

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Fabrizio Guidi, presidente di AsConAuto, tiene a sottolineare come questa seconda fase di riapertura – a partire dal 4 maggio scorso – delle concessionarie stia mostrando un buon livello di tenuta del sistema associativo pur durante una congiuntura pesantissima per il mercato automotive che sta soffrendo di una drammatica caduta di vendite e di operatività, in una situazione che è probabilmente la più negativa vissuta, ad oggi, dal mercato automobilistico italiano.

Fabrizio Guidi

E Guidi osserva nel valutare i primi dati: “Il nostro sistema sta dimostrando la propria resilienza: tra il 70 per cento e l’80% delle nostre persone e pari percentuale di nostri automezzi sono già ritornati al lavoro. Gli altri sono ancora in cassa integrazione e prevediamo di ritornare a regime pieno entro una o al massimo due settimane. Già ora riscontriamo che la copertura del territorio assicurata dalla rete associativa è completa grazie alla diffusione capillare dei nostri servizi e possiamo così mantenere la certezza della filiera garantita”.

“Una risorsa per tutta la clientela e anche per prestare la necessaria assistenza ai mezzi al servizio della emergenza sanitaria nazionale, specialmente  in un Paese come il nostro che ha un parco di autovetture circolante con un’anzianità media di 11 anni (fonte  Unrae). Ecco  che  l’assistenza  post-vendita  di qualità e professionale  diviene indispensabile:  l’uso del ricambio originale  resta una  garanzia per la qualità e per la sicurezza sia  del guidatore sia  dell’automezzo  per tutte le filiere produttive e per le comunità locali”.

“Pur nelle difficoltà il nostro presidio sta dimostrando la sua tenuta e resta un supporto diffuso sull’intero territorio: un ingranaggio che contribuisce per la sua parte a sostenere una macchina complessa che non si può fermare, pena la perdita di posti di lavoro, di competenze qualificate e di risorse imprenditoriali impegnate in un comparto che produce ben l’11% del valore del Pil nazionale (dato di fonte Quintegia)”.

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Ultima modifica: 18 Maggio 2020

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