Ecopass: la normativa presente nella maggior parte dei centri urbani

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Una crescente attenzione alla tutela dell’ambiente e della salute umana sta spingendo le amministrazioni cittadine a migliorare la vivibilità dei centri storici con una serie di procedure.

Una delle iniziative realizzate dai comuni è l’Ecopass: un sistema che prevede il pagamento di un pedaggio per l’accesso ai centri storici. Attualmente in Italia l’unica città che si è dotata di un vero e proprio Ecopass è Milano, ma provvedimenti simili sono allo studio anche a Roma. Questi progetti hanno senso solo se affiancati al potenziamento della rete dei servizi pubblici. Non solo, essi vanno inseriti in un più ampio modo di concepire e realizzare la mobilità urbana che passa attraverso il car-pooling come fa già il car-sharing.

Cos’è

A Milano l’ecopass compie quest’anno esattamente 10 anni, essendo stato introdotto a inizio 2008, precisamente il 2 Gennaio. Il Comune ha previsto il pagamento di un vero e proprio pedaggio rivolto ai veicoli privati per diminuire il numero di mezzi inquinanti presenti nel centro cittadino. Altrove, in Europa, la stessa iniziativa era volta solo a ridurre la congestione del traffico nel centro urbano, mentre, nel nostro Paese, è diretta strettamente ai mezzi coi motori più inquinanti, per porre rimedio al grave problema dello smog cittadino. Senza dimenticare che, in tempi di austerità e controllo delle spese, sempre più Comuni si mettono a caccia di nuovi fondi per la città stessa.

A Milano la zona interessata da questa disposizione è quella delimitata dalla Cerchia dei Bastioni, comunemente detta Area C. Un’area che coincide con la cosiddetta Zona a traffico limitato. Questa misura è attiva per circa 8 chilometri quadrati, dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30: solo il giovedì il termine è fissato alle ore 18.00.

Nel progetto del Comune di Milano, l’introduzione dell’Ecopass dovrebbe comportare a una riduzione giornaliera del 30% delle polveri sottili nell’area, aspetto che garantirebbe un beneficio anche sulle aree urbane circostanti, e una diminuzione del 10% delle auto in ingresso nella zona interessata.

Come funziona?

Nel caso di Milano, l’eventuale ingresso all’area soggetta a ecopass viene immediatamente individuata grazie alle telecamere presenti nei 43 varchi. Il pagamento cambia in base a diversi fattori. I residenti, per esempio, versano una quota di 2,00 € e comunque solo dopo il quarantesimo accesso annuale. Tutti i veicoli registrati in MyAreaC come “veicoli di servizio”, così come quelli parcheggiati all’interno delle autorimesse della ZTL, pagano 3,00 €. Tutti gli altri veicoli prevedono il pagamento di cifre molto più alte che variano in base alla classe inquinante del veicolo: il ticket va dai 5,00 € ai 40,00 €, costo che spetta ai camion con una dimensione superiore ai 10,50 mt.

Il modo più semplice e veloce per pagare il pedaggio è attivare l’apposita applicazione del Telepass. Sarà sufficiente infatti utilizzare il servizio per le targhe associate a Telepass ed il pagamento avverrà in automatico, anche quando non si avrà il dispositivo a bordo.

In alternativa si può pagare anche tramite un SMS: infatti i clienti di Vodafone, Tim, Tre e Wind potranno accedere all’Area C pagando direttamente con il credito telefonico. L’acquisto sarà semplice e immediato e dovrà essere effettuato il giorno stesso dell’ingresso in Area C, o al massimo entro la mezzanotte del giorno successivo. Sarà necessario inviare un sms al numero 48444 mandando la targa del veicolo e, nell’arco di qualche secondo, l’utente riceverà un sms con il Pin che gli permetterà di entrare per l’intera giornata.

Un’altra possibilità è acquistare l’accesso all’Area C attraverso la vasta rete di Lottomatica. Questo sarà possibile non solo a Milano ma in tutta Italia, tramite la diffusione del servizio sull’intero territorio nazionale. Basterà andare in una delle ricevitorie prevista del terminale di Lottomatica Italia Servizi e fornire al gestore il numero di targa della propria auto per ricevere il Pin d’accesso già attivo.

 

Sanzioni

Spetta ai corpi di Polizia Locale monitorare gli ingressi alle Zone a traffico limitato e quindi anche dell’Area C. Le vie sottoposte a ecopass vengono monitorate attraverso appositi sistemi di videosorveglianza. I trasgressori rischiano sanzioni anche elevate. Le multa variano dai 70 ai 300 euro circa. Come per ogni contravvenzione, se il pagamento dell’ammenda avviene entro i primi 5 giorni dall’emissione, si ottiene uno sconto automatico del 30%. Ogni automobilista ha sempre diritto a 60 giorni di tempo per presentare un ricorso.

La multa si può pagare tramite il servizio on line di “Multa Semplice”: utilizzando questo portale, i cittadini potranno verificare direttamente gli estremi del verbale ricevuto per posta e, inoltre, potranno vedere, accedendo, con il codice indicato sul verbale della sanzione, a un’area riservata, le foto del passaggio della propria auto rilevate dalle telecamere ai varchi di ingresso. Potranno così accertarsi della correttezza del verbale ricevuto.

In alcuni casi, le multe emesse in caso di violazione dell’ecopass, hanno anche aspetti positivi. Da un lato, infatti, rimangono una scocciatura, ma dall’altro permettono di accorgersi dei casi di targa clonata. Basterà dimostrare che il veicolo non poteva essere nella città in cui viene contestata la sanzione oppure, nel caso delle auto rubate, ricevere elementi importanti sulla sua attuale posizione.

Centi urbani in cui è presente

I centri storici italiani protetti da Zone a traffico limitato in cui sono presenti i famosi ecopass non sono ancora troppo numerosi. Non si paga per entrare a Torino, mentre lo si fa per Firenze e pare che l’iniziativa sia al vaglio a Roma. Qui dovrebbe arrivare entro il 2018 e il modello progettato è molto simile a quello già attivo a Milano: prevede, in un’area che equivale ad un centro cittadino allargato (nel caso capitolino si parla di “anello ferroviario”), l’introduzione di un pedaggio per gli autoveicoli privati con differente applicazione a seconda dello status di residenza, delle caratteristiche del veicolo o all’appartenenza ad alcune categorie che possono essere più o meno esentate

Tutti i Comuni tengono sempre di più a regolare il traffico in città nel tentativo di limitare lo smog. Per ora si cerca di evitare di arrivare proprio all’ecopass, che è mal visto e tollerato dai cittadini. Ma le maggiori città d’arte, che devono fare i conti con un crescente numero di turisti, si vedranno presto costrette a inserirlo. C’è però una nota dolente tutta italiana. Come spesso accade, ogni città si sta dotando di proprie regole, spesso molto diverse delle altre, con il risultato di creare solo confusione.

 

Ultima modifica: 27 Marzo 2018