Viaggio di lavoro in auto: quando conviene veramente?

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Come spostarsi per esigenze di lavoro? Una domanda che si pongono in molti anche alla luce delle mutate esigenze di oggi. In linea generale il trasporto collettivo è preferibile ai mezzi privati, sia sul piano strettamente economico che su quello della sostenibilità ambientale. Ci sono però situazioni che rendono difficile, se non impossibile, utilizzare bus, treni o altri veicoli ad uso promiscuo. Spesso l’unica opzione oggettivamente percorribile è quella di ricorrere alla propria autovettura. Ma quando conviene veramente? Scopriamolo insieme.

Scegliere il mezzo giusto in base alla distanza

Non esiste una scala di scelte più o meno giuste in assoluto. Ogni possibilità dipende dalle variabili legate alle specifiche esigenze di ognuno. E’ possibile però effettuare la comparazione all’interno di un quadro di massima che prende in considerazione non soltanto la comodità e il vantaggio individuale ma anche la migliore sostenibilità della scelta che andiamo a fare. A stilare un vademecum è stata la nota associazione ecologista Legambiente che ha delineato la situazione.

Per viaggi di breve e media distanza (da 30 a 200 chilometri) vanno privilegiati l’autobus o il treno per raggiungere il luogo di destinazione. I successivi trasferimenti interni potranno essere effettuati tramite metropolitana, bus, taxi. In questo caso appare superfluo utilizzare la propria auto, a meno che la meta di riferimento non sia totalmente priva di mezzi locali di collegamento. Per viaggi più lunghi (fino a 600 chilometri) è consigliabile puntare sul treno (o la nave nel caso di destinazioni insulari o estere con affaccio sul mare). Si tratta di una scelta che permette di ridurre le emissioni inquinanti e i costi di esercizio (carburante, autostrada, parcheggio, usura meccanica).

Se però occorre permanere per un periodo abbastanza lungo nella località di lavoro bisogna verificare che esistano opportunità per il noleggio di auto o un buon servizio di trasporto collettivo. Contrariamente occorre fare di necessità virtù e muoverci con la nostra auto. Spostamenti ancora più lunghi (superiori ai 600 chilometri) rendono pressoché obbligato il ricorso all’aereo con utilizzo di taxi e mezzi pubblici sul luogo di lavoro.

Lavoro e auto: quando conviene davvero

Se esiste l’alternativa di un mezzo pubblico, l’automobile privata non rappresenta un’opzione ottimale né sul piano dei costi che ambientali. Non sempre però ciò è possibile e in tal caso diventa giocoforza prendere la propria vettura. Ci sono lavori che richiedono spostamenti rapidi e non programmabili. Impensabile in tal caso immaginare di poter fare a meno di un mezzo privato. L’impiego dell’auto peraltro può essere reso più parsimonioso e sostenibile attraverso le nuove formule di utilizzo condiviso dei veicoli. Il car sharing (o auto in condivisione) è una formula molto utilizzata che permette di noleggiare un veicolo per il tempo necessario alla permanenza in una determinata località.

Ma anche se non dobbiamo spostarci fuori dal comune di residenza, c’è la possibilità di rendere vantaggioso l’utilizzo dell‘auto privata. Si stanno sviluppando formule di compartecipazione alle spese di esercizio tra colleghi della stessa azienda o tra lavoratori che hanno in comune l’area nella quale è ubicata la sede dell’impiego (car pooling). Va da sé che l’utilizzo della propria auto (o dell’auto aziendale) è la scelta più opportuna per profili come gli agenti di commercio, i promotori di associazioni no profit, i fattorini.

Ultima modifica: 7 Dicembre 2020