Veicoli agricoli: cosa sono e a cosa servono

8404 0
8404 0

Mezzi professionali per eccellenza, i veicoli agricoli vantano una lunghissima storia di utilizzo, di perfezionamento e di brevetti meccanici. Dai primi trattori – anche se per la verità la prima macchina agricola in assoluto fu una trebbiatrice – sono passati quasi due secoli. Tutte le aziende che hanno fatto la fortuna di questo importante comparto industriale che oggi occupa quasi un milione di dipendenti nel mondo e fattura circa 120 miliardi all’anno (fatturato in crescita costantemente nel corso degli ultimi undici anni), sono diventate brand di enorme importanza che operano non solo nel settore della progettazione e della produzione ma anche in quello dei brevetti.

In tutti questi anni il settore della meccanizzazione agricola si è rivoluzionato in modo incredibile: dalle prime macchine a vapore che prendevano spesso potenza e trazione dalle locomotive, si è passati ai motori a scoppio a trazione semplice (cinghia), poi a trasmissione complessa e in questi ultimi anni si è arrivati a sperimentare con successo anche tutta la tecnologia elettrica e ibrida.

Dal trattore motrice dell’economia agricola ai grandi veicoli agricoli specifici

Ridurre a un semplice campo di intervento i mezzi agricoli è molto limitante: il mezzo per eccellenza è ovviamente il trattore che non è più semplicemente la motrice che ha sostituito buoi e cavalli nei campi. Oggi il trattore trascina l’aratro ma con gli opportuni sistemi di trasmissione e i pezzi integrativi è in grado di seminare, mietere, trebbiare, raffinare, dissodare, raccogliere, pulire, tagliare rami, tronchi e assi: quando si deve utilizzare un mezzo pesante che non può essere trasportato, al motore del trattore si collega una trasmissione che diventa trazione per il mezzo da lavoro. Ma se il trattore è sempre stato il mezzo per eccellenza dei singoli contadini o dei piccoli produttori, oggi il comparto dei mezzi agricoli lavora soprattutto per la grandissima e per dimensioni enormi.

Nell’era globale anche la coltivazione è diventata sempre di più un concetto da affrontare in termini industriali: per cui su spazi giganteschi e su linee di produzione di centinaia e centinaia di metri il singolo trattore non ha più alcun senso di esistere. Occorrono mezzi specifici che spesso devono essere modificati o adattati a seconda delle esigenze dell’acquirente: alcuni di questi veicoli funzionano con una sola persona a bordo e non hanno bisogno di alcuna assistenza a terra: il GPS e i sensori posizionati a terra consentono di mantenere un programma di lavoro perfetto e preciso al centimetro. Gli ultimi venti anni con l’avvento delle tecnologie laser, dei sensori e con i controlli video sono diventati un percorso di enorme successo: ogni anno i mezzi agricoli riescono in qualche modo a far risparmiare ore e ore di lavoro e di mano d’opera che alla fine dell’anno per una grande industria significa risparmiare molti milioni di euro.

Quando e perché un trattore deve pagare tassa di circolazione e assicurazione

I veicoli agricoli possono anche viaggiare su strada se sono targati e assicurati e hanno tutti i dispositivi di sicurezza in regola (luci, gomme) ma non possono viaggiare in autostrada e rientrano in quella categoria di veicoli definita “off highway”. Quando devono essere spostati per lunghe tratte devono per forza essere mossi con arche e bisarche equipaggiate ad hoc: parliamo di mezzi che pesano molte tonnellate e che spesso hanno degli ingombri impressionanti.

Per il resto gli obblighi di un trattore o di altri veicoli agricoli su gomme non si discostano da quelli di altri veicoli: il mezzo deve essere immatricolato all’ufficio della motorizzazione civile della propria provincia con una domanda semplice che deve recare una prova dell’acquisto e tutti gli allegati tecnici necessari. Una volta pagato il bollo, o meglio la tassa di circolazione, ed espletati gli obblighi con le assicurazioni – se il trattore circola su strada deve essere coperto anche da RC – il mezzo può viaggiare. È importante tuttavia sapere che un mezzo agricolo non può essere acquistato da chiunque, come se fosse uno sfizio: se si vuole circolare il mezzo deve essere registrato a nome del titolare di un’azienda agricola o di un’impresa che lavora per conto terzi nel settore delle lavorazioni agro-meccaniche, compresi enti o consorzi.

Un altro obbligo: la parente specifica per chi guida il trattore

Per guidare un trattore o altri veicoli agricoli specifici, magari anche più complessi, serve la patente B ma non è sufficiente: l’abilitazione per mettersi alla guida di questo genere di mezzi si ottiene al termine della partecipazione a corsi di formazione che vengono mutuati ogni anno da Regioni, Province ed enti locali, ma anche dal Ministero del lavoro e dall’Inail. Ogni corso prevede una serie di sessioni di teoria e di pratica che devono essere seguiti da un esame finale.

Il certificato di abilitazione scade ogni cinque anni e può essere rinnovato con un corso di aggiornamento di quattro ore. Non ci sono deroghe: il patentino per guidare il trattore agricolo è assolutamente obbligatorio e le sanzioni per chi durante un controllo venga sorpreso senza alcuna abilitazione alla guida di un mezzo agricolo di questo tipo sono molte serie e rischiano di compromettere la propria impresa.

Un altro aspetto importante riguarda la revisione: per anni c’è stata una deregulation persino esagerata per cui veicoli agricoli che avevano venticinque, trent’anni di vita non venivano nemmeno controllati. Adesso ci sono norme non facilissime: il proprietario ha l’obbligo di verificare l’efficienza del mezzo e la sicurezza nella circolazione su strada (impianti di frenatura, sterzo, segnalazione visiva, acustica e di illuminazione) e deve verificare tutti gli aspetti della sicurezza sul lavoro come ad esempio le protezioni in caso di ribaltamento del mezzo, le protezioni delle parti meccaniche in movimento. Ora le cose sono un po’ più chiare: ogni mezzo agricolo è inserito in una classe specifica che prevede tempi e modi di revisione e verifica ben precisi.

Ultima modifica: 18 Luglio 2019