Transponder: definizione, funzionamento e avvertenze

57383 0
57383 0

Senza che ce ne accorgiamo la chiave e la centralina comunicano con un loro codice segreto e l’auto si accende: tutto merito del transponder.

La definizione scientifica più attendibile di “transponder” è quella offerta dall’enciclopedia Garzanti per cui esso, in ambito tecnologico, è un “dispositivo ricetrasmittente che emette un segnale di risposta su una frequenza determinata quando viene sollecitato da un impulso esterno”.

La parola nasce dalla fusione del termine inglese “transmitter” e “responder”, da cui si evince anche la spiegazione del suo funzionamento, ossia quello di trasmettere un segnale e ricevere una risposta.

Il transponder, infatti, è un dispositivo elettronico dotato di memoria in cui è iscritto un codice univoco riconosciuto dalla centralina elettronica dell’auto e che consente di avviare il motorino di accensione del motore. Il codice viene inviato attraverso l’attivazione del transponder tramite il riconoscimento da parte di un’antenna posta nel blocchetto di accensione sotto il volante: si genera un campo magnetico e la modulazione del segnale si compie senza che il dispositivo sia fornito di batteria o altra fonte energetica.

La chiave dell’auto è quella che ospita il transponder: infatti essa non solo presenta una parte esterna attrezzata con pulsanti per l’apertura/chiusura della portiera di guida ma al suo interno ospita anche il “chip” con il codice segreto, ossia il transponder.

Tutto il sistema finora descritto, ossia la chiave, il transponder e l’antenna inserita nel blocco accensione costituiscono il sistema antifurto conosciuto con il nome di immobilizer.

Il transponder odierno non è più a codice fisso, ma lo stesso può essere criptato su una radiofrequenza protetta – non individuabile da strumenti elettronici in uso dai ladri – o addirittura riscriversi ad ogni accensione: la tecnologia a proposito è in grado di scoprire le formule più sofisticate e per questo si attendono anche ulteriori innovazioni.

Come tutte le tecnologie di particolare riguardo, anche il transponder e la chiave che lo ospita necessitano delle dovute attenzioni. Ad esempio, la caduta accidentale della chiave può seriamente compromettere il funzionamento del chip che può subire uno spostamento tale da non essere più in grado di trasmettere il collegamento all’antenna. Lo stesso vale per la batteria che attiva i pulsanti della chiave: se è scarica non riesce a comunicare con l’antenna dell’auto che, invece, deve riconoscerla per permettere l’accesso alle componenti dell’auto e al transponder di comunicare con la centralina.

Le case automobilistiche si sono tutte attrezzate affinché i modelli di auto recenti disponessero di questo innovativo sistema antifurto, anche in risposta all’esigenza di limitare il successo dei furti d’auto tanto dannosi non solo per gli automobilisti ma anche per le assicurazioni, spesso impegnate in risarcimenti quantitativamente enormi.

Ultima modifica: 17 Ottobre 2017