Simbolo Audi, significato e spiegazione

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Molte volte ci si chiede cosa significhi o voglia dire un simbolo di un marchio automobilistico famoso. Questa curiosità può riguardare diverse case costruttrici, ma nel caso specifico, di seguito ci si occuperà del noto nome Audi. Si precisa subito che “Audi” deriva dalla traduzione in latino del nome del fondatore, August Horch, successivamente alla sua esclusione dalla società da lui stesso fondata, nel 1899.

Simbolo Audi e significato

Il simbolo della casa automobilistica tedesca è, come è noto a molti, costituito da quattro anelli incatenati; quest’unione rappresenta la fusione della quattro ‘anime’, ovvero delle quattro aziende, che si sono unite nel 1932, dando vita alla moderna Audi: Wanderer, Audi, DKW ed Horch. I quattro cerchi sono in grigio metallico e questo colore è stato scelto per indicare la competenza specifica del noto marchio automobilistico nella lavorazione del metallo.

C’è da precisare poi che recentemente, il logo Audi ha subito un ulteriore restyling, proponendo un aspetto più cromato ed un effetto più tridimensionaleDal 1909 la casa automobilistica Audi ha rappresentato il fiore all’occhiello della produzione tedesca nel segmento produttivo dei mezzi di trasporto e ci sono stati alcuni significativi cambiamenti che, nel corso del tempo ne hanno segnato l’evoluzione fino ai giorni nostri.

Il marchio “Audi” la sua storia e il significato del nome

La casa automobilistica Audi è stata fondata nel 1909 da August Horch, un precursore dello sviluppo del settore automobilistico in Europa. La fabbrica a marchio Audi ha affrontato diversi passaggi di proprietà tra il 1928 e il 1964, quando è stata comprata dal Gruppo Volkswagen e in esso inglobata. La storia di questa azienda inizia nel 1899, quando l’ingegnere August Horch fonda il nucleo centrale della casa automobilistica che, dieci anni dopo, diventa una fiorente realtà commerciale e produttiva.

Al riguardo si aggiunge che fin dai primi del ‘900, il grande desiderio di innovazione che animava il fondatore di Audi, lo rese antipatico a molti suoi colleghi che, sotto la spinta della competizione e forse anche dalla preoccupazione per le sempre maggiori spese dal medesimo sostenute, lo esclusero dal consiglio amministrativo dell’azienda.

Per questo motivo, dunque, nel 1909 Horch si distaccò dai soci e, mettendosi in proprio, fondò Audi, la cui denominazione deriva da un vocabolo latino che significa “ascolta”, traduzione del termine tedescohorch”. Nel 1910 venne prodotta la prima autovettura storica di Audi, denominata Type-A, che aveva un motore a benzina da 22 CV e si rifaceva alla storica Horch-10 PS.

Si precisa che proprio grazie all’elevato standard qualitativo di queste vetture e anche alle numerose vittorie conseguite in ambito sportivo, le auto Audi ottennero un grande successo da subito. Nel corso della prima Guerra Mondiale, i veicoli Audi vennero riservati esclusivamente ai vertici militari dell’Impero Germanico.

Ciò nonostante, finito il conflitto mondiale, la casa automobilistica conobbe uno dei suoi periodi peggiori, tanto che il fondatore fu costretto a dichiarare bancarotta nel 1927. Nel 1928Audi fu acquistata dalla DKV, una promettente azienda, nata nel periodo post bellico. Nel 1928 Horch uscirà dall’azienda, allontanatosi dalla casa automobilistica in seguito al passaggio alla DKV.

Come è nato il logo Audi 

Innanzitutto c’è da dire che nel 1929, con il crollo di Wall Street anche l’azienda DKV fallì e tre anni dopo fu costretta a fondersi con la casa automobilistica Wanderer: nacque così l’Auto Union, rappresentata dai famosi quattro anelli. Ne discende che il significato di questo logo si ricollega alle quattro aziende maggiormente rappresentative della produzione automobilistica tedesca: appunto AudiDKVWanderer e Horch.

La fusione aziendale risalente alla fine degli anni ’20 rappresentò sicuramente un grande affare per tutte le imprese partecipanti, il cui giro di affari venne rafforzato in maniera considerevole. AutoUnion raggiunse un notevole successo economico anche nel settore delle auto di lusso, che nel periodo post bellico incominciò a svilupparsi in maniera esponenziale.

Audi rappresentò sicuramente il marchio meno sponsorizzato da AutoUnion in quanto gli venne affidata unicamente la produzione di vetture di classe media. AutoUnion controllava oltre il 25% del mercato automobilistico tedesco, con un posto di rilievo anche grazie ai continui record tecnici e agonistici che ci furono prima della seconda guerra mondiale. Il periodo post bellico segnò ancora una volta una fase tragica per il marchio Audi, infatti l’azienda AutoUnion venne nazionalizzata: destinata soprattutto sulla produzione di vetture di classe medio-bassa, perse purtroppo numerosi stabilimenti nella Germania dell’est.

Nel 1958, dopo dieci anni di risultati non buoni, AutoUnion fu obbligata ad associarsi alla casa Daimler-Benz. Otto anni dopo, AutoUnion fu rilevata dalla Volkswagen, che stava lavorando al suo famoso maggiolino per sostituirlo con un modello automobilistico alternativo. Nel 1972 nacque l’Audi-80, con trazione integrale permanente e di cui vennero successivamente prodotti altri cinque modelli.

Storia contemporanea del marchio Audi

Dagli anni ’70 in poi, la posizione della casa Audi si rafforzò progressivamente sul mercato internazionale, grazie anche alla partecipazione a competizioni sportive, che nei primi anni Novanta la portò ad ottenere numerosi successi con l’Audi V8. Nel 1999, nei circuiti sportivi l’Audi fu rilanciata a livello internazionale, raggiungendo sicuramente l’apice della notorietà. In quest’ottica la produzione automobilistica di serie aumentò: uscirono le versioni compatteAudi A1, A3, A4 e A6, fino all’ammiraglia di lusso A8, di cui venne prodotta anche la versione sportiva.

Dopo alcuni anni di diversi modelli prodotti, nel 2016 venne lanciato sul mercato il primo SUV compatto Audi Q2, allo scopo di fare concorrenza alle vetture Mercedes e BMW. In seguito vennero sviluppate tecnologie sempre più perfezionate che hanno portato alla nascita di vetture di serie con guida autonoma, in grado di essere pilotate senza l’ausilio del conducente. Alla fine del 2018 sono state prodotte le prime auto ibride, prima di dare il via a modelli totalmente elettrici.

Ad Ingolstadt è situato il Museo Audi considerato come il quartier generale della casa automobilistica tedesca: si erge di fianco allo stabilimento industriale, in esso si racconta tutta la storia del marchio. Il logo dell’Audi, i quattro cerchi sovrapposti è sempre rimasto il simbolo di questa importante azienda automobilistica.

Ultima modifica: 31 maggio 2021