Servosterzo auto: funzionamento e differenza tra le tipologie

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Nato negli Stati Uniti negli anni Venti del secolo scorso, in Europa si è diffuso solo molto tempo dopo. E fino a pochi anni fa erano ancora numerosi i veicoli che non ne disponevano. Stiamo parlando del servosterzo, uno dei tanti prodotti dell’impetuoso progresso tecnologico che ha investito anche l’automobile.

Esistono diversi tipi di servosterzo auto

Oggi è inimmaginabile condurre un qualsiasi automezzo senza poter contare su questo dispositivo che agevola enormemente la guida del veicolo, specialmente nella percorrenza in curva. Inizialmente riservato alle auto di alta gamma, ha progressivamente equipaggiato anche le utilitarie.

In estrema sintesi, il servosterzo utilizza una sorgente di energia esterna allo scopo di ridurre la forza necessaria a sterzare le ruote. I sistemi di funzionamento sono molteplici ma si possono riassumere sinteticamente in elettrico e idraulico. Quest’ultimo ha rappresentato la tipologia originaria, mentre la versione elettrica è quella che sta avendo una più ampia diffusione.

Il servosterzo idraulico si basa sostanzialmente su una pompa trascinata dal motore mediante una cinghia che mantiene in pressione un olio, così da poter alleggerire lo sforzo sul volante mediante l’apertura di speciali valvole che inviavano l’olio a pistoni collegati alla cremagliera dello sterzo.

I vantaggi del servosterzo elettrico

Il servosterzo elettrico si fonda su un motorino che assorbe energia solo quando si sterza, e che si innesta sul piantone, vicino al volante, o sulla cremagliera. La versione elettrica consente un risparmio di energia rispetto alla variante idraulica, sia per il rendimento maggiore del motore elettrico, sia per la possibilità di essere disattivato quando non necessario, perlopiù alle velocità più elevate.

Si parla poi di sterzo “parametrico” quando l’azione del servosterzo è variabile e, in particolare, diminuisce con l’aumentare della velocità del veicolo: di conseguenza a velocità elevata lo sforzo da esercitare sul volante è maggiore che a bassa velocità. Questa funzionalità è pensata per rendere la vettura più controllabile e ridurre gli errori di guida nell’impostazione della curva.

Il sistema comprende anche un sensore di rotazione del volante e una centralina di controllo che calibra l’inserimento in funzione della velocità della vettura. In molti casi infatti è possibile modificare l’entità della servoassistenza e quindi lo sforzo da esercitare sul volante. Il servosterzo elettrico consente anche l’adozione dei moderni sistemi di assistenza alla guida, dal parcheggio automatico alla guida semiautonoma. Ovviamente non sono cambiate le leggi che impongono di tenere sempre le mani sul volante, ma questi evoluti dispositivi consentirebbero, in linea teorica, anche di far viaggiare autonomamente la vettura senza azione diretta del conducente.

Ultima modifica: 26 Ottobre 2021