Scuderia Formula 1: quali sono le figure più importanti

17495 0
17495 0

Il podio, i passaggi in tv e i titoli di giornali sono tutti dedicati a loro, ai piloti, ma dietro il successo c’è tutto il lavoro di una scuderia Formula 1. E se il primo abbraccio di ogni pilota alla vittoria di una gara è con la sua squadra, il gesto è carico di un significato che solo gli esperti possono comprendere fino in fondo. Il pilota è sicuramente l’elemento più importante di una scuderia di Formula1.

E’ il volto, il nome su cui per il pubblico ricadono tutte le responsabilità di un campionato: è in pista, corre, governa la macchina, comunica con il team e, se tutto va bene, solleva la coppa sul podio, con l’immancabile bagno di champagne. Forse non tutti sanno che dietro quel successo, ma anche dietro tanti altri piloti che corrono nel campionato mondiale c’è il lavoro di un centinaio di persone per ogni squadra. E ognuno ha il proprio ruolo, all’interno della scuderia, con una suddivisione rigida di compiti che deve assicurare la riuscita della gara. Per riuscita non si intende solo e semplicemente la vittoria su pista, ma anche ridurre al minimo i rischi di incidenti.

Un lavoro enorme e di grande responsabilità, che nel corso degli anni è andato perfezionandosi sempre di più, per raggiungere livelli di eccellenza. La partenza è sicuramente il momento più delicato per un team di Formula1. Pochi secondi soltanto che possono influire enormemente sull’andamento di tutta la gara.

Il successo di una scuderia Formula1

Soltanto una scuderia ben rodata e affiatata riesce a creare le migliori condizioni affinché il pilota possa fare una buona partenza. C’è poi tutto il lavoro che accompagna la corsa, con le comunicazioni costanti con il pilota, con l’analisi in tempo reale del veicolo e con lo studio e l’applicazione di una strategia che tenga conto di tutti i fattori: meccanici, ambientali, psicologici.

Un sincronismo perfetto porta a grandi risultati. E’ stato forse nella stagione migliore per la Ferrari, quella del binomio indissolubile Michael Schumacher e Jean Todt, che anche altre figure di una scuderia di Formula1 sono diventate famose quasi quanto i piloti. Proprio Jean Todt è stato sicuramente il direttore generale di scuderia più famoso. Merito del successo Ferrari e non solo. L’idea di una scuderia con un organigramma ben preciso e competenze assegnate nasce forse proprio dalla definizione di Formula1.

Proprio il termine “Formula” indica un complesso di regole stringenti, alle quali tutti i protagonisti di un campionato, devono attenersi inderogabilmente. Piloti, team, macchine: tutti devono seguire la “formula” per garantire una sostanziale parità tecnica tra le squadre per assicurare il massimo dell’agonismo e ridurre al minimo la possibilità di incidenti. Una condizione che ha portato i vari team a suddividere le competenze e ad assegnare a un responsabile il controllo pieno del suo settore.

Piloti e non solo

Abbiamo detto che il, o meglio i piloti sono il cuore di una scuderia di Formula1 e rappresentano il lavoro di tutta la squadra. A coordinare tutto il team, in tutti i suoi aspetti è il Team Principal, il direttore generale come in Ferrari lo fu Jean Todt e oggi lo è Maurizio Arrivabene. Al di sotto del Team Principal ci sono i vari settori:

  • l’area dirigenziale
  • l’area tecnica
  • l’area sportiva

L’area dirigenziale è la “testa” dell’intera scuderia di Formula1. Accanto al Team Principal, ci sono il direttore tecnico, il direttore dell’ingegneria, il direttore sportivo, il direttore dell’ufficio stampa, l’event manager, il responsabile della logistica, il direttore commerciale, il direttore motori, il chief designer, il direttore aerodinamica, il direttore collaudo. Da queste figure apicali dipendono tutte le altre. Generalmente, durante una gara si muovono all’interno del box, coordinando il lavoro di tutta la scuderia.

Come si muove una scuderia Formula 1

Per alcuni però l’attività principale si svolge ben prima di arrivare in pista. Pensiamo soprattutto al ruolo dell’event manager: studia con i suoi collaboratori tutti gli aspetti di una gara, da quelli tecnici a quelli logistici. Il direttore commerciale ha un ruolo nella strategia di tutto il merchandising.

Alcune squadre, proprio come Ferrari per esempio, non sono soltanto un team sportivo, ma rappresentano un brand con milioni di appassionati alla ricerca di ogni gadget possibile. Il ruolo di un direttore commerciale è quello di promuovere il brand in ogni sua forma. Delicatissimo anche il ruolo del direttore della logistica.

Una scuderia di Formula1 che si muove non è certamente una squadra di calcio. Attorno alle performance di due monoposto si muove un centinaio di persone per non parlare dei mezzi. Non a caso per parlare del complesso mondo della Formula1 si usa spesso l’espressione “il circo”, per significare quanto articolata sia la composizione di una scuderia. Anche il montaggio e lo smontaggio dei box appartiene alla competenza di questa area e uno staff coordinato dal direttore della logistica si occupa di tutto questo.

Le figure tecniche

Ci sono poi le figure più tecniche, legate alla costruzione, all’efficienza e al design di una monoposto. Questi ruoli sono affidati al direttore motori, al direttore aerodinamica, al direttore collaudo e al Chief design. Il loro lavoro nell’ambito di una scuderia di Formula1 è quello di coordinare tutta l’area tecnica, che deve dialogare costantemente con l’area sportiva.

C’è un prima e c’è un dopo, rispetto a una gara, anche nella suddivisione dei compiti. Delicatissimo anche il compito del direttore dell’ufficio stampa. Un ruolo di coordinamento di uno staff che non ha soltanto l’incombenza dei rapporti con la stampa, ma ha anche il particolare controllo dell’immagine dei piloti.

Pensate a quanto possa essere difficile mantenere un equilibrio tra diritto dovere di cronaca e tutela della privacy e delle informazioni sensibili in caso di incidenti, anche gravi. Una gara è sicuramente il momento clou per il lavoro di una scuderia di Formula1, ma il successo di un evento che si consuma in appena tre giorni dipende in gran parte da tutto il lavoro di preparazione che non si costruisce all’impronta.

Ultima modifica: 18 Settembre 2018