Rimborso chilometrico: come si calcola?

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Chi utilizza la propria auto per lavoro, deve naturalmente fare in modo che i soldi spesi per andare in missione in un luogo per conto della propria azienda gli siano debitamente rimborsati. Per questo, è pressi consolidata di tutte le realtà aziendali quella di mettere a disposizione dei propri dipendenti una modulo che serve proprio a rendicontare le spese sostenute. Nota nel modulo, come “nota spesa” – vi è anche lo spazio per inserire i chilometri percorsi, e il rimborso che si chiede per ogni chilometro. Tuttavia, come calcolare correttamente, il rimborso chilometrico?

Il rimborso chilometrico non equivale solo al carburante

Poniamo che il dipendente X debba andare, per conto della propria azienda, dal luogo A al luogo B. E poniamo che la distanza da A a B equivalga a 100 chilometri. Dunque, il dipendente, per compiere la missione affidatagli, percorrerà, in tutto, 200 km, ossia la distanza da A a B, e viceversa.

Il rimborso chilometrico, però, non equivarrà solo al costo sostenuto per la benzina/Diesel. In quella cifra, dovrà anche essere considerata l’usura della vettura e delle sue componenti, in primis i pneumatici.

Per tale ragione, esistono delle tabelle appositamente studiate (dall’ACI), che individuano il valore del costo chilometrico relativo ai singoli modelli di autovettura (o, anche, di motociclo, fuoristrada, ecc.). In altre parole, quindi, il rimborso chilometrico non è sempre uguale.

Ecco cosa e come cambia

No, infatti, il rimborso chilometrico non è sempre uguale e dipende, naturalmente, dal modello di vettura. Le vetture, infatti, hanno consumi diversi in funzione:

  1. Del peso,
  2. Del modello,
  3. Dell’indice di aerodinamicità ecc.

In ogni caso, poniamo che il rimborso chilometrico che viene assegnato sia di 0,40 centesimi al chilometro.

Facendo due conti, si potrebbe pensare che si sia ben rimborsati. In effetti, se riprendiamo l’esempio precedente, per andare da A a B e viceversa saranno pagati 80 Euro, che sono molti di più rispetto a quanto speso per il carburante.

Tuttavia, se si fanno i conti correttamente, si scoprirà che il rimborso è adeguato e non gonfiato. Infatti, tiene conto anche di tutti i costi funzionali al buon funzionamento della autovettura, per esempio il tagliando. Il che è possibile se si utilizza l’auto per lavoro.

Infatti, soprattutto se lo si fa spesso, i tagliandi saranno sempre più ravvicinati, rispetto a un utilizzo solo privato del mezzo.

Ultima modifica: 27 Gennaio 2020