Rally: cos’è e come funziona

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Un rally automobilistico è una disciplina sportiva che si svolge su strade pubbliche asfaltate o sterrate utilizzando auto di serie effettuando diverse prove di abilità.

Come diventare pilota

Per diventare pilota di Rally occorre innanzitutto prendere la patente B e poi iscriversi a un corso per avere la patente sportiva la quale abilita alla corsa. Per avere questa licenza ci si deve rivolgere all’Automobile Club provinciale di competenza, i corsi sono gratuiti. Una volta superato il corso e ottenuto l’attestato bisognerà chiedere alla Commissione Sportiva Automobilistica Italiana il rilascio della licenza, presentando un’idoneità alla pratica agonistica sportiva e un elettroencefalogramma.

E’ bene ricordare che esistono differenti categorie di licenze. Si paga fino a 72 euro per il Karting, e fino a 210 per le auto secondo la categoria scelta che varia secondo il modello di auto con cui s’intende gareggiare e dal tipo di competizione cui si aspira. La licenza più comunemente rilasciata è la C che permette di gareggiare su tutto il territorio italiano con auto che superano anche i 2000 cc di cilindrata. Il miglioramento per chi fa davvero sul serio è prendere la licenza internazionale ma per fare questo occorre aver almeno raggiunto dieci piazzamenti durante le varie gare diverse dalle manifestazioni classiche di regolarità o non agonistiche, in alternativa si dovrà superare il test presso la scuola di Pilotaggio Federale.

Un successivo passo per partecipare alle gare è di avere certificati medici adatti, ne esistono di diversi ognuno idoneo per le varie specialità. Per esempio per le competizioni agonistiche come rally di velocità, slalom e fuoristrada sono richiesti un certificato rilasciato esclusivamente dai centri di medicina dello sport della FMSI dalle ASL o strutture espressamente autorizzate dalla Regione. Se si tratta di manifestazioni, non definite agonistiche è sufficiente il possesso della patente di guida specifica.

Le limitazioni fisiche che sono considerate riguardano la vista o le patologie croniche e circa il funzionamento degli arti ma, anche per persone disabili esiste la possibilità di gareggiare con auto idonee o come navigatori durante i rallies.

Come si guida

 “L’esperienza è tutta nel rally” conferma il noto pilota Kris Meeke.

S’impara a guidare solo con tanta pratica ,i piloti di rally non possono testare il circuito inanellando un giro dopo l’altro pre gara, occorre in questo caso migliorarsi solo con l’esperienza e la guida, con qualunque auto, su qualunque percorso, testando differenti superfici, guidando di giorno, di notte, con qualunque condizione atmosferica occorre guidare e macinare km, perché per migliorarsi in questo sport, non c’è davvero nulla che possa rimpiazzare il tempo speso al volante. Per il perfezionamento e per imparare strategie tecniche poi ci si può sempre rivolgere a una delle tante scuole di rally che offrono un’infinità di corsi specialistici e di vari livelli.

Per godere dell’ebrezza della velocità ad alte prestazioni occorre seguire delle regole per una guida sicura e divertente. La prima lezione si basa sulla posizione di guida, che deve essere comoda, prestare attenzione alla distanza fra il sedile e il piantone di sterzo è indispensabile e fondamentale, così come anche l’inclinazione dello schienale. E’ necessario assumere una posizione che permette, di essere pronti ad agire rapidamente e senza eccessivi sforzi. Rispetto alla posizione di guida classica che si assume su strada, è consigliabile avvicinare il sedile al piantone di sterzo così da ridurre di sotto i novanta gradi, l’angolatura dei gomiti.

Altra cosa fondamentale è la “staccata“, cioè il modo in cui si deve affondare il proprio piede sul pedale centrale. Durante la corsa in pista si accompagna le staccate salendo le marce per restare leggeri sul freno, avere maggior stimolo quando occorre dare gas sia per non appesantire troppo su pastiglie e dischi. Gradualità e dolcezza sono da utilizzare sull’acceleratore, infine è fondamentale una buona memoria, bisogna avere bene in mente la traiettoria migliore da percorrere.

Auto da rally

 Le auto da rally si possono dividere in tre categorie principali: WRC, KIT car e Super 1600. Le WRC sono considerate le regine del rally hanno la trazione integrale, il motore turbo da 2000 cc, un cambio consequenziale e numerosi sistemi elettronici che migliorano le prestazioni.

L’altra categoria è quella del gruppo KIT car che è prossima alla scomparsa se il campionato delle categorie super 1600 avrà successo. Le Kit car hanno motore 2000 cc , trazione anteriore, cambio sequenziale, le Kit car più note sono: la Peugeot 306 Maxi, la Peugeot 106 Maxi, Renault Megane Maxi, la Renault Clio Maxi e la Citoren Xsara Kit. Per finire dal 2001 è stata introdotta la categoria creata dalla FIA del Super 1600.Le caratteristiche tecniche delle auto appartenenti a questa categoria sono motore 1600 cc, trazione anteriore e cambio sequenziale per esempio Peugeot 206 Super 1600 e la Citroen Saxo KIT.

Ma andiamo a curiosare quali sono le dieci auto da rally più leggendario, le più mitiche di sempre che hanno fatto la storia.La regina della prima era del rally negli anni 60 è stata senza dubbio la Mini Cooper, segue. la Lancia Stratos, un vero esemplare unico nella storia, è stata definita “la più bella auto da rally di sempre”, la Lancia Delta S4 che si può considerare il successore della Stratos, seguono la Audi Quattro lo è stato un must negli  anni 80:, e a far storia negli 90 probabilmente l’auto più iconica del rally moderno non possiamo non citare la Subaru Impreza.

Categorie rally

Nel mondo del rally esistono differenti categorie, inevitabile imbattersi in termini come Gruppo 1, 4, B, A e N. Queste definizioni sono collegate alla categoria delle auto in gara, il significato di queste sigle è legato al concetto di omologazione dell’auto da corsa.

Inizialmente erano ben nove le categorie: Gruppo1 berline di serie, 2 special basate su berline, 3 auto sportive di serie, 4 special basate su auto sportive, 5 prototipi basati su auto di serie, 6 prototipi, 7 auto biposto da competizione, 8 formule internazionali e le monoposto di Formula 1 ed il 9 con la formula libera.

Nel 1982 entrano in vigore nuove norme e saranno solo tre categorie: N, A e B. Nel 1987 i Gruppo B sono banditi definitivamente dalle gare valide per il mondiale facendo diventare, di fatto, le vetture Gruppo A come le uniche in grado gareggiare.

Ultima modifica: 28 Giugno 2017