Perché le macchine elettriche hanno una velocità massima bassa?

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Non solo puliti. I motori elettrici sono anche capaci di notevoli prestazioni sul piano velocistico. Ma con un limite: la resistenza. Se c’è una differenza tra le tante tra motori a scoppio e propulsori alimentati ad elettricità, questa è la autonomia. Ma vediamo tutto meglio nel dettaglio.

La velocità delle macchine elettriche

Da questa caratteristica, tutta a vantaggio dei tradizionali motori endotermici, dipende anche un’altra peculiarità dei più moderni sistemi elettrici. Ovvero: la minore capacità dell’elettrico di raggiungere e mantenere velocità elevate per lunghi periodi di tempo. Una apparente contraddizione, almeno agli occhi dei meno avvezzi ai misteri della meccanica, se si considera che invece le autovetture elettriche sono le più rapide in assoluto in partenza e in ripresa.

E allora: perché le macchine elettriche hanno una velocità massima bassa? Dal raffronto tra i dati dei modelli di serie e quelli a carburante fossile (in particolare benzina ma ormai anche diesel) con potenzialità analoghe si noterà che nella accelerazione da 0 a 100 chilometri orari, da sempre il canone tradizionale per valutare le prestazioni velocistiche dei mezzi, le elettriche sono regine indiscusse. Se invece si prendono in esame i valori della velocità massima troveremo ai primi posti sempre le motorizzazioni a scoppio. 

Un interrogativo dunque si pone, soprattutto sul piano della conoscenza tecnica. Se è vero infatti che l’utente medio sceglie l’elettrico per ragioni di risparmio economico e di tutela dell’ambiente, è altrettanto vero che ormai tutti vogliono capire bene ciò che accade nell’automotive e fare le proprie scelte in maniera consapevole. Una prima ragione da considerare allora è legata a uno dei vantaggi offerti dai propulsori elettrici, ovvero la mancanza della trasmissione così come l’abbiamo fin qui conosciuta.

Niente cambio, o meglio cambio automatico, senza utilizzo della frizione a pedale. Ciò però ha un rovescio della medaglia sul piano velocistico di punta. La spiegazione è che i motori elettrici offrono la massima coppia (accelerazione) già in partenza e possono raggiungere regimi sufficientemente elevati da garantire con un solo rapporto la velocità di cui si ha bisogno per le normali esigenze di spostamento. Con il salire del numero di giri l’efficienza si riduce e aumenta di molto l’assorbimento energetico del veicolo.

Ciò determina l’andare incontro a uno dei maggiori limiti dei motori elettrici, ovvero l’autonomia. Per questo la case produttrici evitano di spingere le automobili elettriche alle massime velocità di cui sono invece capaci i propulsori a scoppio di tipo classico. E del resto non avrebbe neanche granché senso fare supercar da 200 e più chilometri orari, quando i limiti nazionali non vanno oltre i 130. Non è escluso però che nel prossimo futuro, crescendo la diffusione sul mercato, i produttori lavorino anche su questo aspetto.

Ultima modifica: 6 Novembre 2021