Patente moto: quali sono i requisiti psicofisici

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Per conseguire l’abilitazione motociclistica è sufficiente superare i consueti test teorici e pratici previsti.  Chiaramente, per ottenere il documento ufficiale che consente di praticare la conduzione di un mezzo di trasporto vi devono essere dei specifici requisiti da attribuire all’individuo singolo a cui ci si riferisce. L’ottenimento di qualsiasi tipo di patente fornisce la conoscenza delle informazioni base per andare su strada e guidare il proprio veicolo personale.

Caratteristiche fisiche e mentali

Non si tratta, quindi, solo di una preparazione metodica ai temi della guida ma anche a vere e proprie caratteristiche fisiche e mentali. Per le prime, ovviamente, si fa riferimento alla vista. Esse deve essere ottimale, o quanto meno in buone condizioni; situazione, questa, che deve riguardare anche il momento del rinnovo della patente. Allo stesso modo deve persistere anche una discreta attitudine psichica nel futuro conducente che si candida ad avere una qualsiasi patente, tra cui anche quelle per moto.

Immaginiamoci se per esempio un veicolo andasse a finire nella mani di una persona con dei problemi gravi. Va da se che egli possa recare irreparabilmente dei danni alla collettività. La strada, del resto, è uno dei luogo (se non il luogo) in cui avvengono il maggior numero di incidenti.

Come constatare tali requisiti

La condizione mentale, così come le abilità fisiche necessarie e basiche, vanno verificate prima di tutto in sede medica. E’ il dottore che, prima della certificazione ufficiale per motoveicoli, deve eseguire le certificazioni utili a constatare non solo lo stato della vista, ma anche quello mentale dell’individuo candidato. Ma non solo: anche l’esaminatore dell’esame pratico può e deve verificare se ci sono o meno complicazioni comportamentali nel soggetto. E’ sua responsabilità, infatti, porre con certezza la firma sulle documentazioni (dando il via libera per la concessione della patente) solo in caso di estrema certezza.

Come ricordato in precedenza, si potrebbe andare incontro a delle complicazioni irreversibili. Si possono verificare incidenti che possono costare la vita o lasciare segni indelebili per la vita sia del conducente, ma anche dei pedoni e degli altri soggetti che fanno parte della ”vita stradale” in città e fuori dalla rete urbana. I dipendenti delle scuole guide che svolgono i ruoli sia di insegnanti teorici che di istruttori pratici hanno il dovere di segnalare alla direzione eventuali anomalie, e non tacere. Sono i primi, infatti, ad avere un contatto diretto con i soggetti.

Ultima modifica: 26 Febbraio 2019