Parcometro, come pagare il parcheggio

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Il parchimetro, indicato anche con il termine recentemente più diffuso di parcometro, è il tipico dispositivo di controllo della sosta veicolare finalizzato all’acquisto e fruizione di un diritto di sosta, con una scadenza temporale.

A cosa servono i parcometri e chi li gestisce

Il parcometro, quindi, non è altro che un elaboratore elettronico che rilascia dei Tickets su richiesta: pigiando un pulsante posizionato sull’apparecchio, di solito di colore verde, si certifica l’operazione di rilascio del biglietto in base al denaro inserito nel sistema.

L’apparecchio è dotato di un display, sul quale apparirà l’arco temporale per cui il biglietto copre la sosta del veicolo. Le monete che si possono immettere sono quelle da dieci, venti e cinquanta centesimi e da uno e due euro. Usualmente non è consentito l’utilizzo delle monetine di taglia più piccola da cinque centesimi.

Le strisce blu ed i parcometri sono solitamente situati vicino ai centri storici e ai centri urbani: meglio controllare la presenza del parcometro se le strisce per il parcheggio sono blu. I parcometri oggi si sono diffusi anche nei Comuni più piccoli e non solo nelle grandi città.

La gestione dei parcometri è in appalto ad alcune società che operano per conto dei Comuni e degli Enti pubblici che li utilizzano. Tali società si occupano della manutenzione in caso di guasti dei sistemi elettronici, di assistenza permanente e di riscossione del ricavato. I soldi sono in parte destinati a finanziare questi specifici servizi e in parte vengono versati nelle casse degli Enti pubblici gestori. Questi ultimi hanno la possibilità di utilizzare i fondi per la realizzazione di altre opere di carattere pubblico, come il rifacimento dei manti stradali.

Il sistema dei parcometri è un format utilizzato oramai da anni e ha sostituito le figure dei vecchi parcheggiatori, che venivano pagati anche per vigilare sulle vetture. Molto spesso i cittadini si esprimono negativamente sull’utilizzo dei metodi di pagamento stradali, affermando che guidare una automobile o sostare in determinate zone non è un privilegio ma comporta il solo utilizzo del suolo pubblico e tale utilizzo deve essere gratuito. Tali rimostranze però finora non hanno avuto esiti positivi.

Come funzionano i parcheggi a pagamento: regole e disciplina

Il regolamento parcheggi a pagamento nelle città italiane è disciplinato dai Comuni. Le cosiddette “strisce blu” non sono altro che porzioni di carreggiata nelle quali gli automobilisti parcheggiano, a fronte del pagamento di una somma che sia proporzionata al tempo effettivo di sosta. Ci sono vari modi per pagare il tempo di sosta: il classico grattino, il tagliandino gratta e sosta che si acquista presso i tabaccai, oppure, come visto sopra, il parcometroche rilascia un ticketda esibire sul cruscotto dell’automobile. In alternativa, con la digitalizzazione sempre più dilagante e diffusa, il pagamento avviene tramite smartphone, con applicazioni dedicate, come EasyPark e Pyng, app valide, ad esempio, per la città di Napoli.

Come effettuare il pagamento del parcheggio: casistica

Sostare con l’auto nelle strisce blu senza aver pagato il corrispettivo, può portare a verbali e multe talvolta anche salate. Gli ausiliari del traffico sono addetti al controllo del pagamento da parte del cittadino. L’articolo 7 del Codice della Strada, precisamente al comma 8 prevede che i Comuni devono delimitare le aree a pagamento nelle strisce blu, mentre le strisce bianche non prevedono alcun pagamento e vi si può sostare senza limiti. In particolare le strisce blu devono essere posizionate ai margini della carreggiata e non ostacolare lo scorrimento del traffico.

In quest’ottica, anche le automobili devono essere parcheggiate in modo da non ostacolare il traffico e ingombrare la carreggiata. Le strisce blu, in alcuni casi, possono essere anche posizionate sui marciapiedi e in altre aree. Altra regola importante del Codice della Strada riguarda la prossimità che deve esserci tra strisce blu e aree di parcheggio gratuite, con alcune eccezioni che riguardano le zone a traffico limitato (ZTL), le zone pedonali e aree di rilevanza urbanistica.

Le tariffe dei parcheggi a pagamento

Regolamento parcheggi a pagamento – tariffe: Le tariffe che prevedono i Comuni variano da città a città e variano anche da zona a zona. Ad esempio in una zona (magari piuttosto centrale) è possibile che il pagamento possa arrivare anche a due euro all’ora, mentre in un’altra zona, magari meno frequentata, potrebbe essere di 0,50 € all’ora. Molto spesso è possibile che il pagamento si interrompa negli orari di pranzo e negli orari serali, oppure può essere h24 in alcune zone particolarmente affollate. Di solito dal centro alla periferia il prezzo è decrescente.

Come già spiegato in precedenza, sarà possibile effettuare il pagamento della sosta attraverso il parcometro, il tagliando acquistabile in tabaccheria e le applicazioni digitali.

Le sanzioni in caso di mancato pagamento dei parcheggi 

In gran parte dei comuni italiani, la sanzione amministrativa è pari a 41 euro, importo previsto anche per il divieto di sosta. Dal 2016 i parcometri devono essere dotati di bancomat, altrimenti l’automobilista è autorizzato a non pagare la sosta poiché potrebbe non avere il denaro sufficiente con sé. La multa è prevista anche nel caso in cui l’auto resti in sosta oltre l’orario indicato sul tagliando esposto. È però possibile fare ricorso, vediamo di seguito come e quali sono i casi ammessi.

Ricorso: righe bianche e blu 

Entro 60 giorni dalla ricezione del verbale, si può fare ricorso per svariati motivi: come detto sopra, per un parcheggio scaduto, se non ci sono strisce bianche nei paraggi, oppure parchimetri dotati di bancomat. Il ricorso può essere presentato con un modello apposito nel quale vengono indicati i dati del verbale stesso, la richiesta di annullamento per la sanzione e i propri dati personali.

Come presentare la richiesta di annullamento della sanzione? Tramite raccomandata o PECIl costo del ricorso è pari a 41 euro, che nel caso in cui dovesse risultare perso, non potranno essere recuperati. Se si è compreso il regolamento dei parcheggi a pagamento, si sarà in grado di non sbagliare più, evitando multe e verbali salati o scegliendo di proporre ricorso se la sanzione comminata è stata emessa erroneamente.

Ultima modifica: 22 Agosto 2022