OBD: cos’è e come funziona

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I meccanici esperti riescono sempre a trovare la causa del malfunzionamento dei veicoli. Oltre a ricorrere allo smontaggio dei componenti e a tecniche di ascolto dei rumori, i meccanici, così come i medici fanno uso dello stetoscopio, si servono di appositi strumenti di rilevazione, tra cui la presa OBD. Scopriamo insieme il funzionamento di questo strumento.

Cos’è la presa OBD?

L’OBD è uno strumento di diagnosi che facilita il meccanico nel suo lavoro di individuazione e riparazione del guasto. Mentre in passato i meccanici dovevano usare metodi tradizionali per rintracciare le cause spesso introvabili di un malfunzionamento, oggi possono far ricorso alla capacità di autodiagnosi del veicolo tramite il sistema OBD.

Quando un veicolo viene portato in officina, il meccanico oltre a raccogliere informazioni dai guidatori circa il problema sorto, svolge tutta una serie di prove e diagnosi. Tra queste analisi vi è quella che prevede il collegamento di uno strumento di scansione alla porta OBD della vettura.

Secondo la normativa standard in Europa e negli Stati Uniti, l’OBD è uno strumento che misura lo “stato di salute” dei sottosistemi “emission relevant” del veicolo e che serve per misurare lo stato dei componenti che, se malfunzionanti, inquinano di più. Le case costruttrici hanno successivamente ampliato la funzione di diagnosi anche ad altre componenti, tra i quali gli airbag, il sistema di climatizzazione, pressione delle gomme, e altro.

La sua evoluzione 

Dalla loro introduzione, i sistemi OBD si sono sviluppati e hanno subito diverse variazioni. Un primo cambiamento riguarda il quantitativo di informazioni rilevabili. In passato, i dati raccolti erano così pochi che per segnalare un guasto bastava solamente l’accensione di una spia. Questo sistema, tuttavia, era primitivo e non forniva informazioni in merito a dove era situato il guasto. Oggi, l’OBD si presenta migliorato e può segnalare i problemi tramite un sistema di codici che permettono di localizzare in modo preciso il guasto.

Gli strumenti di diagnosi si sono evoluti anche dal punto di vista tecnologico. Mentre in passato l’analisi avveniva tramite il collegamento di dispositivi o palmari pesanti, oggi i nuovi strumenti di diagnosi si presentano più leggeri e portatili. Di particolare rilievo sono le tecnologie ODB2 e i dispositivi di controllo telematico, i quali permettono di elaborare le informazioni dell’auto a distanza o più facilmente tramite App di diagnosi scaricabili su qualsiasi tablet o smartphone.

Ultima modifica: 12 Dicembre 2022