Motorino di avviamento: guida completa

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E’ un condensato di fisica e meccanica, progettato per semplificare le cose ad ogni automobilista, che può accendere la vettura con un gesto semplice, anche solo pigiando un bottone: è il motorino di avviamento. Accendere l’auto è un gesto che si compie con leggerezza ogni volta che si sale in auto: basta inserire la chiave nel cruscotto, le si fa compiere mezzo giro e si parte. Questa operazione, che richiede meno di un secondo, è resa possibile proprio dal motore di avviamento.

Tutto questo è contenuto in un blocchetto di piccole dimensioni che diventa però indispensabile per far funzionare un veicolo.

Cosa è il motorino di avviamento

Generalmente, il motorino di avviamento è parte essenziale dell’impianto di avvio del motore a combustione interna e serve a trasformare in energia meccanica di rotazione l’elettricità trasmessa dall’accumulatore. E’ grazie a questo elemento che il motore riesce a raggiungere il numero di giri sufficiente per permettere al veicolo di mettersi in movimento.

La maggior parte dei motorini di avviamento è realizzata con più componenti, ma quattro sono quelli fondamentali, che bisogna conoscere per poter intervenire in caso di guasti.

Il cuore è senza dubbio il motore elettrico, associato a un elettromagnete. E’ anche collegato a un gruppo di innesto e a un riduttore epicicloidale, che altro non è che un ingranaggio destinato a trasferire un movimento meccanico da un oggetto a un altro.

Come funziona

Abbiamo già detto che il nostro elemento trasforma un flusso di energia elettrica in una rotazione che spinge l’auto. Tutta questa operazione, che è un complesso di azioni, avviene in un tempo impercettibile. Per capire come sia possibile che una serie di elementi compia delle operazioni complesse in perfetta sincronia seguiamo ogni singolo passaggio.

Il primo consiste nell’afflusso di energia elettrica dalla batteria dell’auto. Operazione che avviene attraverso il comando di una chiave o di un pulsante del cruscotto. Ed è proprio questo comando che trasmette un impulso elettrico all’elettromagnete.

Se il motore elettrico ha la funzione di attivare una elevata coppia di avviamento, l’elettromagnete deve chiudere il circuito di avvio attraverso un ponticello, dopo aver agito sul gruppo di innesto. Ed è quest’ultimo elemento ad avere una funzione importantissima perché, grazie a un rapporto di trasmissione elevato, supera le resistenze al trascinamento opposte dagli altri componenti del motore a combustione interna.

Questa caratteristica consente di avere dimensioni e peso contenuti per il motorino. Il gruppo di innesto, per funzionare correttamente, deve essere composto da tre elementi fondamentali:

  • un pignone
  • un giunto a ruota libera
  • un dispositivo di innesto

Il pignone viene trascinato dalla ruota libera che interrompe il collegamento quando il motore a combustione ha raggiunto il numero di giri sufficiente. Questo meccanismo limita il lavoro dell’asse dell’indotto, così da evitare che il numero di giri sia eccessivo. Quando il motore si avvia, un disco frenante riporta l’indotto allo stato di quiete.

Principali cause di guasto

Descritto così, il funzionamento di un motorino di avviamento sembra impegnare un tempo infinito per la quantità delle operazioni che compie nell’arco di pochi istanti, tra l’inserimento della chiave e l’accensione del motore.

E come qualunque meccanismo articolato, se lavora tanto o in condizioni non ottimali, è soggetto a guasti. Sarebbe comunque consigliabile eseguire la manutenzione del motorino almeno ogni 100mila chilometri. Solitamente ci si accorge di un’anomalia nel motorino di avviamento perché il veicolo non parte, o fa fatica a mettersi in moto. Le ragioni possono essere diverse. Analizziamo le più probabili.

La situazione più frequente è rappresentata dalla mancata accensione: la chiave gira, il motorino emette il suo rumore distintivo, ma il veicolo non parte. E’ molto probabile che si tratti del volano che non riesce a ingranare. Se l’avviamento avviene ma con molta fatica, è bene non forzare perché il volano, che conserva ancora una minima funzionalità potrebbe danneggiarsi seriamente. Solitamente il danno è causato da un malfunzionamento del selenoide, che trasporta il flusso di corrente dalla batteria al motorino.

A volte i problemi possono nascere anche dalla posizione del motorino, che in molti modelli di auto è sistemato vicino al basamento del motore, dove possono formarsi delle incrostazioni di olio. E’ un problema serio, perché ci si accorge del difetto solo quando l’olio incrostato brucia ed emette fumo e un cattivo odore.

Quando capita è già tardi. Il componente è già danneggiato e bisogna sostituirlo. Sarebbe più opportuno verificare con frequenza eventuali perdite di olio che potrebbero influenzare gravemente il motorino. La fuoriuscita di fumo potrebbe essere dettata anche da un guasto elettrico. In questo caso è molto probabile che si sia verificato un corto circuito e la sostituzione dell’intero blocco è l’unica soluzione.

Come riparare

Non tutti i guasti sono irreparabili e soprattutto alcune operazioni possono restituire nuova vita al motorino. Si tratta di un lavoro un po’ delicato e lungo e riguarda la pulizia e la sostituzione di alcune parti, come le spazzole.

Prima cosa da fare è staccare un polo della batteria per interrompere il flusso di corrente. Poi bisogna staccare il cavo principale dal motorino e poi il filo a baionetta dell’elettrocalamita. Per farlo occorrono due chiavi inglesi da 12 e da 8.

Una volta svitati i bulloni superiore e inferiore del motorino, bisogna estrarre la parte meccanica, facendo attenzione al cavo di massa al motore, poi tenerlo dritto con l’aiuto di un morsetto stretto sul lato del pignone. Tolto il cappuccio fissato con le viti, si rimuove anche il cappuccio con il fermo.

Sollevato anche il coperchio, bisogna fare attenzione che non saltino le mollette delle spazzole, che vanno estratte. A questo punto è possibile pulire con un po’ di carta vetrata il rotore e lubrificarlo con del grasso adatto. Le spazzole possono essere sostituite se usurate. E nel portaspazzole va pulito il contatto di massa, che spesso si ossida.

Adesso è possibile rimontare il tutto e provare il motorino di avviamento. L’usura delle spazzole e l’ossidazione di alcuni punti sono forse gli inconvenienti più frequenti sui quali si può intervenire senza dover procedere alla sostituzione del pezzo completo.

Nel caso la procedura non funzionasse, meglio sostituire tutto o rivolgersi a un’officina specializzata.

Ultima modifica: 2 Ottobre 2018