Jaguar: la nascita e lo sviluppo di un mito

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La storia della Jaguar: dalla sua fondazione sino ai giorni nostri, passando per una scia di successi intramontabili, come i modelli SS1 e SS2.

La Jaguar, per esteso Jaguar Cars Ltd., è un’azienda automobilista britannica nota per l’assetto particolarmente sportivo delle sue vetture. Famosa per fornire le auto alla famiglia reale britannica, la Jaguar ha resistito alla crisi economica che ha interessato il mercato internazionale, grazie anche all’eleganza e alle prestazioni elevate. I capisaldi della Jaguar sono infatti la raffinatezza delle proprie vetture, unita allo scatto sportivo del motore.

Storia della Jaguar

Le origini della Jaguar hanno inizio nel 1922, quando William Lyons, un ingegnere appassionato di moto, fonda la società Swallow Sidecar Company con William Walmsley, un costruttore di sidecar. La produzione in quegli anni era in mano a otto operai fino al 1926, quando l’azienda dovette trasferirsi. Gli spazi dedicati all’assemblaggio erano insufficienti e la casa di produzione iniziò la sua espansione. L’azienda cambiò anche ragione sociale, diventando la Swallow Sidecar Company Coachbuilding, toccando anche il settore automobilistico. La casa produttrice si specializzò nelle versioni della Austin Seven, dedicandosi a tutti quei clienti che non potevano spendere troppo denaro per una macchina. Nel 1928 l’azienda dovette affrontare un ulteriore trasferimento seguito da un altro nel 1930. Fu questo l’anno del trapasso dal settore motociclistico a quello automobilistico. Nel 1931 venne presentato il primo modello di auto, la SS1 Jaguar e nel 1934 l’azienda passò interamente nelle mani di William Lyons, a seguito delle dimissioni di William Walmsley. Da quell’anno, l’azienda cambiò definitivamente ragione sociale, divenendo SS Cars Ltd., dedicata alla produzione di auto di lusso.

Dopo la seconda Guerra Mondiale, il nome Jaguar non si riferiva soltanto alle vetture, ma all’azienda stessa. La sigla “SS” ricorda ora come allora le Schutzstaffeln tedesche e un cambio di ragione sociale era più che doveroso.

La produzione di automobili non è mai cessata: Nel 1960 la Jaguar Cars Ltd. acquisisce il marchio Daimler. Nel 1963, per la prima volta, una Jaguar vince la prima edizione del Campionato Europeo Turismo. Nel 1966, viene elaborato un modello più avanzato di automobile, con due sedili posteriori.

L’ascesa dell’azienda britannica non conosce limiti e la sua espansione giunge in borsa. Il marchio viene quindi privatizzato e arrivano numerose vittorie sportive importanti che attribuiscono maggiore prestigio alla casa produttrice. La produzione viene razionalizzata e il nuovo obiettivo riguardava la qualità e l’affidabilità del modello finale.

Nel 1989 la Jaguar viene acquisita dalla Ford, seppur mantenendo lo spirito originale tipico dalla sua nascita.

Gli anni della Ford

Nel 1990 la Jaguar viene ritirata dal mercato azionario e viene rilevata dalla casa produttrice Ford. I primi anni non furono semplici, a causa di una sbagliata strategia aziendale.

I modelli delle auto non subirono alcuna modifica e vennero ripresentati gli stessi degli anni precedenti. La novità riguardava principalmente un nuovo motore (V12) che tuttavia non aveva nulla a che fare con i tempi d’oro. La situazione cambiò quando i vertici dell’azienda hanno puntato il loro obiettivo verso la concorrenza. Chi era nel loro mirino? Le case dalle prestazioni e dall’eleganza indiscutibile come BMW e Audi, che stavano espandendo la loro attività a livello internazionale.

Nel 1999 venne quindi prodotta la S-Type, un’elegante berlina ispirata al modello iniziale del 1963. Questa decisione sollevò l’azienda dalla crisi temporanea che stava attraversando, riportandola al successo originario. Grazie all’apprezzamento di questa automobile, venne prodotto un’altra autovettura: la X-Type che, però, non venne gradita dagli automobilisti più esigenti. Molto probabilmente, l’errore di questo modello è la somiglianza con la Mondeo, con cui condivideva gran parte degli allestimenti.

Nel 1999 la Ford creò una nuova divisione, chiamata “Premier Automotive Group”, cui appartengono Jaguar, Volvo, Land Rover e Aston Martin. In questo modo, la produzione della Jaguar venne assegnata a diversi siti di produzione e a specifiche reti commerciali.

Nel 2008, infine, la Jaguar e il marchio Daimler vengono venduti al gruppo indiano Tata Motors che, sin dai primi modelli, ha dimostrato di mantenere la tradizione del giaguaro, apportando un design più moderno e innovativo, spezzando la storia della casa britannica.

I modelli storici: la SS1 e SS2

La SS1 e la SS2 rappresentano i modelli che, per antonomasia, sono legati alla Jaguar. Denominate “SS” per la ragione sociale precedente alla seconda Guerra Mondiale, queste auto sono il simbolo indiscutibile del prestigio della casa britannica.

La SS1 venne prodotta in 4 anni, dal 1932 al 1936, con due tipi di motorizzazione. Uno da 48 cavalli e l’altro da 62 cavalli. Durante la produzione, venne effettuata una modifica ai motori, rendendolo più prestanti e si passò da 48 a 53 cavalli e da 62 a 68 cavalli. Questo modello venne tuttavia gradito per la sua linea eleganza, più che per le sue prestazioni. Basti pensare infatti che la velocità massima era di 121 km/h. Il successo di questa automobile fu reso possibile dal prezzo: 310 sterline (pari a circa 350 Euro attuali). Per questo, la richiesta fu enorme e ne furono prodotti 4.200 esemplari.

Visto il grande successo, venne realizzata anche una versione più sportiva, ovvero una spyder 4 posti. Nel 1934 uscì in commercio la versione Tourer per una guida più comoda e pratica. Nel 1935 fece il suo ingresso la versione coupé Airline.

La SS2 rappresenta l’altro modello emblematico della Jaguar. Subito dopo il successo della SS1, la SS2 venne studiata appositamente per essere in concorrenza ai modelli automobilistici allora in voga. La Fiat Barilla, ad esempio, era un’auto che stava riscuotendo un enorme successo e la SS2 rappresentò di certo un elemento di disturbo.

La SS2 montava un motore da 28 cavalli e la sua velocità massima raggiungeva i 95 km/h. In seguito anche le motorizzazioni vennero migliorate e i cavalli passarono inizialmente a 32 e successivamente a 38, con un conseguente aumento della velocità a 105 km/h. Alla pari della SS1, anche la gamma della SS2 venne arricchita con diversi modelli sportivi, a seconda della carrozzeria. Esiste quindi la SS2 coupé, berlina e roadster, tutte con due porte. In queste versioni, la trazione è posteriore, mentre il motore è anteriore. Il cambio manuale, a tre o quattro rapporti, differisce da quello della SS1 per l’assenza di sincronizzatore. La SS2, in confronto alla precedente SS1, ha riscosso molto meno successo. Basti pensare che nei quattro anni di produzione (1932-1936) ne sono stati creati poco meno di 1.800 esemplari, a differenza degli oltre 4.000 della SS1.

Ultima modifica: 27 Settembre 2017