Iscrizione Asi: cos’è e quando farla

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Quante sono ancora le auto storiche che circolano sulle nostre strade? E quante ancora sono ben conservate nei garage di mezzo Paese? Non abbiamo numeri ben definiti, ma sicuramente tante. Intanto diciamo cos’è un’auto storica. Per definizione si indicano con tale denominazione tutti quegli autoveicoli che hanno un’immatricolazione datata. Più di vent’anni in particolare. Per chi è proprietario di un’auto che ha queste caratteristiche sono previsti diversi vantaggi fiscali. Non da meno tanti tipi di agevolazioni. Per poter usufruire tuttavia di questi vantaggi bisogna verificare anche altri parametri. Tra questi sicuramente un ruolo importante ha l’Asi, l’Automotoclub storico Italia. Si tratta nello specifico di una federazione composta da 263 club federati con un totale di oltre 200000 affiliati.

Cos’è l’iscrizione Asi

L’Asi è il pubblico registro in cui si annotano le auto storiche ancora attive e funzionanti. Vi si possono iscrivere tutte le auto e in generale i veicoli che abbiano una data di immatricolazione o di costruzione vecchia di almeno vent’anni.

Per iscriversi basta dimostrare con documenti alla mano i vent’anni di immatricolazione appunto. Solo dopo ci si potrà rivolgere ad un’auto-club federato per sottoscrivere la richiesta di adesione e chiederne la conferma.

Su tutto il territorio nazionale sono presenti questi auto-club a cui rivolgersi. La distribuzione dei club è talmente capillare che ogni singola auto storica può essere registrata nella propria zona di pertinenza.

Bisogna inoltre segnalare per chi pensasse il contrario, che non è obbligatorio iscriversi all’Asi in quanto soggetto privato. Vi è tuttavia un regime di competenza che da qualche anno è passato alle Regioni.

E’ quindi competenza regionale decidere in merito.

In generale l’Asi tutela gli interessi delle auto storiche nel nostro Paese. Tra i sui obiettivi la valorizzazione, l’importanza culturale e storica, il valore sociale di questi veicoli.

Proprio per perseguire queste finalità l’Asi organizza periodicamente manifestazioni o eventi con lo scopo promozionale e divulgativo.

Per chi è iscritto all’Asi è possibile il rilascio di alcuni importanti documenti. Tra gli altri il certificato d’identità, il certificato di rilevanza storica e collezionistica, la carta FIVA, la carta Asi di storicità per ciclomotori.

Il certificato d’identità è il documento di riconoscimento del veicolo. Contiene la fotografia, la datazione, gli estremi identificativi, la descrizione dello stato di conservazione o dell’eventuale restauro, la classificazione delle difformità rispetto allo stato originale, ed infine la sintesi della storia del veicolo.

Il certificato di rilevanza storica che sostituisce in toto il certificato delle caratteristiche tecniche. È assolutamente necessario per la circolazione dei veicoli considerati di interesse storico e collezionistico.

La Carta FIVA è il vero documento di riconoscimento del veicolo. Come già detto contiene la fotografia, la datazione, gli estremi identificativi, la classificazione e i dati relativi alle eventuali difformità rispetto allo stato iniziale. Questa carta consente inoltre la partecipazione alle manifestazioni organizzate dalla FIVA. E’ possibile inoltre con questa carta usufruire di agevolazioni assicurative veramente vantaggiose. Unico vincolo è che il veicolo deve avere un’anzianità di immatricolazione di almeno 30 anni.

C’è infine la carta Asi di storicità per i ciclomotori. Poiché non è prevista la certificazione di rilevanza storica per i ciclomotori, visto che gli stessi non sono identificabili tra i veicoli storici e collezionistici, è stabilito che l’Asi rilascerà una carta di storicità valida per i ciclomotori.

Requisiti

Intanto per poter iscrivere un’auto storica all’Automotoclub storico Italia, requisito fondamentale è la “vecchiaiadi immatricolazione. Servono tuttavia altri elementi. Per poter essere iscritto al registro pubblico si dovrà formalizzare il tutto.

Sarà necessario a questo punto fornire il libretto, le foto del veicolo e del telaio. In particolare le foto devono essere fatte da tutte le angolazioni così da poter permettere un’adeguata verifica delle condizioni delle auto.

Espletate queste procedure si riceverà la conferma o meno se il proprio veicolo è da considerarsi adeguato e idoneo per essere iscritto all’Asi.

Una volta fatti tutti questi passaggi si potrà vantare la storicità dell’auto e beneficiare di diversi vantaggi. Tra questi vanno ricordati l’esenzione del bollo e l’assicurazione a tariffe agevolate.

Alla base quindi della certificazione rilasciata dall’Asi c’è la richiesta di alta qualità del mezzo.

Anche i costi vanno inquadrati più nell’ottica dei vantaggi che non in quella della spesa.

La quota associativa è di 41,32 euro ad anno.

Auto storiche e Asi

Definire e circostanziare le auto storiche è una materia difficile e strana. Esistono in particolare diverse regolamentazioni in merito. La norma però basilare è l’articolo 60 del codice della strada. Tale norma stabilisce che “rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca, i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché destinati alla conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche.” Tali veicoli sono iscritti in appositi elenchi. La discussione si sposta così su un interrogativo. Le auto storiche e le auto d’epoca sono la stessa cosa? Diciamolo una volta per tutte. Sono due categorie diverse.

Rispetto alle auto d’epoca infatti le auto storiche mantengono tutte le caratteristiche per circolare su strada. Sono quindi auto storiche quelle che hanno un CRS, ossia il Certificato di Rilevanza Storico collezionistica. Lo si può ottenere rivolgendosi al Dipartimento per i trasporti terrestri che, dopo tutte le verifiche dei requisiti, può rilasciare la carta di circolazione. Particolare che non deve sfuggire è la richiesta di Attestato di datazione e storicità.

Le auto storiche possono dotarsi di Asi, ma anche in alternativa del Certificato di Rilevanza Storico Collezionistica.

Ottenere l’iscrizione all’Asi significa quindi avere risposto a dei requisiti molto precisi, ma che non sono obbligatori. Se si pensa che le agevolazioni fiscali, assicurative derivano dalla sola iscrizione all’Asi sbagliano completamente.

Sicuramente essere inseriti in questo registro dell’auto-club consente di avere però tanti vantaggi. Basti ricordare che per usufruire di tariffe agevolate su un’auto storica a livello assicurativo tra i parametri richiesti compare senza dubbio la certificazione di iscrizione all’Asi.

Le auto storiche che sono anche certificate dall’Asi godono della guida libera. Consentono cioè di poter utilizzare il mezzo senza rischiare eventuali aumenti sull’assicurazione.

Asi si o Asi no, per il momento diciamo si.

 

Ultima modifica: 20 Aprile 2017