Importazione auto: vantaggi e svantaggi

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Sono speso più accessoriate, possono costare anche il 20 per cento in meno di quelle italiane ma per averle bisogna essere disposti a sbrigare un po’ di pratiche. Stiamo parlando di importazione auto. Anche a parità di prezzo le auto importate, rispetto alle italiane, hanno sicuramente qualcosa in più. Se siete in procinto di cambiare auto o di acquistarne una, che sia nuova o che venga dal mercato dell’usato a chilometri zero, forse è il caso di considerare anche questa possibilità.

Quando conviene acquistare auto di importazione

L’acquisto  di un’auto di importazione può rivelarsi infatti un buon affare. Uno dei primi aspetti da considerare nella categoria dei vantaggi è certamente il cambio di moneta. Anche per un’auto prodotta in Italia e venduta all’estero forse vale la pena fare un po’ di calcoli e considerare che il solo cambio di valuta, rispetto a paesi come la Russia per esempio, può ancora convenire.

Non si sa per quanto ancora, appunto, perché è in corso la definizione, o meglio la reintroduzione di dazi negli scambi commerciali e la Russia, come gli Stati Uniti, in questo senso sono tra i Paesi che più spingono per un restringimento delle politiche commerciali in tema di import ed export. Resta ancora da definire il rapporto tra Regno Unito e il resto d’Europa proprio in tema di scambi commerciali, con la Brexit in via di definizione.

Ragioni queste che potrebbero modificare anche a breve termine le modalità di importazione. Ma per ora e fino ad ora, l’idea di acquistare un’auto in un altro paese per risparmiare cifre anche importanti se si tratta di auto di un certo valore ha tutto il suo fondamento.

Come affrontare il mercato delle auto di importazione

Esistono comunque due modi per procurarsi una vettura all’estero: è possibile andare di persona o appoggiarsi a un concessionario italiano. Nel primo caso, bisogna considerare che per esplorare il mercato estero occorrerà mettere in conto qualche spesa extra, perché potrebbe non essere sufficiente un solo viaggio, specie se si è orientati sull’acquisto di un’auto usata. Per questa soluzione può essere di grande aiuto internet.

Esistono siti specializzati per la vendita di veicoli nuovi e usati che sottopongono un’ampia scelta con possibilità di raffrontare i prezzi, di scegliere lo Stato in cui cercare la vettura. Forse, è bene avere in testa un modello di auto, con caratteristiche precise e affinare la ricerca in base al prezzo e alla località nella quale si vuole acquistare. Se, al contrario, si preferisce rivolgersi a un concessionario italiano, riuscendo a vincere qualche iniziale resistenza, questa strada può rivelarsi ancora più vantaggiosa, anche sotto il profilo burocratico.

Da privati, infatti, bisognerà procedere anche al disbrigo delle pratiche per il trasporto, che normalmente non può avvenire in autonomia, ovvero mettendosi alla guida della vettura nuova e varcare i confini per rientrare in Italia. Sarà necessario provvedere a una “spedizione” dell’auto.

Meno burocrazia attraverso i concessionari italiani

Attraverso un concessionario questa parte burocratica è tutta in capo al venditore ma, naturalmente, rappresenta una voce di spesa per chi acquista. Dipende molto anche dallo Stato al quale ci si rivolge per l’operazione. Alcuni paesi sono molto propensi a favorire l’acquisto di veicoli da parte degli italiani e hanno delle procedure molto snelle per questo tipo di operazioni.

E’ il caso della Germania che consente di comprare una vettura senza lasciare gli acquirenti imbrigliati nelle maglie della burocrazia e riducendo al minimo i rischi, che operazioni del genere comunque comportano. Ad attirare gli italiani principalmente in Germania, per il mercato dell’auto, è sicuramente anche il risparmio che l’acquisto di una vettura uscita da un concessionario tedesco comporta. Arriva però il momento di immatricolare, in Italia, il veicolo che sia stato acquistato attraverso un concessionario italiano o direttamente sul mercato estero.

Arrivata in Italia, la vettura va immatricolata presso la Motorizzazione Civile, e successivamente bisogna iscriverla anche al cosiddetto “Pubblico Registro Automobilistico”, meglio conosciuto come “PRA”. Sono passaggi che possono comportare delle spese variabili in base ad alcuni fattori, come lo Stato da cui è stato importato il veicolo. Inoltre, qualora l’automobile importata fosse considerata come nuova, o anche con meno di 6 mesi, oppure con meno di 6 mila chilometri percorsi (le cosiddette auto a chilometri zero), è necessario versare all’Italia l’imposta di valore aggiunto.

Nel caso, invece, di un’automobile usata, la tassa dovrebbe essere versata allo Stato produttore. Generalmente, questa tassa oscilla tra il 10 e il 25 per cento dell’importo pagato per acquistare il prodotto e la variazione è in relazione alle norme tributarie dello Stato in cui si acquista la vettura. Quasi in ogni nazione, i documenti da presentare all’ente competente al momento dell’acquisto sono sempre gli stessi. Si tratta della fotocopia del documento d’identità e dell’atto di vendita. Per immatricolare la macchina sul suolo italiano serve anche la dichiarazione di conformità.

Come funziona la garanzia

C’è poi la fase successiva all’acquisto, che può preoccupare il compratore, ovvero quali garanzie possono tutelare da eventuali guasti che non siano di responsabilità dell’acquirente. C’è, a prescindere dal paese in cui si acquista, meglio se in ambito dell’Unione Europea, un obbligo di garanzia.

Bisogna, però, distinguere tra garanzia legale e garanzia commerciale. La garanzia legale è regolamentata dalla legge ed è vincolante per il concessionario, che è quindi obbligato a fare in modo che chi acquista non si ritrovi un prodotto difettoso. La garanzia commerciale è una prestazione volontaria, che nel caso di un’auto nuova dipende dal produttore.

In Svizzera, per esempio, nel caso in cui il veicolo sia stato acquistato in territorio elvetico presso un importatore svizzero, ma non nel caso in cui il veicolo sia stato acquistato all’estero e importato successivamente, sono valide le disposizioni del Diritto delle obbligazioni. L’obbligo di garanzia legale può essere annullato o limitato attraverso un accordo, che però è nullo se il venditore ha dissimulato dolosamente al compratore i difetti della cosa.

Dopo la consegna della merce, il venditore garantisce per 24 mesi la conformità del prodotto e l’assenza di difetti nei confronti dell’acquirente. La garanzia commerciale invece assicura una determinata prestazione, indipendentemente dal fatto che questa sia dovuta o meno e non è regolamentata dalla legge.

Ultima modifica: 14 Novembre 2018