Come guidare con le marce ridotte fuoristrada

22119 0
22119 0

Si tratta di una nicchia, certo, ma non sono pochi gli amanti della guida fuoristrada, ossia di quei veicoli a motore che, per via delle caratteristiche costruttive, si muovono a proprio agio sia sulle strade asfaltate, sia – e, soprattutto – nell’off road. Dunque su strade sconnesse, accidentate, con forti pendenze e su cui, l’aderenza, è un vecchio ricordo. Terreni sterrati, ghiacciati, ghiaiosi, nevosi, erbosi, sabbioso, fangosi e, persino rocciosi, non fanno paura ai fuoristrada, che sono pronti – anzi prontissimi – anche a guadare fiumi, ruscelli e pozzanghere. Sono quindi mezzi che ben si adattano a quei contesti severi, come la montagna, i deserti e non solo. Per le loro capacità sono perfetti compagni di viaggio di chi ama l’avventura ma, anche, di coloro che operano nella protezione civile e dunque devono essere pronti ad affrontare tutti i tipi di situazioni, di emergenze e di contesti. Per dirla con una parola sola, i fuoristrada sono veicoli versatili, che fanno della capacità intrinseca di adattarsi ovunque il proprio fiore all’occhiello. 

Ma come si guida un fuoristrada? E’ facile, difficile, impossibile? In realtà, con un po’ di buona pratica, non si tratta di niente di difficoltoso. Certo, però, bisogna essere in grado di gestire le marce ridotte. Vediamo dunque come guidare con le marce ridotte fuoristrada. 

Qualche regola di guida

Un fuoristrada è un veicolo come tutti gli altri e pertanto, per guidarlo, non servono licenze particolari. Invece, a essere necessari sono alcuni accorgimenti. Perché se è vero che si tratta di un veicolo normale, per alcuni aspetti, la guida di un fuoristrada esula decisamente da quella che potremmo definire una guida tradizionale. Per esempio, se si confronta la guida di un’auto dotata di cambio automatico – oggi, come è noto, sono sempre più diffuse – con la guida di un fuoristrada, è chiaro che si tratta di due mondi paralleli, che ben poco in comune hanno da spartire. Pertanto, se per la guida di un’auto con cambio automatico non ci sono troppe regole – a parte quella del guidare in sicurezza, che comunque è a prescindere – per la guida di un fuoristrada ecco qualche regola che è bene seguire.

La prima: non mettersi in pericolo. Sì, perché è vero che con un fuoristrada si può andare quasi ovunque, ma è altrettanto vero che non tutti coloro che si mettono alla guida di questi mezzi hanno già acquisito le capacità per valutare la fattibilità o meno di un percorso. Quindi, calma e gesso: prima di avventurarsi, meglio documentarsi circa le insidie che un percorso fuoristrada potrebbe avere. Per i neofiti, poi, nemmeno a parlarne: meglio prendere la mano su percorsi tranquilli.

La sicurezza passa dagli pneumatici 

Al di là dei fuoristrada, questa è una regola che vale urbi et orbi in qualsiasi situazione: le gomme devono essere sempre perfette. Non soltanto, quindi, si deve scegliere lo pneumatico giusto, ma ci si deve anche assicurare che sia in buone condizioni di salute – dunque che il battistrada esista ancora e che non sia usurato – e che abbia la corretta pressione. Una gomma troppo gonfia o troppo poco gonfia, infatti, è una gomma che può essere (anche molto) pericolosa. Detto questo, quindi, anche per gli pneumatici valgono le stesse regole: pneumatico in forma e pneumatico alla giusta pressione, in questo modo la guida sarà sicuramente più agevole.

Fatto questo, si passa alla trazione: se nelle auto “normali” della trazione non si necessita di sapere nulla, quando si è alla guida di un fuoristrada occorre sempre controllare di avere la trazione corretta inserita, onde evitare di rischiare più del dovuto.

Altra accortezza da non dimenticare mai: in salita e in discesa bisogna procedere sempre con la massima aderenza. Non solo: meglio anche procedere con cautela per diagonali: il rischio è il ribaltamento laterale. Anche in discesa meglio procedere sulla linea di massima pendenza. Non solo: in discesa, mai, mai, mai bloccare le ruote. Il rischio di scivolare è elevatissimo. In discesa, poi, occorre anche occuparsi della giusta marcia. Vediamo nel dettaglio.

Le marce devono essere quelle giuste 

Soprattutto in discesa, onde evitare il pericoloso bloccaggio delle ruote posteriori, occorre scegliere la marcia adeguata. Ancor di più la marcia adeguata va scelta quando occorre utilizzare e calibrare l’impiego di marce ridotte. Le quali, diciamolo fin da subito, sono perfette soprattutto nei percorsi fangosi, nevosi, in tutti quei percorsi in cui è richiesta la massima stabilità e in cui si procede a bassa velocità: non utilizzarle su asfalto liscio dove potrebbero essere tutt’altro che sicure.

Le marce ridotte sono infatti perfette in salite molto ripide – quando il fuoristrada si deve praticamente arrampicare – e quando, sui percorsi fangosi e nevosi  di cui si diceva – ci si mettono anche le avverse condizioni meteorologiche. Anche in una discesa ripida l’impiego delle marce ridotte può risolvere situazioni potenzialmente molto pericolose. 

Come funzionano le marce ridotte

Ma come funziona un veicolo dotato di marce ridotte, che cosa ha di diverso rispetto a un veicolo che ne è privo? 

In pratica, i fuoristrada hanno due coppie di ingranaggi che gestiscono il cambio. Per innestare la marcia ridotta corretta, non si procede come al solito, con il cambio, ma con una apposita leva che si trova nei pressi del cambio. Tale disposizione permette di selezionare le marce ridotte, ma di abilitare anche l’altra coppia di ingranaggi.
Perché le marce ridotte si chiamano così? E’ per via della loro principale caratteristica, ossia quella di variare il rapporto tra il numero di giri del cambio e delle ruote, che viene ridotto.

 

Ultima modifica: 24 Aprile 2020