Foglio unico auto: cos’è, come funziona e come si legge

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Cos’è il foglio unico di circolazione

Meno burocrazia e creazione di un dialogo tra competenze del PRA e competenze della MCTC (motorizzazione), il tradizionale libretto di circolazione (emesso, appunto, dalla motorizzazione) ed il certificato di proprietà (emesso dall’ACI) verranno inglobati insieme in un unico documento denominato foglio unico di circolazione.

Risparmio di soldi e tempo

Le premesse sono buone per il cittadino perché si parla di risparmio, oltre che di snellimento della burocrazia, una nuova pratica di immatricolazione o passaggio di proprietà vedrà scendere il suo costo di 39,00 euro. Un passo avanti notevole per quanto riguarda gli iter burocratici in senso stretto, una sola agenzia gestita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) che provvede all’emissione di un documento contenente sia i dati riguardanti il veicolo sia i dati riguardanti la proprietà del veicolo stesso, era la tesi prevista dal disegno di legge, ancora in discussione, ma questa ipotesi sta virando verso la dipendenza del PRA dalla motorizzazione.

Ad oggi un cittadino che necessita di una pratica di immatricolazione o di passaggio di proprietà e vuole fare da sé, deve recarsi sia alla motorizzazione, per aggiornare il libretto o farsene rilasciare uno nuovo e al PRA (o ACI) per farsi stampare un nuovo certificato di proprietà. Il tutto, oltre che gravoso in termini di tempo, ha determinati costi da sostenere (bollettini da pagare e spese varie). La soluzione di far svolgere questa operazione a delle agenzie è sicuramente più comoda, ma inesorabilmente i costi salgono, talvolta anche di parecchio.

Cosa cambia allora con l’introduzione del nuovo documento? Per il cittadino a livello pratico poco o nulla, tranne il suddetto risparmio di 39,00 euro, per il resto potrà sempre recarsi allo Sportello dell’Automobilista e richiedere la pratica di cui necessita, con la differenza che anche i tempi di completamento saranno più snelli.

Perplessità

Grandi dubbi però si sollevano riguardo all’avvio di questo nuovo corso burocratico, che dovrebbe partire dal 2018 ed ancora in fase di discussione, sul fatto che è prevista l’entrata in vigore del documento unico, ma non è prevista la creazione di un archivio unico, dai più ritenuta essenziale per il corretto funzionamento del nuovo iter burocratico.

Inoltre, se la tesi più probabile ad oggi vuole che la motorizzazione assorba le competenze del PRA nell’ambito del foglio unico, questa tesi non è stata accompagnata da soluzioni di accorpamento per quanto riguarda il personale; la motorizzazione vedrà estese le proprie competenze ma non si è discusso, in buona sostanza, di trasferire il personale del PRA alla motorizzazione, quindi il dubbio rimane e verrà probabilmente sedato nel corso di queste settimane.

Foglio unico auto: come si legge

Grandi novità ci saranno anche per quello che riguarda l’aspetto e la leggibilità di questo famigerato foglio unico.

Non si parla ancora di forma definitiva ed è tutto ancora in discussione, ma la tesi più accreditata vuole un formato ripiegabile più grande dell’attuale libretto di circolazione. La parte frontale riporterà, come l’attuale libretto di circolazione, tutti i dati relativi al veicolo ed anche i dati del proprietario del veicolo stesso; nella parte posteriore ci sarà spazio per i dati del proprietario attualmente riportati sul CdP (Certificato di Proprietà) e lo spazio dedicato alle revisioni.

Ancora non esiste nulla di confermato riguardo alla forma definitiva che avrà in termini di editing puro e semplice il nuovo documento unico, anche perché si potrebbe sollevare un altro piccolo “problema” su cui ancora non esistono voci al riguardo: all’atto di un eventuale passaggio di proprietà come ci si dovrà comportare? Ci sarà una qualche forma di annotazione sulla falsa riga dell’attuale libretto di circolazione (e foglio di proprietà) o si dovrà provvedere ad un documento unico nuovo di zecca?

Domande e dubbi sul foglio unico

Se si dovesse optare per una nuova emissione di documento, la domanda (non solo una..) sorgerebbe spontanea: questo fatidico risparmio di 39,00 euro per il cittadino diventerà una spesa di livelli molto superiori se si dovrà ogni volta fare una pratica per un nuovo documento? Ma allora questo snellimento dell’iter burocratico dove andrebbe a finire se il carico di lavoro si semplifica per il singolo, ma per la massa aumenta?

Tutto questo per di più collegato ad altre questioni ancora avvolte dal “mistero”: le moto subiranno lo stesso cambio di rotta? E come ci si comporterà coi veicoli speciali? Che si farà innanzi a questioni come ad esempio il gancio di traino o l’omologazione commerciale? Insomma l’unico dato certo è la legge di fresca approvazione a fine febbraio scorso, che vedrà il debutto della nuova soluzione del documento unico, per il resto restano in sospeso le questioni ad esso collegate  suesposte, che sicuramente troveranno nelle prossime settimane delle risposte.

A livello di lettura e di interpretazione il nuovo foglio unico sarà assimilabile all’attuale libretto di circolazione, al suo debutto proporrà lo stesso uso di codici attualmente in uso per una maggiore facilità di passaggio di consegne tra i diversi documenti, volontà comunque già espressa dalla legge che accompagna il nuovo documento è quella di lavorare per semplificare ulteriormente l’immediatezza di lettura del documento.

Differenza con il libretto di circolazione

Stando a quanto è attualmente circolante come rumor, il nuovo foglio unico di circolazione avrà delle differenze col libretto ancora in uso. Come già espresso sopra avrà un formato più grande (si vocifera di un formato più grande di A4, giusto per fornire un metro di paragone) realizzato in cartoncino della stessa tipologia attualmente utilizzata sia per i libretti di circolazione, che sarà ripiegabile allo scopo di occupare poco spazio.

Le voci che volevano un documento composto da due pagine e quattro facciate si sono rivelate assolutamente infondate, un foglio unico è preferibile perché si può inserire in una stampante facilmente e velocizzare le operazioni di emissione.

La parte posteriore, come già ribadito dovrebbe inglobare sia una parte integrante il CdP sia la classica parte riguardante le revisioni e le annotazioni speciali.

Le tesi fino ad ora esposte vanno comunque prese con le pinze e, considerando ancora diversi mesi a disposizione prima del debutto ufficiale del nuovo documento, saranno sicuramente oggetto di numerose prove e ri-modellamenti. C’è però da chiedersi: siamo difronte ad una vera rivoluzione nel campo delle pratiche automobilistiche o si devono temere costi futuri conseguenti?

Ultima modifica: 4 Aprile 2017