Esame della patente B da privatista, vantaggi e svantaggi

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Quando si inizia a guidare su strada un’automobile, le scelte possono essere determinate il più delle volte da fattori economici e alcune volte diventa davvero difficile stabilire in che modo si possa risparmiare davvero. Uno degli aspetti che si valutano per economizzare è quello della modalità per ottenere la patente B.

In cosa consiste l’esame per patente B 

Scegliere se affrontare l’esame di guida da privatista o dopo un corso specifico teorico e pratico da seguire in una scuola guida, ha davvero poco a che vedere con un vantaggio economico.

In realtà, anche quando si parla di esame da privatista, si usa un’espressione impropria e per essere più precisi, vera soltanto a metà.

Non è infatti possibile, come accadeva una volta, presentarsi all’esame di pratica accompagnati semplicemente da una persona che era patentata da una decina di anni e sostenere l’esame soltanto con il foglio rosa, che non era di certo prova di una esperienza sufficiente di guida.

Il nuovo codice della strada, infattiha fissato dei limiti ben precisi per quanto riguarda l’esame, che da privatista in senso assoluto può essere affrontato soltanto per ciò che concerne la prova teorica.

In questo articolo, si vedrà anzitutto in cosa consiste l’esame per ottenere la patente B e si potrà verificare quindi quali siano i vantaggi o gli svantaggi nell’affrontare il percorso in maniera autonoma, per quanto possibile. Poi si esaminerà la contropartita nel caso in cui ci si rivolga a strutture accreditate, spendendo sicuramente un po’ di più.

Requisito indispensabile per affrontare l’esame necessario a ottenere la Patente B è innanzitutto quello di aver compiuto 18 anni. La prima prova da sostenere riguarderà un quiz composto da 40 domande alle quali si risponderà scegliendo tra le opzioni “vero” o “falso”.

Gli errori concessi saranno al massimo 4 e l’esame si svolgerà attraverso un terminale presso gli uffici della Motorizzazione Civile della provincia di residenza.

Superata questa prova, si accederà all’esame pratico di guida che consiste generalmente in tre prove, durante le quali verranno richiesti alcuni elementi della guida, come il funzionamento dei comandi e delle spie del veicolo, le manovre di parcheggio, frenata e inversione di marcia e infine il percorso urbano o anche extraurbano.

Costo per l’esame da privatista 

Per fare l’esame di scuola guida, bisognerà affrontare dei costi, diversi in base alla scelta del percorso. Da privatista, bisognerà provvedere direttamente ai versamenti da corrispondere alla Motorizzazione civile, sui bollettini postali precompilati oppure attraverso il portale dell’automobilista online, la spesa sarà di 56 euro complessivamente. Bisognerà dimostrare di aver svolto 6 guide impartite da un istruttore autorizzato.

Ogni guida avrà un costo a partire da un minimo di 15 euro al quale si aggiungerà il costo di iscrizione alla scuola guida, indispensabile per effettuare le lezioni pratiche. In questo caso i costi oscilleranno tra i 200 e i 400 euro. Per l’esame bisognerà versare i diritti di prenotazione che corrispondono a 25 euro, ai quali si sommeranno il costo del certificato medico da esibire (all’incirca 55 euro) e l’auto con i comandi doppi per il giorno dell’esame, che costa dai 100 ai 130 euro.

Bisognerà poi comprare il manuale di preparazione ai quiz ma è possibile ovviare a questa spesa scaricandone una copia online reperibile gratuitamente o utilizzando le varie app per smartphone e tablet presenti sugli app store. In totale, un privatista potrà allora spendere tra i 520 e i 760 euro e quindi i costi da sostenere nel caso in cui si volesse seguire un percorso di preparazione all’esame in una scuola guida autorizzata non sarebbero poi tanto differenti.

Si parte da una base di 700 euro e si possono superare anche i 1000 euro, dipende dal numero di guide con l’istruttore che si vogliono effettuare prima di presentarsi alla prova pratica. Costi che possono essere contenuti se si ha un parente o un amico che abbia la patente B da più di 10 anni e sia disposto a dare qualche lezione in più per evitare di spendere una fortuna in lezioni di guida con l’istruttore.

I vantaggi della scuola guida

Il vantaggio economico nel prepararsi all’esame da privatista è dunque davvero minimo. È più una questione di organizzazione dei tempi: c’è chi non può adeguarsi agli orari di una scuola, che in genere sono mattutini o pomeridiani, ma magari non serali, non adatti quindi a chi durante il giorno lavora o ha impegni di studio particolarmente gravosi.

Ciascuno è libero di organizzarsi come meglio crede. Ma se si considera il vantaggio che una scuola guida offre nell’ottimizzazione dei tempi per tutto l’iter burocratico, forse anche in questo caso il rapporto tra vantaggi e svantaggi si azzera o quasi.

Attraverso la scuola guida c’è un altro vantaggio indiscusso. In caso di bocciatura, molte autoscuole offrono la preparazione supplementare, al netto delle lezioni di guida con istruttore, in forma gratuita. Forniscono anche il materiale didattico adeguato e aggiornato, che nel caso di studio da privatista potrebbe non essere efficace nel metodo di studio.

Il supporto di un tutor nelle esercitazioni per la preparazione ai quiz non è una questione da sottovalutare, atteso che per la patente B le materie da studiare sono diverse e alcune particolarmente ostiche per chi non le ha studiate magari a scuola, come la meccanica o anche le norme in materia di circolazione stradale.

Si ricorda infatti che per sostenere l’esame di guida per la patente B non c’è tra i requisiti un titolo di studio specifico. I testi delle domande alle quali bisogna rispondere entro un determinato tempo, sono però scritti con un linguaggio chiaro e preciso anche se prettamente tecnico. Sarà complesso superare l’esame se non si ha quindi un’ottima memoria che possa sopperire a una carenza di base nella cultura generale.

Cosa scegliere

La scelta dunque tra un percorso da privatista e un corso in una scuola guida è assolutamente personale, da intraprendere in base alle proprie disponibilità ed esigenze, senza lasciarsi condizionare dall’esborso economico che, come si è visto, è davvero l’ultimo elemento discriminante tra le due possibilità a disposizione.

Ultima modifica: 27 Dicembre 2022