Divieto di fumare in auto: cosa dice la legge

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Fumare in auto

Le ricerche e la legge mettono in evidenza un dato inconfutabile: fumare fa male alla salute. Numerose sono le campagne antifumo promosse a livello statale che vogliono sensibilizzare l’opinione comune sul fumo, tutte che vanno a parare in dati inconfutabili circa gli svantaggi notevoli che il fumo ha sulla salute. Ma nonostante tutto molti, moltissimi sono gli italiani di tutte le età che fumano ogni giorno, magari anche coscienti del fatto che stanno arrecando danno alla propria salute.

La legge però vuole operare in due strade diverse, da un lato vuole sensibilizzare i fumatori sui danni che il fumo può provocare, dall’altro lato vuole proteggere e tutelare coloro che invece non fumano affatto. I non fumatori in altri tempi erano costretti per esempio a respirare fumo passivo dentro agli uffici pubblici e privati, dentro ai bar o ai ristoranti, dentro ai negozi etc.

Quando non si può fumare in auto

Nel corso del tempo diverse sono state le normative via via emesse a tutela dei non fumatori e ad oggi è impossibile fumare in luoghi chiusi, dentro ai bar o ai ristoranti o dentro agli uffici. Ma ancora la legge non si era occupata del fumo in auto. Sempre nell’ottica della tutela dei non fumatori, che diventano in certi casi necessariamente fumatori passivi, si è provveduto a dare una regolamentazione per quello che riguarda il fumo all’interno della propria auto.

In buona sostanza è vietato fumare in auto quando ci sono a bordo donne in gravidanza, minori e se ci si trova in prossimità di ospedali. La legge vuole così creare un ulteriore deterrente che incoraggi il fumatore a fumare meno e, nello stesso tempo, salvaguardare la salute di chi ha scelto di non fumare o di chi non può scegliere ed è costretto a respirare fumo passivo (donne in gravidanza e minori appunto).

La legge però non menziona gli adulti non fumatori e gli anziani, non è prevista sanzione se sono a bordo dell’auto, il che potrebbe rivelarsi una piccola falla legislativa ossia, se l’intento è tutelare chi non fuma, un adulto che ha scelto di non fumare può essere comunque costretto a respirare fumo passivo, così come gli anziani. Va da se che la questione è abbastanza delicata ovviamente e la legge si rifà al buon senso del fumatore nei casi non previsti dalla legge stessa. L’intento legislativo (non dell’attuale legge che ha solo avviato il discorso in una certa direzione) è quello di arrivare a vietare totalmente il fumo in auto.

Cosa dice la normativa

La normativa che disciplina il fumo in auto è il decreto legislativo n°6 del 12 gennaio 2016 che sancisce le condizioni limitate per poter fumare dentro la propria automobile, i casi in cui è vietato e le relative sanzioni a cui vanno incontro i trasgressori.

Sono regolati dalla legge 3 tipologie di casi: il fumo in presenza di minori tra i 12 ed i 18 anni, il fumo in presenza di minori fino ai 12 anni ed il fumo in presenza di donne in stato di gravidanza.

Vengono poi messe in evidenza le modalità di pagamento delle relative sanzioni ed i tempi obbligatori da osservare per onorare il pagamento delle stesse, nonché si mette in evidenza la non trasmissibilità agli eredi.

La legge prende spunto, ed infatti vi rimanda molte volte, alla legge n° 584 dell’ 11 novembre 1975, cioè quella tutt’ora in vigore (ovviamente aggiornata agli standard europei) che disciplina il divieto di fumo negli uffici pubblici e nei luoghi chiusi, ma auto-riconosce delle sue evidenti difficoltà.

Speranze di vietare totalmente il fumo in auto

L’automobile, a differenza di un ufficio, è sì assimilabile ad un luogo chiuso, ma in movimento; le difficoltà riscontrate, ad esempio, nell’andare a gestire il fenomeno degli smartphone alla guida lo si potrebbe facilmente riscontrare alla stessa maniera parlando del fumare in automobile. Proprio per questo l’intento finale della legge, non di questa attuale ma di leggi successive, come già scritto sopra è quello di vietare totalmente il fumo in auto, che andrebbe ad ottenere due vantaggi, quello di sensibilizzare ulteriormente verso un fenomeno molto diffuso ma di imprescindibile danno alla salute ed aumentare la sicurezza in auto. Volendo citare gli smartphone alla guida come parallelo, anche l’atto di fumare, con tutto quello che ci sta intorno, è composto da una serie di atti che inevitabilmente possono distrarre dalla guida e concorrere ad essere causa di incidenti.

In buona sostanza il vecchio metodo di colpire l’economia del singolo, minacciandolo con sanzioni anche di notevole entità che tra poco andremo ad analizzare, è il mezzo con cui si vuole tentare di salvaguardare la salute di chi non è in grado di decidere in piena coscienza, per coloro che invece hanno piena coscienza delle proprie decisioni ancora c’è da capire come la normativa si comporterà in futuro.

Multe e sanzioni per chi fuma in auto

L’attuale legge che regola il fumo in auto si rifà come già detto alla legge del 1975, opportunamente rimodulata in chiave moderna. Come per i luoghi chiusi le sanzioni saranno da 25,00 euro a 250,00 euro nel caso in cui ci sia a bordo dell’auto un minore di età compresa tra i 12 ed i 18 anni. Nel caso in cui invece ci siano a bordo dell’auto minori di età inferiori ai 12 anni o donne in gravidanza le sanzioni raddoppiano e quindi, in buona sostanza, possono arrivare a 500,00 euro. La modalità di  pagamento della sanzione varia in funzione di chi ha materialmente stabilito la sanzionabilità, che si tratti della Polizia, dei Carabinieri o della Polizia Municipale ad esempio.

Questa normativa va ad integrare tutta una serie di campagne antifumo come per esempio quella che prevede immagini shock stampate sui pacchetti di sigarette; i tabaccai saranno costretti a chiedere l’esibizione del documento d’identità allo scopo di accertare l’età del compratore di tabacco. A tali iniziative vengono affiancate normative che vogliono andare anche a gestire il fenomeno dell’inquinamento da cicche e di tutta una serie di contromisure che scoraggino il minore dall’iniziare a fumare, quindi minore presenza di posacenere pubblici o multe per chi viene sorpreso a gettare cicche per terra.

Ultima modifica: 26 Aprile 2017