Come superare la paura di guidare

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Avete la amaxofobia? Sicuramente d’istinto risponderete di no. Poi vi fermerete un attimo a riflettere chiedendovi cosa significherà mai quella parola strana che senz’altro non vi riguarda. Ma siete proprio sicuri di non avere nulla a che fare con una parola come tante altre che viene dal greco? Fobia del resto è un suffisso noto a tanti e riguarda il multiforme mondo della paura. “Amaxo” è il prefisso che qualcuno potrebbe ripescare tra i propri retaggi di studi liceali, associandolo al termine italiano “carro”. Ecco dunque che la amaxofobia altro non è che la paura di guidare.

Come si manifesta la paura di guidare

Un misto di ansia, timore concreto di ripercussioni fisiche ma anche soltanto disagio nello stare al volante. La paura di guidare colpisce molte più persone di quante si immagini, e chiaramente non soltanto di sesso femminile (come la cultura maschilista tenderebbe a far credere).

Un disturbo molto invalidante che condiziona l’esistenza di chi, pur avendo conseguito la patente di guida, non riesce a condurre un mezzo di trasporto. Le manifestazioni sintomatiche sono respirazione affannosa, palpitazioni, tremore, sudorazione del palmo delle mani, nausea. Ma come superare la paura di guidare? Questo disturbo a volte gravemente invalidante può essere affrontato con un percorso di psicoterapia orientato alla comprensione e al superamento.

Superare la paura di guidare

Occorre visualizzare e vincere le congetture, reali o immaginarie che siano, alla base della paura di guidare. Spesso si tratta di semplice difficoltà momentanea indotta da condizionamenti sociali. Altre volte è di natura traumatica, seguita a incidenti vissuti o soltanto rischiati.

In altre ancora, si tratta di uno status che si verifica solo in determinate condizioni: ad esempio la guida in discesa, su strade senza parapetti o senza nessun passeggero a bordo, di notte, in autostrada. La paura di guidare può essere affrontata con l’aiuto di psicologi e psicoterapeuti che individuino le cause permettendo di stabilire il trattamento più adeguato al singolo paziente.

Le metodologie più utilizzate sono le tecniche di rilassamento e psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale. Questi approcci hanno l’obiettivo di indurre il paziente a razionalizzare la propria fobia e riconoscere di possedere le abilità necessarie per riprendere la guida.

Per i casi meno intensi è sufficiente un breve ciclo di sedute nelle quali l’automobilista colpito da tale sindrome viene aiutato a ripercorrere i momenti critici, destrutturare i percorsi logico-emozionali che precedono lo scatto di paura e rimuoverli pezzo per pezzo fino a farli scomparire nella realtà.

Per le situazioni più difficili occorre operare più in profondità. Ci sono specialisti che non disdegnano l’utilizzo dell’ipnosi che procura uno stato di rilassamento tale da indurre l’interessato a riconoscere le cause delle sue paure e superarle.

Nei casi più gravi di amaxofobia è indicato intraprendere un percorso di terapia cognitivo-comportamentale. Quest’approccio insegna al soggetto a gestire i pensieri negativi e limitanti associati all’atto di guidare, attraverso la presentazione degli stimoli paurosi in condizioni controllate. In questo modo, il paziente viene esposto alle situazioni temute con la possibilità di apprendere delle tecniche di autocontrollo emotivo capaci di ridurre l’ansia e la paura di guidare.

Ultima modifica: 4 febbraio 2022