Come diventare istruttore di guida

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Se quella della maestra elementare è la figura che più si ricorda dell’infanzia, per l’adolescente l’istruttore di guida è una sorta di mito, di cicerone che accompagna verso la libertà e l’autonomia. Come ogni buon maestro, deve insegnare il rispetto delle regole e inculcare il senso di responsabilità, argomenti che nella mente di un diciottenne, che si appresta a conquistare la strada, faticano a entrare.

Il lato umano di un istruttore di guida

Per diventare istruttore di guida e fare bene un lavoro così delicato occorre avere delle grandi doti umane, oltre che rientrare in determinati requisiti e seguire un percorso di formazione professionale che abiliterà a insegnare alle nuove generazioni come si sta alla guida.

Per accedere a un esame abilitante è necessario avere almeno 24 anni di età, non aver riportato condanne penali e non aver procedimenti penali in corso. E’ necessario aver conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore, non importa in quale indirizzo, purché si tratti di un titolo di maturità quinquennale.

Per poter insegnare a guidare in modo da ottenere qualunque tipo di patente, è naturalmente obbligatorio essere in possesso delle patenti A, B, C, D, CE. E’ possibile che non si sia titolari di patente A: in questo caso l’accesso alla professione non è precluso ma non sarà possibile fare da istruttore nella guida di motoveicoli.

Il mancato possesso della patente A impone anche una riduzione a 30 ore, rispetto alle 40 previste, di corso di guida obbligatorio, che prevede anche una parte teorica di 80 ore in aula.

Il corso obbligatorio per prepararsi all’esame

Un corso propedeutico all’esame di idoneità che bisognerà sostenere presso la Provincia dove si vuol svolgere l’attività, o presso altre Provincie nel caso in cui la prescelta non abbia pubblicato bandi per gli esami.

L’esame abilitante in realtà non si discosta poi tanto da quello che devono sostenere gli aspiranti patentati. E’ sicuramente più articolato e completo e prevede infatti una prova a quiz, con 80 domande sugli argomenti che normalmente vengono proposti per l’esame della patente B. I tempi però sono ridotti a 40 minuti con la possibilità di commettere due errori soltanto. La seconda prova consiste in un un esame orale sugli argomenti dettati da un programma ministeriale sui temi dei trasporti e della mobilità.

Infine la terza prova, che rappresenta il vero esame da superare per diventare istruttore di guida. Si tratta di una prova pratica per dimostrare la capacità a istruire nella guida di motoveicoli, autovetture e veicoli delle categorie CE e D, secondo quanto dovesse stabilire la commissione. Una simulazione di quello che sarà poi il lavoro da svolgere in autoscuola. L’istruttore è infatti colui che in autoscuola gestisce e impartisce le lezioni pratiche per il conseguimento di tutti i tipi di patente.

La preparazione richiesta non dovrebbe soffermarsi solo sugli argomenti proposti dai programmi ministeriali, ma a un buon istruttore sono richieste anche particolari doti umane, oltre che una buona conoscenza della meccanica dei veicoli. Quanto alle doti umane, la capacità di relazionarsi con persone anche molto giovani e soprattutto inesperte dovrebbe accompagnarsi anche a una buona dose di pazienza e di tolleranza. Per insegnare a mantenere il controllo in situazioni di forte stress, bisognerebbe quantomeno esserne personalmente dotati.

Come ottenere l’assunzione da istruttore di guida

C’è poi l’aspetto burocratico, che non è irrilevante, e che riguarda l’inquadramento di un istruttore di guida. Essendo una figura chiave all’interno di un’autoscuola, anche la forma contrattuale ha la sua importanza. Le modalità di inserimento nel mondo del lavoro possono anche variare da Provincia a Provincia.

Sempre meglio verificare preso l’ente di competenza. Il rapporto di lavoro può essere regolato da un contratto part time o a tempo pieno, a termine o indeterminato secondo quanto fissato dalla contrattazione nazionale. E’ possibile anche che il rapporto sia in termini di consulenza, fiscalmente giustificato da una partita IVA.

L’istruttore tuttavia è legato a una sola scuola guida e ritenerlo un libero professionista, ancorché inquadrato come lavoratore autonomo, può essere in certi casi una forzatura. In ogni caso non è possibile assumere un istruttore di guida con un contratto a progetto o con uno stage retribuito. Per regolarizzare l’assunzione occorre una precisa istanza corredata da una copia della patente di guida e dall’attestato di qualifica professionale ottenuto dopo il superamento dell’esame.

Il tesserino da istruttore di guida

Successivamente, all’istruttore viene consegnato un tesserino professionale che ne certifica l’idoneità e che può essere richiesto in caso di verifiche. Il tesserino va in ogni caso restituito alla Provincia qualora si terminasse l’attività. Sul documento, oltre alle generalità del titolare, è indicata anche la scuola guida presso la quale si esercita, la data di inizio attività e il numero di patente.

Un’anzianità di due anni di abilitazione dà diritto, se ce ne fossero la condizioni, a essere nominati direttori di autoscuola per l’organizzazione di tutta l’area didattica. Bisogna, però, essere in possesso di un diploma di maturità. L’aspetto retributivo è naturalmente legato al tipo di rapporto di lavoro che si è instaurato.

Per farsi un’idea, basti pensare che la retribuzione media oraria si aggira tra gli 8 e i 10 euro netti. Lo stipendio può variare in funzione del tipo di inquadramento nell’ambito del contratto nazionale di lavoro. Un contratto part time ovviamente avrà una busta paga più leggera di un contratto full time. Anche in caso di occupazione a tempo pieno si ha diritto a un giorno a settimana di riposo, solitamente è la domenica.

Quello dell’istruttore di guida è dunque un lavoro delicato, che non si occupa di fornire una preparazione esclusivamente tecnicistica a chi si appresta a imparare a guidare un veicolo, qualunque sia. Le implicazioni etiche sul rispetto delle norme del Codice della Strada sono notevoli, e la capacità di comunicare e rapportarsi con giovanissimi deve essere uno dei requisiti principali per avviare questa attività lavorativa. E’ importante quindi “esercitarsi” anche su questo tema, aprendosi al confronto con gli studenti con grande elasticità mentale.

Ultima modifica: 12 Novembre 2018