Camion a metano: vantaggi e svantaggi

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Una dead line precisa non esiste, ma è ormai certo che il mondo dovrà fare a meno del gasolio nei prossimi anni. Una scelta dettata da considerazioni precise sul tema dell’inquinamento ambientale e sull’impatto che i carburanti fossili hanno sull’aria che respiriamo. Vediamo allora le caratteristiche di una vettura che circola nel pieno rispetto dell’ambiente: il camion a metano. 

Camion a metano: amico dell’ambiente

Il metano sta diventando sempre di più un sostituto efficace ed efficiente del gasolio e non sono pochi ormai i camion a metano in circolazione. Merito anche, almeno in Italia, di una politica di incentivi per l’acquisto di questi mezzi. E’ vero che costano mediamente molto più di un normale tir spinto da un motore diesel, ma è possibile beneficiare di incentivi fino a 9.000 euro per i veicoli superiori alle 16 tonnellate che siano alimentati da metano CNG.

Incentivi che possono arrivare anche a 13.000 euro nel caso in cui ci si orienti su un camion a metano LNG. E’ quanto mai probabile che anche per il prossimo anno vengano confermati questi incentivi, per migliorare il parco automezzi in circolazione e spingere di più sulle fonti energetiche meno impattanti sull’ambiente.

Il metano è una di queste e consente di evitare i blocchi della circolazione destinati ai mezzi vecchi e inquinanti e al diesel in genere. Non è infatti scontato che anche i motori a gasolio di ultimissima generazione possano circolare liberamente. Il tema delle emissioni e la politica dell’impatto zero sono ormai dominanti nel dibattito sulla regolamentazione della circolazione stradale.

E i tir non sfuggono ai riflettori, anzi, sono i principali “imputati” per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico dei centri urbani e non solo.

Camion a metano, una scommessa di innovazione

Di innovazione nel settore dell’autotrasporto se ne trova davvero tanta e i prossimi cinque anni per le novità importanti in fatto di dimensioni, potenza e naturalmente alimentazione saranno fondamentali.

La sfida è sulla potenza, perché si tratta di mezzi che necessitano di spinte forti, soprattutto in determinate condizioni di strada, e il metano, si sa, non è fatto né per la potenza, né per la velocità. Occorrono regimi più elevati per compensare il difetto di potenza, soprattutto quando si tratta di affrontare salite e discese.

Mentre su strada, una volta lanciato, un camion a metano non si comporta poi così diversamente da un “cugino” a gasolio. Il vero limite nella diffusione di questi mezzi consiste nell’autonomia. Il sistema ha una riserva, costituita da bombole che contengono metano allo stato gassoso per 120 chilometri, mentre i serbatoi di liquido possono garantire una percorrenza di circa 500 chilometri.

Molto però dipende dal carico e dal tracciato. In autostrada naturalmente i consumi si riducono, nel ciclo urbano non differiscono dal gasolio. C’è però da considerare che il metano ha un costo per litro decisamente inferiore a quello del gasolio e rende mediamente attorno al 110 per cento rispetto al diesel. Il risparmio, per chi macina chilometri di continuo, si avvertirà a fine anno.

La rete di distribuzione metano in Italia è ancora ridotta

Resta il nodo dell’autonomia, legato alla rete di distribuzione che non ha certamente i livelli di diffusione di quella del diesel. Per non rischiare di intaccare la riserva, occorrerà infatti programmare nei dettagli il viaggio, considerando tutti i fattori che incidono sui consumi.

Da tempo gli stessi produttori di camion a metano stanno ragionando su una collaborazione per il potenziamento della rete di distributori. In questo senso il Nord Italia, in particolare in Pianura Padana il progetto è già in fase avanzata. I vantaggi sarebbero notevoli e incrementerebbero la diffusione di questi mezzi, con un influsso notevole sulla riduzione delle emissioni.

Secondo uno studio di Federmetano i mezzi alimentati a gas producono il 97 per cento in meno di emissioni di monossido di azoto e di particolato. E’ una direzione in qualche modo obbligata, se si vogliono rispettare accordi internazionali sul tema del contenimento delle PM10 e di altri fattori inquinanti. Anche le linee direttrici per il rinnovo dei parchi auto per il trasporto pubblico vanno in questa direzione.

Impossibile che in un Paese dove le merci viaggiano per l’80 per cento su gomma, non si prendano in considerazione gli effetti sull’aria della presenza così massiccia di veicoli alimentati a diesel. Le obiezioni sono però diverse e tre in particolare sono davvero valide. Il costo iniziale di un camion a metano non è irrisorio, neppure prendendo in considerazione gli incentivi all’acquisto.

I costi per il carburante si riducono sensibilmente

La vera accelerazione potrebbe venire da un abbattimento di costi di carburante. Mediamente per un viaggio di 2500 chilometri si spendono circa 1200 euro di gasolio, un camion a metano impiega all’incirca 900 euro. Nell’arco di un anno si possono risparmiare anche 40.000 euro di carburante e su questi dati impostare un piano di ammortamento delle spese iniziali.

E per superare le resistenze dovute alla scarsa diffusione della rete di rifornimento bisognerà attendere ancora qualche anno. Al 2017 i distributori di carburante che erogano anche metano sono appena 1130 su tutto il territorio nazionale, autostrade comprese. Il dato positivo è che il 25 per cento del totale è stato attivato tra il 2011 e il 2016.

Se il trend di crescita dovesse essere confermato anche per il prossimo quinquennio, è assai probabile che assisteremo anche a un incremento delle vendite di camion a metano. L’ultimo deterrente riguarda il tema delle prestazioni. E’ vero: i camion a metano sono sicuramente meno potenti di quelli a diesel. La disponibilità di meno cavalli si fa sentire particolarmente nei tratti in salita, ma su questo punto la tecnologia sta facendo rapidi progressi.

A breve saranno disponibili motorizzazioni che ridurranno davvero al minimo le differenze di prestazioni rispetto ai motori alimentati a gasolio. Resta però aperto il tema della manutenzione. I camion a metano richiedono più interventi: basti pensare alla sostituzione della candele. Difficilmente andranno oltre i 90.000 chilometri. Anche su questo la tecnologia dovrà sviluppare soluzioni innovative che spingano al meglio la produzione di camion a metano.

Ultima modifica: 18 Dicembre 2018