Bollo auto: cos’è e come funziona

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Ogni anno la sorpresa può essere dietro l’angolo, poiché le imposte indirette rappresentano una delle voci più importanti in un bilancio economico per incrementare le entrate. Il bollo auto, o tassa automobilistica che dir si voglia, rientra a pieno titolo nella categoria. Con milioni di veicoli in circolazione in Italia, si può ben comprendere come anche solo lievi aumenti possano rimpinguare le casse statali per cifre considerevoli.

Un ritocco alle quote del Bollo Auto è previsto anche per quest’anno, anche se i dettagli definitivi si conosceranno soltanto dopo l’approvazione della Legge di Bilancio attualmente in discussione in Parlamento nelle commissioni.

Come verificare le ultime novità sul bollo auto

Tutte le modalità di calcolo e pagamento saranno poi inserite nel cosiddetto “Collegato Fiscale”, un decreto legato alla manovra 2019 che conterrà anche delle novità in positivo per chi possiede un veicolo. E’ possibile infatti che venga definita meglio la “Pace fiscale”, che prevede l’azzeramento delle cartelle esattoriali pagando una percentuale del debito accumulato.

Potrebbe arrivare anche una sorta di incentivo alla rottamazione, nell’ambito di una politica di rinnovamento del parco auto in base al principio di riduzione delle emissioni inquinanti. Infine, l’ultima novità attesa riguarda l’abolizione del superbollo. Tutte novità che si conosceranno a fine anno, quando il Parlamento avrà approvato i testi definitivi, recependo o respingendo emendamenti che potrebbero modificare lo stato delle cose.

La definizione della tassa resta invariata, come accade ormai dal 2009, quando si passò dal concetto di Tassa di circolazione a tassa di possesso. In altre parole, il pagamento è dovuto anche se il veicolo è tenuto fermo per tutto l’anno di validità del bollo, mentre prima non era necessario.

Quando pagare il bollo auto

Da quando è entrata in vigore la legge n.99 del 23 luglio 2009 che chi possiede un auto, o qualunque altro veicolo, è tenuto al pagamento del Bollo, obbligo esteso anche alle aziende e alle persone giuridiche in generale, che siano proprietarie di un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico, il P.R.A.

Il pagamento è annuale e va saldato entro la scadenza, che può variare esattamente come l’importo della tassa da versare. Anche se sono attese novità con la nuova Manovra economica, restano invariate le caratteristiche essenziali del bollo auto, che è un tributo locale che incassa la Regione di residenza, eccetto che in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna, dove la riscossione è a carico dell’Agenzia delle Entrate.

Non cambia neppure la scadenza, che è legata al mese di iscrizione al PRA del veicolo e segue tre scaglioni precisi, che sono 31 maggio e 30 settembre 2019 e 30 gennaio 2020. Per semplificare le auto iscritte tra gennaio e aprile seguono il primo scaglione; iscritte tra maggio e agosto, seguono il secondo e le altre il terzo scaglione.

Non rispettano questo calendario le Regioni Piemonte e Lombardia, per le quali bisogna informarsi e verificare le misure adottate. Il mancato, ritardato o insufficiente pagamento del bollo auto comporta delle sanzioni. Per le vecchie quote di bollo auto è possibile che la Manovra contenga delle agevolazioni nella definizione del debito, o addirittura la cancellazione.

Le nuove norme hanno già da qualche anno ridotto anche i tempi della prescrizione per il pagamento. Prima erano cinque, adesso sono tre. Per cui il bollo auto 2019 non pagato, andrà in prescrizione nel 2022. Non è tenuto al pagamento chi perde il possesso dell’auto o la cancella dal registro automobilistico.

Bollo auto, più inquini più paghi

Resta da stabilire l’importo da versare per un veicolo. Il calcolo non è proprio semplicissimo. Bisogna disporre anche di alcuni dati essenziali, poiché l’importo viene stabilito in base alla potenza, espressa in kw, ai livelli di inquinamento prodotti attraverso le emissioni di CO2 e di PM10, che vengono classificati con le sigle Euro da 0 a 6.

Più è vecchia e potente l’auto, più si pagherà per possederla. Esistono delle eccezioni che riguardano le auto storiche. In questo caso il bollo è ridotto. Per conoscere la categoria Euro alla quale appartiene il veicolo, sarà sufficiente verificare la normativa di riferimento citata nella Carta di Circolazione. Se non si ha particolare dimestichezza, il portaledellautomobilista.it restituirà il codice esatto inserendo semplicemente il numero di targa.

Le tariffe del bollo auto 2019

Il primo passaggio è fatto, non resta che verificare la potenza o i cavalli fiscali per calcolare l’importo del bollo auto. Anche in questo caso, occorrerà la carta di circolazione. Il numero dei kw va moltiplicato per le tariffe che variano in base a due parametri: la categoria euro e il limite di 100 kw.

Per il bollo auto 2019 le auto al di sotto dei 100 kw pagheranno 2,58 euro a kw se rientrano nelle categorie Euro 4-5-6, le meno inquinanti; 2,70 euro per le Euro 3; 2,80 euro per le Euro 2; 2,90 euro per le Euro 1 e 3 euro per le Euro 0. Al di sopra dei 100 kw, le tariffe vanno dai 3,87 euro per le Euro 4-5-6 ai 4,50 euro per le vetture Euro 0.

Per i veicoli che rientrano nella categoria Euro 0 è molto probabile che dal prossimo anno sia interdetta la circolazione. Molte città già vietano l’accesso a veicoli così inquinanti e la Manovra dovrebbe prevedere un incentivo alla rottamazione. Vengono esentate le auto d’epoca, che potranno continuare a circolare.

Il calcolo del bollo può sembrare quindi un’operazione abbastanza complessa per chi non ha dimestichezza con la lettura della Carta di Circolazione. Su internet e in generale sugli app store per smartphone sono comunque disponibili una miriade di software on line o di app per calcolare l’importo esatto del bollo auto da versare in base al numero di targa del veicolo.

Sono software assolutamente gratuiti che “leggono” di dati immagazzinati dalle Motorizzazioni Civili e fanno le operazioni matematiche al posto nostro, considerando anche la categoria Euro che classifica il veicolo. E tutto si risolve in una manciata di secondi senza grandi sforzi. Alcune app consentono anche il pagamento elettronico.

Ultima modifica: 26 Novembre 2018