Ayrton Senna, tre curiosità sul pilota di Formula1

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Tre mondiali vinti, 80 volte sul podio, Ayrton Senna resta uno dei piloti di Formula 1 più amati dagli appassionati, e anche uno dei più conosciuti anche da chi non ha mai seguito il grande Circus.

Sarà per la sua tragica fine, dopo un incidente nel Gran Premio di San Marino del 1994. Aveva appena 34 anni e il suo record di pole position, ben 65, è rimasto inviolato fino al 2006, quando il tedesco Michael Schumacher lo ha battuto.

Ayrton Senna, le origini tutte italiane del pilota brasiliano

Di Ayrton Senna si è scritto tanto, si è raccontato quasi tutto. La sua vita è stata celebrata, più di ogni altro pilota, in molte canzoni. Indimenticabile “Ayrton” di Lucio Dalla. Ma forse non tutti sanno che il pilota brasiliano della McLaren, aveva origini tutte italiane, in parte napoletane e in parte toscane.

E alla famiglia di origine si dedicava tra un campionato e l’altro nella villa di Angra dos Reis, tra San Paolo e Rio de Janeiro. Era il suo buen retiro prima di ogni campionato, dove trascorreva la maggior parte del suo tempo nella preparazione atletica, soprattutto lungo la spiaggia.

Altro particolare poco conosciuto riguarda il suo rapporto con la scuderia McLaren. Nel 1993, un anno prima di morire, rischiò di rimanere fuori dalle corse. Gli avevano proposto un ingaggio dimezzato. Otto milioni di dollari rispetto ai quasi 16 dell’anno precedente.

Ayrton Senna minacciò di non correre e Ron Dennis, che all’epoca guidava la scuderia, non si lasciò intimidire dal campione, preparandosi ad avere alla guida Mika Hakkinen e Michael Andretti. Ma a febbraio Ayrton Senna la spuntò, con un ingaggio da 10 milioni di dollari.

Le grandi fortune di Ayrton Senna in beneficenza

Uno dei piloti più pagati dell’epoca, ma le sue fortune non erano destinate alla vita folle e dispendiosa che conducevano molti piloti.

Soltanto alla sua morte si è scoperto che una buona fetta dei suoi guadagni venivano elargiti in beneficenza. Un particolare che Ayrton Senna ha sempre voluto mantenere riservato e che è stato svelato poi dalla sorella Viviane, quando si è saputo che nel testamento del grande pilota era prevista una quota del suo patrimonio in beneficenza.

Da lì è nata anche una fondazione benefica che porta il suo nome ed è aperta ai ragazzi brasiliani più poveri ma anche più capaci e desiderosi di mettere in luce i loro talenti e le loro capacità. Proprio la sorella Viviane dirige la fondazione “Ayrton Senna”.

Ultima modifica: 12 Marzo 2019