Autodromo di Monza: storia e caratteristiche

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L’Autodromo di Monza è il circuito italiano per eccellenza. Non solo: il tempio della velocità. È una perla incastonata in un’area verde semiurbana, il Parco di Monza, tra le più ricche d’Italia. Un ossimoro apparente che però funziona e richiama ogni anno migliaia e migliaia di appassionati da ogni angolo del mondo.

Caratteristiche dell’Autodromo di Monza

La sua caratteristica numero uno è senz’altro la velocità. Dal 1991, con le modifiche apportate a Silverstone, il tracciato lombardo è il più veloce tra quelli iridati: il record assoluto del circuito è di 1’18″887 con una media di 264,362 chilometri orari, la più alta di sempre nella storia della Formula 1, stabilito da Lewis Hamilton nel 2020. Ma anche la particolare ubicazione in un polmone verde di straordinaria bellezza è un’altra peculiarità di questo orgoglio del mondo motoristico italiano.

Ulteriore caratteristica significativa è la longevità quasi da record dell’impianto brianzolo. Esso infatti è tra gli autodromo permanenti (ovvero utilizzato esclusivamente e continuativamente come tale) più antichi al mondo insieme a quelli americani di Milwaukee e Indianapolis. Lo testimonia il fatto che ospita il Gran Premio d’Italia di Formula 1 da 86 edizioni. Il circuito viene utilizzato anche per numerose manifestazioni, corse di beneficenza, concerti e in alcune occasioni è stato anche partenza o arrivo di una tappa del Giro d’Italia. La capienza è di 118.865 posti a sedere.

Storia

La prestigiosa storia dell’Autodromo nazionale di Monza compie quest’anno un secolo. La costruzione fu decisa nel gennaio 1922 dall’Automobile Club di Milano. La prima pietra fu posata da Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro alla fine di febbraio, ma non mancarono contestazioni per motivi di “valore artistico, monumentale e di conservazione del paesaggio”. Problemi poi superati, i lavori iniziarono il 15 maggio. Vi lavorarono 3500 operai.

Bastarono 110 giorni per completarlo, un prodigio di velocità fin dalla nascita. Il circuito comprendeva una pista stradale di 5,5 km e un anello per l’alta velocità da 4,5 km caratterizzato da due curve sopraelevate che consentivano una velocità massima teorica di 180/190 chilometri l’ora. L’apertura ufficiale dell’impianto avvenne il 3 settembre 1922. Molte le modifiche apportate nei decenni. In particolare negli anni Cinquanta, la riduzione della lunghezza accorciando il rettifilo centrale e quello delle tribune portò alla creazione di un raccordo divenuto storico: nasceva la Parabolica. Altri punti chiave sono la seconda curva di Lesmo e la variante della Roggia. I radicali interventi attuati nel 1989-90 e nel 2001-2002 ne hanno cambiato totalmente la fisionomia ma non ne hanno minato il fascino: Monza resta uno degli Autodromi più fascinosi e funzionali del mondo.

Ultima modifica: 29 maggio 2022