Manutenzione moto: tutti i controlli periodici da eseguire

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Effettuare dei controlli di manutenzione moto è un’operazione periodica che può portare via del tempo, ma risulta essere essenziale per garantire il buon funzionamento del proprio veicolo personale.

Voler curare il mezzo di trasporto che si è faticosamente acquistato pare, il più delle volte, come una prassi di volontà personale. Alcuni controlli, però, sono stabiliti per legge soprattutto con l’intento di ridurre i rischi di malfunzionamento della moto durante le operazioni di guida. Tale fine mira a mettere in sicurezza la vita del motociclista alla guida ed anche di chi con egli interagisce sulla strada.

Alcune iniziative fai da te a volte solo efficaci per svolgere le azioni più appropriate. Un motociclista che vuole tenere sono controllo il buon funzionamento del suo mezzo, può reperire tramite la rete di internet una serie di informazioni inerenti alla materia (blog, siti di motori ecc).

Del resto, le motovetture per molti sono ritenuti un lusso, a differenza delle automobili: come un qualcosa che si acquista in più, per piacere; e dunque pare fondamentale procedere con la manutenzione moto per salvaguardarne l’integrità.

Manutenzione moto: cosa monitorare

Già dalla prima volta in cui osserviamo la nostra motocicletta possiamo effettuare dei test per valutare se vi sono anomalie da risolvere.

Osservando il perimetro visivo della moto, infatti, si può verificare la presenza o meno della simmetria essenziale delle forme. Stessa cosa vale per il manubrio ed il disallineamento delle ruote, che sono fattori da monitorare costantemente anche con il passare del tempo.

Operazione basica da seguire per valutare la presenza o meno di problemi è quella di controllare la presenza di perdite di qualsiasi liquido. In tal senso, lasciare la moto a motore spento sempre nello stesso punto, può essere una delle soluzioni che facilita il monitoraggio di eventuali perdite: possibili macchie sul suolo sarebbero facilmente associabili alla moto in questione.

Con una piccola luce apposita, possiamo verificare lo stato dei vari fili e cavi di collegamento presenti nella struttura interna della moto. Questo controllo è consigliabile soprattutto nel caso in cui il veicolo in passato sia stato oggetto di manutenzioni o lavori precedenti. I fili rattoppati con il tipico nastro isolante nero o con giunture di ogni tipo, devono essere obbligatoriamente sistemati in modo idoneo.

Eventuali contatti tra i conduttori potrebbero provocare cortocircuiti e malfunzionamenti all’impianto elettrico. I rischi che questi problemi possono portare sono gravi: in particolare, il contatto tra fili non adeguatamente isolati generalmente aumenta i rischi di incendio.

A volte, strani ed insoliti odori di bruciato possono velocizzare le operazioni di manutenzioni periodiche, anche se in realtà bisognerebbe effettuarle costantemente ed indipendentemente dai segnali che si percepiscono. Molti dei problemi, infatti, avvengono nel momento in cui si riesce a preventivare una problematica o a percepire difficilmente il rischio.

Una volta saliti sulla sella della motovettura possiamo effettuare un altro controllo importante per la manutenzione moto, ovvero la verifica dell’ammortizzatore anteriore in fase di discesa. Possiamo iniziare la manutenzione riversando il nostro peso verso il manubrio, mentre viaggiamo in una strada in discesa. Bisogna controllare che l’ammortizzatore non arrivi a fine corsa.

Altro elemento essenziale è quello dei pneumatici: l’usura può provocarne l’assenza di aderenza a contatto con l’asfalto. Tra le motivazioni ci sono sia l’utilizzo ininterrotto degli stessi pneumatici, che le condizioni climatiche. In tal senso, fa parte delle possibili operazioni di manutenzione anche l’installazione di gomme adatte agli specifici periodi dell’anno.

In maniera particolare durante l’inverno, da metà novembre a metà aprile, alcuni motociclisti montano delle gomme invernali. Esse servono a ridurre i rischi in frenata, nelle curve e soprattutto in discesa. Per chi ne ha la possibilità, risulterebbe ottimale cambiare le ruote in base alla stagione dell’anno in cui ci si trova. Per gli altri è sufficiente verificare lo stato di usura e procedere con la sostituzione una volta accertata l’eccessiva deteriorazione.

In ogni caso, però, conviene controllare oculatamente il livello medio della pressione dei pneumatici consigliato dal libretto di istruzione della moto in questione. I parametri, infatti, variano da veicolo a veicolo, in base al modello ed alla casa di produzione. Si possono notare, con il passare del tempo, diverse screpolature o parti in cui la gomma è arricciata. Non si può aspettare troppo ad intervenire, la manutenzione della moto deve essere svolta tempestivamente.

Anche la pulizia è importante: essa deve esser mantenuta per salvaguardare l’impianto di scarico. Con circa 50 euro è possibile acquistare il materiale occorrente: l’elemento più importante è senz’altro l’apposito shampoo per moto.

Quando rivolgersi ad un esperto

Quelle sopracitate sono tutte tecniche per cui il motociclista può intervenire direttamente per eseguire una manutenzione moto, qualora abbia buona praticità e manualità. Di solito, però, è conveniente trasportare la moto in una officina autorizzata e porre sotto controllo tutti i parametri indicati dai professionisti del mestiere.

Le moderne attrezzature, nel caso delle officine più attrezzate, ormai possono rapidamente individuare la presenza di anomalie da risolvere. Anche il collaudo può essere considerato come un’operazione di revisione: se si parla di scooter o di moto di piccola cilindrata, esso si esegue a quattro anni dalla prima immatricolazione, per poi procedere con ricorrenza biennale. La medesima tempistica vale anche per quei mezzi che fanno parte della categoria dei mezzi d’epoca.

Tutti i veicoli a motore, secondo l’articolo 79 del Codice della Strada, devono rispettare l’imposizione di sottostare a collaudo obbligatorio. I controlli, quindi, sono convenienti per salvaguardare la sicurezza di chi usufruisce del mezzo ed anche per rispettare la legge: in caso di mancata aderenza alle norme di collaudo, il guidatore di una moto è soggetto ad una multa che può variare dai 159 euro ai 639 euro.

Il costo dell’operazione, invece, è pari a 66,80 euro presso i privati ed a 65,25 euro presso le agenzie ACI dislocate lungo tutto il territorio italiano. Le prove di collaudo generalmente sono cinque:

  • la frenata
  • la prova fonometrica (da effettuarsi con un fonometro)
  • la prova di analisi dei gas di scarico (per mezzo di un analizzatore di gas. Tale prova è atta a garantire il non superamento dei limiti consentiti dalla legge per quanto riguarda l’inquinamento)
  • le prove visive, che riguardano l’illuminazione e le luci e dei fari che costituiscono la struttura della moto

Ultima modifica: 24 Settembre 2018