Silk Faw «La prima hypercar pronta entro il 2023»

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«Orgogliosi di poter chiamare casa la città di Reggio Emilia». La fumata bianca – solo metaforicamente perché le loro auto saranno completamente elettriche – arriva dai motori cinesi-americani della Silk Faw.

Ieri l’annuncio ufficiale della joint venture targata Usa-Cina sull’insediamento in Emilia-Romagna del maxi stabilimento che produrrà l’avveniristica hypercar ‘Hongqi S’, la fuoriserie sportiva di lusso svelata due settimane fa al Salone di Shanghai.

Jonathan Krane, Presidente di Silk Faw

«La ‘Motor Valley’ – ha detto entusiasta Jonathan Krane, presidente di Silk Faw – è un’area iconica per l’intero network automotive nonché uno dei più competitivi ecosistemi motoristici. Sarà una location ideale che risponde perfettamente alle nostre necessità logistiche e produttive. Grazie a questo sito strategico saremo in grado di attirare talenti e risorse altamente specializzati. Creeremo oltre mille posti di lavoro».

Silk Faw, una data certa

Che in tempi di crisi economica e pandemica valgono oro. «L’obiettivo è realizzare la prima ‘hypercar reggiana’ entro il 2023», accelera Krane. I cine-americani vogliono fregiarsi del Made in Italy.

E abitare nella valle dei motori, sfrecciando accanto a Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Alpha Tauri.

Un affare da un miliardo di euro

A tanto ammonta l’investimento di Faw (tra i primi produttori di automobili in Cina) che nel reggiano avrà il suo cervello e cuore pulsante che comprenderà produzione, reparto design, centro sviluppo e innovazione.

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Un maxi quartier generale all’avanguardia, con un’operazione di costruzione da zero con impronta ‘green field’ votata all’ecosostenibilità ambientale: 320mila metri quadri che sorgeranno nella frazione di Gavassa su un terreno acquistato da privati.

Un’area strategica. «A pochi minuti dalla stazione alta velocità Mediopadana. In grado di connetterci in 40 minuti con Milano. Contribuiremo alla crescita e all’innovazione dell’Emilia-Romagna attraverso l’espansione delle infrastrutture e dell’expertise nell’elettrificazione». Illustra lo stesso Krane che ben ha compreso le potenzialità del territorio.

E non solo, le raddoppierà. È previsto infatti un nuovo casello autostradale ‘Reggio Est’ sul modello Philip Morris a Valsamoggia. Tant’è che – e non è un caso – un ruolo importante nella trattativa coi cine-americani l’ha ricoperto Eugenio Sidoli, manager reggiano già ad della multinazionale delle sigarette.

Reggio Emilia gongola

Dai posti di lavoro alle opportunità di un indotto del quale beneficeranno le filiere del settore. Ma anche le sinergie con l’università che dovranno formare figure altamente specializzate. «Porteranno valore aggiunto, progresso e benessere per il mercato globale non solo della nostra città. Si apriranno nuove frontiere». Dice Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio Emilia. E da ex leader nazionale di Federmeccanica, sa bene quanto l’hypercar possa far correre ancora più veloce la motor valley emiliano-romagnola.

Daniele Petrone

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Ultima modifica: 4 maggio 2021