RC Auto, torna il rinnovo automatico. Svantaggi per gli automobilisti

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RC Auto, torna il rinnovo automatico. La beffa per gli automobilisti è dietro l’angolo. Il tacito rinnovo è stato di fatto reintrodotto da un emendamento del Governo. Proponiamo l’autorevole analisi di ASAPS, il portale della sicurezza stradale.

Ecco l’analisi dello strano passo indietro.

Contratti assicurativi auto, indietro tutta. Era il mese di dicembre di cinque anni fa che, su proposta del Governo, il Parlamento abolì «le clausole di tacito rinnovo del contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per veicoli a motore e natanti». Ora, con un emendamento approvato alla commissione attività produttive della Camera giovedì scorso, il divieto in questione è stato abolito. Detto in termini spicci le compagnie potranno ripristinare l’automatismo del rinnovo della polizza alla scadenza. Facendo gravare sull’utente l’onere di disdetta.

La beffa

Una comodità? Non proprio. Fino al 31 dicembre 2012 chi voleva cambiare compagnia doveva inviare una raccomandata di disdetta entro 15 giorni dalla scadenza della polizza. E chi è che disdettava? Solo quei pignoli, o persone particolarmente avvedute, che mettevano una croce sul calendario in prossimità della scadenza. Tutti gli altri, cioè la stragrande maggioranza, si accorgevano si adagiavano sull’automatismo. Magari accorgendosi a cose fatte che le tariffe applicate erano piuttosto alte rispetto a quelle di altre compagnie offrivano prezzi migliori.

Contro logica

Per capire quanto l’abolizione del rinnovo automatico delle polizze RC auto fosse cosa buona e giusta basta dare un’occhiata alle statistiche. Nel giro di quattro anni, da giugno 2012 a giugno 2016, il premio medio della singola polizza si è ridotto di circa 80 euro. Pari al 18,3% sul totale. Riduzione destinata a continuare negli anni a venire. In un mercato come quello assicurativo nel quale la pubblicità martella i telespettatori con la promozione di numerosi siti internet che confronto le polizze e facilitano il risparmio.

La conclusione

L’emendamento passato alla Camera, se le statistiche del passato insegnano, bloccherà la riduzione sfavorendo la concorrenza. E l’ironia più grossa è che una norma che non favorisce per nulla i consumatori, che limita i cambi di assicurazione trattenendo i clienti e che contrasta i “preventivatori” on line e compagnie che vendono tramite web e telefono, sia stata inserita nel cosiddetto “ddl Concorrenza”. ​

Operazione davvero poco felice. Che lascia adito a più di un sospetto.

Ultima modifica: 28 Giugno 2017