Meno spostamenti e servizi facilmente raggiungibili, la tecnologia nel cuore delle città

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Città pedonalizzate, ciclabili, respirabili. La parola d’ordine per le metropoli del futuro è densificazione del tessuto urbano e rarefazione delle auto. Da qui al 2030 i centri urbani globali dovranno ospitare un miliardo di nuovi cittadini, che si spostano in un flusso inarrestabile là dove c’è più lavoro, più ricchezza e più vita sociale.

Ma le metropoli non possono continuare a espandersi, come hanno fatto negli ultimi cinquant’anni: per il pendolarismo urbano il limite massimo è un’ora di viaggio.

D’altra parte, non possono nemmeno consentire l’ingresso di milioni di automobili nei centri cittadini. La parola d’ordine è riconversione all’uso abitativo delle strutture produttive dismesse e potenziamento dei trasporti pubblici.

«Le città avanzate non sono quelle dove i poveri vanno in macchina, ma quelle dove i ricchi prendono i mezzi pubblici», sostiene Enrique Peñalosa, il mitico sindaco verde di Bogotà.

Su queste premesse, cresce l’economia della prossimità. «A Stoccolma come a Manhattan, i prezzi delle case salgono in relazione alla possibilità di raggiungere a piedi scuole, negozi, parchi e mezzi pubblici», fa notare Alexander Ståhle, l’urbanista svedese che per primo ha steso una mappa dei «sociotopi», ovvero degli spazi pubblici, come i parchi o le piazze, che hanno un alto valore sociale per i cittadini.

Il mercato immobiliare ha già incorporato l’economia della prossimità: un buon punteggio sulla scala dell’accessibilità pedonale (walkability score) viene spesso certificato e presentato ai potenziali acquirenti come elemento importante per la valutazione dell’immobile.

In base a un’analisi spaziale condotta dallo studio di Ståhle su settemila vendite di appartamenti a Stoccolma, risulta evidente l’importanza delle distanze pedonali o ciclabili dai trasporti pubblici per stabilire il valore di un’area.

La guerra la traffico

Il traffico è considerato uno dei principali demeriti: le auto sporcano l’aria, fanno rumore, occupano molto più spazio dei trasporti pubblici e causano ogni anno 39 milioni di feriti e un milione e 200mila morti.

Stesso discorso negli Stati Uniti. Le metropoli americane con un alto grado di accessibilità pedonale, come ad esempio Manhattan o San Francisco, presentano un Pil pro capite superiore del 38%, in media, rispetto alle città dominate dal traffico automobilistico, secondo uno studio realizzato dalla George Washington University insieme a Locus, un programma di Smart Growth America.

Lo studio ha scoperto che gli abitanti delle aree metropolitane più compatte hanno costi di alloggio e trasporti combinati inferiori agli altri e una mobilità economica superiore, e sono più in salute. A dispetto delle apparenze, quindi, vivere in centro è più sano e più conveniente che abitare in periferia.

Elena Comelli

Ultima modifica: 25 maggio 2021